Milan-Inter: Scusate il disturbo

Novembre 23, 2016

 

Ci sono certe serate in cui tutto sembra dover prendere una determinata piega. In questo avvio di stagione, di serate così, ne abbiamo sperimentate tante, anzi troppe.

Mentre il presidentissimo Silvio Berlusconi, ultimo baluardo di un calcio sincero, onesto, pulito, genuino, appassionato e innamoratissimo della sua squadra, colui che…come dite? Il Milan sta diventando cinese? E nessuno li critica o dice Foza Milan? Roba da matti!

Dicevamo, mentre il Cavaliere si gode la monumentale coreografia a lui dedicata, per quello che sarà il suo ultimo derby da presidente.. Come dite? Ha detto che non lascia?
Ma che casino, questi milanisti!

Il Milan omaggia il suo presidente Berlusconi. L'Inter la sua ex bandiera Khalilou Fadiga
Il Milan omaggia il suo presidente Berlusconi.
L’Inter la sua ex bandiera Khalilou Fadiga

Lasciamo perdere. Per fortuna da noi è tutto chiaro: 20 novembre, esordio del terzo, anzi quarto, allenatore stagionale, confermata la formazione della vigilia. Tutti uniti e decisi per un solo obiettivo: rovinare la festa ai cuginastri.

Partiamo un po’ timidi, facciamo girare palla nella nostra trequarti, ma i nostri avversari ci pressano fin da subito con intensità e cattiveria.

Cosa? Quelli neriunpopiùblù siamo noi? E i neriunpòpiùrossi sono loro? Certo che non ci si può proprio fidare di questi milanisti.

I pantaloncini? Ah già, guardando i pantaloncini e i calzettoni bianchi riusciamo a distinguerci. Forse confonderci cromaticamente non è stata una buona idea.

Ora finalmente si spiega perché Kondo gioca sempre curvo e ingobbito: I pantaloncini! Guarda quelli per non confondersi.

Direttamente dall'Enciclopedia Trepitbull
Direttamente dall’Enciclopedia Trepitbull

E infatti i pantaloncini bianchi sono quelli che si muovono di più e decisamente meglio per tutto il primo tempo.

Un paio di occasioni per Perisic, che però spreca. Medel, nella posizione da centrale che i tifosi nerazzurri aspettavano con trepidante attesa da mesi, inizia a correre e ringhiare sugli avversari come solo lui sa fare, finché la sfiga vuole che si infortuni.

Prova a resistere, uno come lui in partite del genere giocherebbe anche su una gamba sola, ma Pioli decide che tra Medel zoppo e Murillo, il colombiano è leggermente (ma di poco) favorito.

Iniziano un po’ gli scongiuri, tra il settore ospiti e i divani di tutto il mondo, perché quest’anno la sfiga ci vede davvero troppo bene.

Il primo tempo si sta per concludere 0-0, quando in una delle loro ripartenze ci facciamo trovare sbilanciati.
(Sì, il Milan gioca un Derby in casa fatto di ripartenze. Berlu ma non eri tu quello che urlava agli allenatori di “ATTACCAREEEE” ?)

Ansaldi, forte di un anno di allenamenti fianco a fianco con Suso, lo lascia liberare il sinistro, permettendo così all’oggetto misterioso di turno di infilare Handanovic con un bel tiro.

Andiamo sotto, ancora una volta. D’altronde se gli fai gol con Schelotto e Obi, prima o poi il karma ti frega.

Il secondo tempo inizia, più o meno per tutti, tra tifosi e giocatori, con un forte senso di ingiustizia: è necessario ristabilire l’ordine il prima possibile. Un disegno cosmico ci dice che va bene tutto, ma questa no, questa non possiamo perderla.

Il nostro demiurgo non è quello con la fascia da capitano, la Rolls-Royce e i 5 milioni all’anno. Lui ha deciso che preferisce conservare le pagine relative ai Derby per il Capitolo II della biografia. Quindi anche per stavolta si limita a un posto da spettatore non pagante.

Mauro, guarda che stasera su Sky c’è il super accaddì, non sarà come guardarla direttamente tra Gustavo e Paletta, però è comunque un bello spettacolo.

Spettacolo che è la parola giusta per definire il gol di Candreva: una fiammata che ricorda un po’ quelle di un altro ex biancoceleste, un altro che pareva essere “non amico” dell’allenatore, ma che poi ha smentito tutto e tutti sul campo.

Gol di così pregevole fattura se ne vedono raramente, quindi quale modo migliore di festeggiare se non subendo il 2-1 dopo cinque minuti?

Miranda in mezzo all’area decide di restare fermo e non lasciare il sinistro a Suso, memore del patatrac di Ansaldi di poco prima, ma lo spagnolo se ne fotte e uccella tutti ugualmente col destro.

Siamo sotto. Sotto. Ragazzi ma vi pare possibile che finiamo sempre sotto? A me no.

La strategia di Montella dopo il gol diventa chiara, tutto si capisce dalla decisione di sostituire Bacca . Non ci si starà coprendo un po’ troppo in fretta?

Anche Pioli fa un cambio, togliendo uno scombussolato Ansaldi per inserire Nagatomo. E quando ti fanno uscire dal campo per Nagatomo, significa che hai ben poco da stare allegro, caro Cristian.

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Il momento in cui tutto cambiò.

Il tempo passa ma il pareggio non ne vuole sapere di arrivare. Assurdo, stiamo per perdere di nuovo, avviandoci verso la più immeritata delle sconfitte.

Entra Jovetic per provare a portare un po’ di confusione e ignoranza. E ci riesce, nel senso che non fa nulla di che ma intanto il Milan va in affanno.

Ultimo corner. Handanovic ha un riflesso pavloviano e corre verso l’area avversaria.
“Che stai facendo?” chiede Pioli, in termini un po’ edulcorati.
“Tranquillo Mister, me l’ha insegnato il Di Burro. Adesso segno”

Dicono che Pioli si sia voltato verso la panchina cercando spiegazioni e si sia perso il gol.

Cross dalla destra, Murillo spizzica, tanto per dare un senso al suo ingresso. Sbuca Perisic, che dopo aver punito la Juve, si conferma l’uomo dei gol pesanti.

Il buon Stefano non si sa come si ritrova in parità, con un Gabigol in braccio che adesso gli chiede “Mister adesso mi fa entrare?”

Fischio finale.

“La prossima volta Gabriel, la prossima volta. Ora vai a sederti lì vicino a Ranocchia, da bravo”.

È Crisi-Gabigol
È Crisi-Gabigol

Forse la festa per il presidentissimo Berlusconi sarà rovinata, forse con tutti i soldi che ha se ne è fregato e ha festeggiato lo stesso come noi semplici umani possiamo solo immaginare.

Forse da qualche parte in Cina, sponda Nanchino, qualcuno ha fatto festa quasi all’alba, mentre qualcun altro (Ma poi, qualcun altro chi di preciso?) si disperava.

Forse il buon Suma ancora non si è ripreso dallo shock. Forse questo Derby acciuffato secondo alcuni “di culo” avremmo anche potuto vincerlo.

Forse solo due cose sono infinite: l’universo e le rosicate di Suma… e non sono sicuro della prima.

Forse Suso se ne sarà tornato a casa piedi senza nemmeno i 3 punti in saccoccia.

Pazienza, scusate il disturbo.

Ci siamo anche noi.

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E cosa gli diciamo domani ai colleghi Jiangsu-interisti ?

 

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.