5 buoni motivi per guardare Inter – Barcelona questa sera

Novembre 6, 2018

Cari amici di Ranocchiate, è bello essere interisti in questo momento.

Dopo anni di delusioni e sofferenze, finalmente abbiamo trovato quello giusto: no, non sono una ragazzina che sta parlando dell’ultimo ragazzo che l’ha fatta innamorare, ma sto parlando del nostro buon Luciano; uno capace di rilanciare Gaglia con una doppietta (seppur abbastanza casuale per come sono arrivati i due gol), non è certamente un fesso.

Poi, se riesci pure a rilanciare Joao il bello come fosse la cosa più normale al mondo, vuol dire che ci sai proprio fare.

Fatti e non parole, la politica che aspettavamo da tempo.

Ma non c’è tempo per esaltarsi, o il Barça ci ridimensionerà ancora una volta.

Ecco quindi i nostri 5 buoni motivi per guardare la partita questa sera!

1 – #CONTROVENDETT

Ok, immagino che ai catalani rodesse un po’ il fegato dal 2010: siamo stati fra i pochi capaci di fermarli in anni in cui nessuno osava nemmeno immaginarlo.

 

O meglio, nessuno tranne un portoghese particolarmente tenace e la sua banda di matti, “ma questa è un’altra storia” (semicit).

E direi che si sono vendicati a dovere: 2-0 secco ed un marcatore che FA MALE MALEE MALE DA MORIRE.

La parola d’ordine è quindi: #controvendett. O almeno provarci.

(e già che ci siamo infilare Rafi nel bagaglio di qualcuno e rapirlo, già che ci siamo…)

2 – IL RUMORE DEI TIFOSI

Andare a casa del Barça e pensare di dettare legge è fantascienza per noi, ci può stare.

Ma il popolo interista, per questa partita casalinga, sta mandando due messaggi forti e chiari:

Il primo è semplice: cara Champion’s, ci mancavi.

Il secondo più “pieno” e meno scontato: ci crediamo.

Questa sera, tutto il mondo nerazzurro è raccolto dietro la porta di Samir: dobbiamo fargli capire cosa vuol dire venire a giocare a “La scala del calcio”.

11 contro 11 è davvero difficile, 73.511 contro 11 è già diverso.

3 – VOGLIE SCARAMANTICHE

“Anche nel 2010 perdemmo in casa col Barça, poi pareggiammo 0-0 e poi…beh, sappiamo tutti come andò”

Alzi la mano chi non ha sentito almeno 1000 volte questa frase dal post partita del match di andata.

Eh già, perché poi il destino sa essere davvero stronzo: quasi quasi ti fa sperare di pareggiare a reti inviolate, per ricreare le magiche condizioni verificatesi in un annata perfetta.

Se pareggiare questa partita ci facesse davvero vincere il triplete, qualunque interista firmerebbe all’istante per non vincere.

Poi pareggiare contro il Barça, nella nostra posizione, sarebbe come una mezza vittoria probabilmente.

Per me, però, non è così: ho ritrovato il coraggio di sognare e di sperare, non c’è limite che voglia porre ai nostri a priori, in questo momento.

Quindi, al bando le scaramanzie: si punta ai 3 punti come sempre.

4 – NINJA IS BACK

Cari miei, il tamarro più duro del Belgio e dell’Indonesia è tornato fra noi.

Lui è un tipo tranquillo, si è ripresentato giocando 10 minuti e segnando pure.

E questa sera, se non ci saranno sorprese, tornerà fra i titolari per aiutarci in questa difficile impresa.

Radja, io ti dico una cosa: molti ti criticano per il tuo stile di vita.

Io personalmente ti dico che se per giocare così bene devi sbronzarti ogni tanto ed essere più “libero”, fatti ‘na passeggiata per berti una birra prima della partita: ci servi al top.

5 – A RIVEDER LE STELLE

Ovvero, lo slogan utilizzato dall’Inter per la campagna abbonamenti di quest’anno.

Beh, complice un girone decisamente sfigato, sono stati subito di parola:

Suarez, Coutinho, Arthur, Pique… 

…ma anche Icardi, Radja, Perisic, Handa…

Sarà una sfida da non perdere.

 

 

Studio Psicologia, ma all'occorrenza mi improvviso scrittore o video editor: vivo la vita con lo spirito di chi si aspetta l'inaspettato per non avere sorprese ma poi rimane comunque fregato. E già questo spiega perché tifo Inter, ma se non bastasse aggiungo che uno dei miei giocatori preferiti di sempre è Buruk Okan. Costanza, serietà e determinazione sono solo 3 fra i principali pregi che non mi contraddistinguono. Penso che lasciare le cose a metà sia una cosa che