BARCA-INTER, IL PAGELLONE DEL COCCODRILLO

Ottobre 25, 2018

HANDANOVIC 6.5: Arriva al Camp Nou dotato di borraccia, asciugamano e pallottoliere per contare i gol.
Già me lo vedo immobile di fonte a qualche punizione di Coutinho invece appare insolitamente reattivo, e in un paio di occasioni addirittura SI TUFFA.
Aspettava il prato del Camp Nou per trovare un’erba degna di sporcare la sua divisa.
Sa che in particolare Pippo Cou potrebbe metterlo in difficolta, e quindi lo contiene con la tattica perfetta, cioè mettendolo in imbarazzo parlando dei suoi vecchi trascorsi all’Inter. Infatti Handa è l’unico che c’era ancora in quegli anni bui (oltre a Froggy) con Coutinho, Kharja e tutti gli altri.
Ogni volta che Cou si avvicina all’area Samir inizia con i “Ma come sei cresciutooooo” con tanto di pizzicotto sulle guance, “Ma la fidanzatina????” , e poi racconta a Suarez “Ma lo sai che quando era ad Appiano si faceva ancora la pipí a letto? ”
Cou arrossisce e prova inutilmente a negare tutto ma purtroppo la sua reputazione è rovinata e di conseguenza non riesce a segnare. Anche se qualche bel tiro lo fa, non quelle cacchette che tirava quando giocava da noi, e infatti colpisce anche una traversa pericolosissima.

ASAMOAH 4.5: brutta notizia per tutti quelli che si aspettavano un “ASAMOAHHHH COL GAMBONE” (Eh si abbiamo delle passioni particolari noi interisti).
Purtroppo Asa conferma quanto di – non – buono fatto vedere nel Derby.
La cosa per cui si nota di più è un assist di testa a casissimo per un giocatore del Barcellona. Avrebbe palesemente bisogno di tirare il fiato ma sappiamo che l’alternativa sarebbe DALB…

MIRANDA 5: Spalletti lo manda in campo in virtù delle più classiche manovre di servilismo, temendo che uno dei senatori potrebbe mettergli il broncio, e portando avanti la sua malsana idea del turn over in casa del Barcellona.
Se proprio vogliamo far rifiatare Stefan mettiamo Froggy tra i titolari almeno per riconoscenza.
Le prestazione di Miranda è macchiata da qualche imprecisione a volte abbastanza pericolosa, va bene che Suarez è come un art attack fatto di carta igienica e colla vinilica, quindi ogni volta che lo tocchi si sdraia per terra, però non è una scusante.
O almeno dagli un calcione fatto bene.
Ci tocca sopportare la Messi Cam dopo ogni azione e nessuno tiene conto del fatto che il giocatore più forte del mondo si sta sedendo in panchina.
Ormai per Joao il non bello si aspetta solo la quota 100 e poi..MIRANDA IN PENSIONE RANOCCHIA CAMPIONE

SKRINIAR 5.5: Pareri altalenanti nelle pagelle del giorno dopo per Skriniar, a seconda di quanto bruci la prestazione nel derby gli sono stati assegnati dei voti alti o bassissimi. Io dal settore ospiti del Camp Nou non riconoscevo un cazzo di giocatore a parte Asamoah, quindi democraticamente optiamo per un 5.5, perché non è scarso come Miranda ma nemmeno forte come Ranocchia, quindi una via di mezzo.
Purtroppo ha dato tutto ma è stato sfortunato perché nessuno lo ha avvisato del mancato #RIPIGL ed era convinto che Rafinha giocasse per noi, lasciandolo solo in occasione del gol.
Sul 2-0 di Jordi Alba c’è poco da dire, che un terzino potesse inserirsi così in area non lo sapevo nemmeno io.

D’AMBROSIO 4: Questa partita ce la ricorderemo tra le varie cose per l’arroganza della fascia destra Tonino – Danilo, un duo leggendario dalla fusione dei quali si dice scaturisca direttamente Danilo Toninelli. In quanto a prese per il culo e senso di spaesamento siamo sugli stessi livelli.
Gettone meritato comunque per D’Ambrosio che si è tolto anche questa soddisfazione dopo tanti anni di Inter.
Gettone che vale anche 5 partite di Vrsaljko titolare e una birra omaggio alle bancarelle fuori San Siro.

VECINO 5: A parte un quasi golazo dalla distanza pochissima roba. Il problema di Vecino è che la piglia ma non lo #RIPIGL. È questo lo step successivo da fare, per cui non basta el corazon diferente ma serve anche la dentatura uriguagia di Luis Suarez.

BROZOVIC 10: Artista contemporaneo, Gaudi, Miró, Picasso e gli altri se fossero ancora vivi si inchinerebbero al cospetto di questo emblema della nostra epoca.
L’Epic Brozo è un concetto troppo avanti. Talmente avanti che se si voltasse indietro vedrebbe il futuro.
Assistiamo a qualcosa di EPICO che ridisegna il gioco del calcio: LA MOSSA DEL COCCODRILLO.
Fanculo la sconfitta, dopotutto anche nel 2009 abbiamo perso 2-0 (è tutto scritto per il #RoadToWanda).
L’importante è aver sperimentato con successo la mossa che ci porterà alla vittoria del nuovo Triplete.

NONNO 2: Disagio e imbarazzo con un anziano spaesato per il Camp Nou. Spalletti deve sbracciarsi in panchina per spiegare alla sicurezza che no, non si tratta di un attempato invasore di campo, è proprio un giocatore dell’inter.
Per fortuna qualche anziano supporter blaugrana conferma la versione di Lucianone:
“Ah si me lo ricordo da giovane al Villarreal nel 1961”
Intanto Borja dopo le fatiche del derby si ritrova totalmente in apnea dopo appena 5 minuti e assume progressivamente le sembianze del Maestro Osvaldo Paniccia, e questo Arthur è un po’ diverso da Bakayoko.
Nella rimanente ora fino alla sua sostituzione vaga in stato confusionale cercando inutilmente di recuperare qualche pallone, ci riesce solo una volta, da un bambino raccattapalle offrendogli una caramella alla liquirizia.

PERISIC 5: ASSENTE INGIUSTIFICATO.
Che cazzo gli è successo a questo ragazzo?
Brozovic è diventato serio e intanto Ivan è diventato la brutta copia di Brozovic dei primi tempi.
E non ha nemmeno talento nel mondo della moda.

CANDREVA 2: L’abbiamo già citata l’arroganza di presentarsi con Andonio nella casa del tocco di palla preciso, raffinato e studiato nei minimi particolari?
Inzia a sparare i suoi cross a cazzo di cane, a raffica, tutti fuori dal campo nonostante il prato del Camp Nou sia appositamente ENORME rispetto alla norma, per facilitare il gioco del Barca.
Un paio di questi escono dal perimetro dello stadio, raggiungono il palazzo reale di Madrid e spaccano i vetri delle finestre di re Juan Carlos, scatenando l’allarme per un’eventuale insurrezione catalana e trasformando Candreva in un eroe locale.
Tutto questo senza mai passare la metà campo.

PORTATE DEI BINOCOLI
PER GUARDARE I CROSS MIEEEEEIIIII

POLITANO 6: L’unico che prova a fare qualcosa, purtroppo ha solo un tempo a disposizione perché viene lasciato fuori dai titolari senza motivo per far giocare Candreva (no comment).
Comunque i tifosi del Barcellona possono consolarsi per l’assenza di Leo ammirando il nostro Mini Messi personale e le sue innumerevoli magie <3
Quasi meglio dell’originale.

ICARDI 5: Purtroppo non ha il dente avvelenato dell’ex, perché la sua esperienza in casa Barcellona è limitata alle giovanili, una volta che si è portato a letto tutte le mamme dei compagni della Cantera ha deciso di emigrare alla Sampdoria.
La sua partita rientra nella categoria numero 2 delle partite di Icardi .
1) fantasma ma alla fine fa gol
2) fantasma ma non fa gol

Divertente il tentativo di sterzata su Pique con conseguente scivolata a terra. Certe giocate può farle solo Milito.
O Gabigol.

FALSO MITT 5: #RITORN Karamoh e Gabigol al posto di Keita e crediamoci per questo tridente dei #MITT con Lautaro

VERO MITT 5: Entra al 60′ tra gli applausi dei tifosi che lo invocavano a gran voce e di Borja Valero che non ce la faceva più.
Il suo 5 in pagella per quanto visto in campo può essere trasformato in un 10 per la legnata secca che rifila a Busquets. (o almeno credo che fosse lui)

SPALLETTI 1: Fantastica idea quella di presentarsi con Candreva e Borja.
Non contento del suo turnover, prepara la partita all’insegna del possesso palla e dell’impostazione. Perché giustamente non sappiamo gestire la partita contro la Spal con i titolari in campo, però vogliamo andare a comandare al Camp Nou con Candreva.
Se vuoi essere arrogante fallo bene, #MITT due punte e contropiede.

“La nostra unica speranza è vincere il possesso palla”

Beh, qualcuno un tempo la pensava diversamente.

Il gol di Rafinha è la giusta punizione per la cattiva lettura della partita, e per non averlo voluto ripigliare.
È inutile che adesso fai il suo amicone. SOLO NOI SIAMO I VERI AMICI DI RAFINHA.

RAFINHA 10: LO METTO COME MIGLIORE IN CAMPO E LO CONTO COME UNO DEI NOSTRI, PERCHE’ LUI È DEI NOSTRI.

Purtroppo alla notizia dell’assenza di Messi, chi capisce di calcio, come noi modestamente, sapeva che era una pessima notizia.
Rafi è molto più forte. È solo che a Barcellona non lo sanno apprezzare.

Lui ce l’ha messa tutta per aiutarci a vincere anche con una divisa avversaria.
Come si spiegano i suoi primi due tiri in porta? Due schifezze lentissime tra le mani di Handanovic. Ancora più lenti dei tiri di Coutinho all’inter prima della pubertà.

Purtroppo è andata com’è andata, inutile girare il coltello. Ma dopo ieri sera di sicuro sarà andata a buon fine l’operazione #RAPISC.
Abbiamo messo le basi per riportarlo a casa a gennaio.
Le nuove regole della lista Champions consentono di inserirlo in squadra, e nel prossimo Barcellona Inter segnerà per noi.
Appuntamento alle semifinali quindi.
#RIPIGL

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.