CHE MALE, RAFI.

Ottobre 25, 2018

Il calcio è strano, Beppe.
Ma il calcio ieri è stato strano da fare male.

E non sto parlando di risultato, abbastanza scontato quando ti presenti con Candreva, Nonno e Danilo al Camp Nou; sto parlando di ben altro.

Appena sono uscite le formazioni ufficiali, i commentatori si sono lanciati in critiche a Valverde;

‘Strana la presenza di Rafinha, i giocatori dell’Inter lo conoscono, sanno le sue mosse’.

Ma tu no.

Tu sapevi che Rafinha titolare si sarebbe tradotto in una sola cosa: TRAGICA SOFFERENZA
Tu che non ti sei ancora ripreso dal mancato #RIPIGL ti sei raggelato davanti al televisore,
googlando immediatamente ‘10 consigli per non morire di gelosia’.

 

Il primo battito è saltato quando l’hanno inquadrato appena prima dell’inizio; non te lo ricordavi
così bello, così ammiccante, così da #RIPIGL insomma.

Rafinha, tesoro, hai sbagliato maglia.
Dai, vieni qui che la cambiamo, questo rosso al posto del nero non ti dona per niente.

 

Il primo passaggio che ha fatto è stata una pugnalata al cuore.
La sensazione è stata di vedere la tua metà flirtare con un altro davanti a te.
Ma cosa gliela passi ? Ma cosa ti salta in testa ? Come ti permetti, Rafinha ?

 

Fermate la partita che c’è qualcosa di sbagliato.
FERMATELA, SOSPENDETELA, FATE QUALCOSA.
Sto passando più tempo a guardare Rafi che a guardare i nostri.
Cerco un segno, un cenno, un qualcosa a cui aggrapparmi.

Non è felice e si vede.

Poi però succede.
Alla mezz’ora, Alcantara Rafinha la mette.

 

  • Comprimete insieme tutti i gol dell’ex che abbiamo subito (senza dimenticare Ronaldo, Ibra,
    Palacio etc…).
  • Spolverate un Santon per Icardi di Inter – Juve.
  • Versate delle dichiarazioni di Gasperini (QB).
  • Aggiungete una tortura di 24 ore da parte dei servizi segreti russi.
  • Mischiate.

 

Il dolore che ne verrebbe fuori non è minimamente paragonabile a quello provato ieri sera.
Una lacrima è scesa.
Un’appello lassù idem.
La ricerca su Google è stata ‘Come farla finita senza sentire male’.

 

Ma l’Interista più infelice di tutti è stato proprio lui, Rafi.

Ha segnato per loro ma guardava noi, quasi a chiedere scusa.
E noi, in stato di shock, dal 30esimo in poi ci abbiamo capito veramente poco della partita.
Ho sperato finisse il prima possibile per andare sotto le coperte, raggomitolarmi e pensare tutta
notte a perché il Dio del Calcio costringa noi interisti a questi scempi.

 

Ma dalla partita di ieri ho imparato una cosa.
Rafinha e l’Inter sono innamorati.
Siamo un po’ Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, Paolo e Francesca o chi preferite voi.

E, in quanto innamorati, è impossibile dividerci.

 

Quindi, ora più che mai, in qualche modo si deve portare Rafinha a Milano.
Uccidendo Valverde, torturando Mazinho, usando come moneta di scambio Joao il (meno di Rafi)
Bello, implorando Spalletti.

Ma il piano più lucido che mi viene in mente è quello di rapirlo quando finirà Inter – Barcellona.
Lo chiudiamo negli spogliatoi e omertà a non finire.
Tanto il Barcellona non se l’è mai filato, che non faccia scenate o dica cose insensate tipo ‘non si possono rapire i giocatori’.
Se non è possibile il #RIPIGL, noi attueremo il #RIPIGLFORZATO.

 

Non ci arrendiamo, Rafi, stiamo arrivando a prenderti.

Sono arrivata tardi alla mia cresima perché ero al bar di fronte alla chiesa a vedere il derby. Per farmi passare dal pessimismo assoluto all’esaltazione totale mi basta un cross giusto del nuovo terzino. O anche solo un nuovo terzino. Ho un feticismo assoluto verso gli Slavi, con i quali condivido la costanza e la pacatezza d’animo. Santino nel portafoglio: sono convinta di aver passato Procedura Civile grazie al santino di Perisic che avevo in tasca. Citazione preferita: ‘Quando c’era Zlatan...’