CHELSEA – INTER: IL PAGELLONE

Luglio 30, 2017

Padelli 6: Viene trafitto soltanto da un eurogol del compagno francese, per il resto è poco impegnato nel corso dei 90 minuti. Basta poco per infondere più sicurezza del “12esimo” che lo ha preceduto nelle stagioni precedenti. Ti piace vincere facile? TURISTA PER SEMPRE.

Miranda 6,5: Solido ed elegante come al solito. È un punto di riferimento per i compagni di reparto, accanto a lui anche un semplice insegnante di yoga sembra un calciatore. LEADER.
(Dal 71esimo) Murillo 5: Spalletti gli concede il finale chiedendo di mostrare il vero Jeison: lui lo accontenta tentando in più occasioni di far pareggiare i Blues. SINCERO.

Skriniar 7: Le sue ottime prestazioni stanno convincendo anche i più scettici e Spalletti sembra non voler fare a meno di lui. L’indiscrezione era già arrivata alle orecchie della nostra redazione ma inizia a diventare sempre più una certezza: Ferrero ha roba buona. DIPENDENZA.

D’Ambrosio 6: Da buon partenopeo ha utilizzato ogni tipo di mossa per fermare Morata ricordandogli il perché ha più volte rifiutato Napoli. PATRIOTTICO.

(Dal 92esimo) Ranocchia SV: Spalletti temeva l’assalto finale dei blues così utilizza le maniere forti inserendo uno dei pezzi pregiati. ASSO NELLA MANICA.

Nagatomo 6: Nei primi 45 minuti viene puntato più di un gruppo di tedesche sulla riviera romagnola ma ne esce indenne. Ad ogni pallone da lui toccato piove ogni tipo di insulti dagli spalti ma lui non capisce. “SONO GIAPPONESE”.
(Dal 71esimo) Ansaldi 6: Nei suoi 20 minuti in campo mostra esattamente ciò che ha mostrato la scorsa stagione: Nulla. COMPARSA.

Borja Valero 7:  Quantità e qualità sempre garantita nonostante l’età. EMINFLEX.
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Dal 78esimo) Valietti 6: Entra nell’insolita posizione di esterno basso di sinistra consapevole che è difficile far peggio dei predecessori. TAPPABUCHI.

Gagliardini 6,5: A sprazzi torna ad essere il ragazzo che ha incantato tifosi ed addetti ai lavori nella seconda metà della scorsa stagione. Spalletti sorride, noi riprendiamo ad innamorarci. BENTORNATO.

Candreva 5,5: Tanti errori durante i suoi 58 minuti. Riesce nell’intento di convincere Conte: resterà in nerazzurro. FEDELE.
(Dal 58esimo) Kondogbia 4,5: Entra e lascia subito il segno con un eurogoal da centrocampo nella sua porta. Da anni non si vedeva un giocatore che riusciva ad unire così il difficile popolo nerazzurro: tutti, indistintamente, lo vogliono via. COLLANTE.

Brozovic 5,5: Gioca 71 minuti eppure tra gli spalti c’è chi giura di non averlo mai visto. GHOST.
(Dal 71esimo) Eder 6: Sa che potrà viver di rendita per un’altra stagione dopo i due goal al Bayern così entra in campo con lo stesso impegno con cui Cassano ha affrontato l’esperienza a Verona. RELAX.

Perisic 7,5: Corre, dribbla, segna. È già in forma campionato. Fa ammattire il dirimpettaio Azpilicueta a cui dona la maglia e il numero di un bravo psicologo a fine match. PREMUROSO.
(Dal 71esimo) Gabriel Barbosa 6: Entra nel momento di maggiore pressione della compagine avversaria con il solo compito di distrarli con il suo fascino. LATIN LOVER.

Jovetic 7: Tanto impegno e giocate di pregevole fattura per il montenegrino; peccato per quella chiara minaccia a società ed allenatore dopo il gol (“io resto qui” ndr) che lascerà sicuramente degli strascichi. DISCOLO

(Dal 58esimo) Joao Mario 6: Entra da falso nueve. Non vuole mettere in cattiva luce l’amico Gabigol facendo di meglio così incide esattamente quanto lui. BENEVOLO.

Spalletti 8: La conformazione fisica e psicologica degli undici da lui mandati in campo non gli permetterebbero di vincere nemmeno i tornei parrocchiali di Trani ma lui non lo sa e vince lo stesso. INCOSCIENTE.