Con coraggio, o incoscienza, in difesa di Santon.

Gennaio 23, 2018

Nel giorno in cui abbiamo creato il culto di Andrea Ranocchia, non abbiamo scelto di amare una persona, abbiamo scelto di amare un’idea.
Sarà che di solito tendo sempre a schierarmi dalla parte dei più deboli, anche se probabilmente prendere le difese di Davide Santon è una specie di battaglia contro i mulini a vento, però quello che è avvenuto in queste ultime ore è veramente triste.

Io ne ho visti passare tanti di giocatori che non sopportavo a San Siro, e ce ne sono anche quest’anno, però non mi sognerei mai di mettermi a fischiarli quando vado allo stadio. Tanto meno mi sognerei di andare a minacciarli e insultarli su internet (ma questo è qualcosa che non farei proprio a nessuno anche extra calcisticamente)

Ovviamente ci stanno le critiche e le polemiche, e ci mancherebbe altro, quando la Roma con un solo tiro in porta ti porta via 2 punti preziosissimi per la corsa Champions ti incazzi eccome, ma sicuramente Santon sarà il primo ad essere dispiaciuto per il suo errore, e per aver deluso compagni, allenatore e tifosi.
Che poi c’è da dire che nel resto della partita ha sofferto, ha rischiato e ha colpito duro quando serviva, ma a parte lo svarione (gravissimo e purtroppo decisivo) del gol abbiamo visto cose ben peggiori in passato.

Ho più o meno archiviato (“perdonato” è una parola grossa) il rigore di Brozo contro la Sampdoria (E vi giuro che gliene ho dette tante!) adesso siamo arrivati al punto in cui ci segue su instagram, per dirvi certe volte come va la vita.
E se c’è una cosa che mi ha insegnato questa splendida avventura di Ranocchiate, tra le tante, è che i calciatori non sono degli insensibili mercenari che pensano solo ai soldi (non tutti almeno) ma sono anche dei bravi ragazzi, semplici e normali come noi. Vale per Andrea e sicuramente varrà anche per Santon, per questo mi dispiace che abbia dovuto chiudere il suo profilo instagram per colpa degli insulti.
Mi viene da ripensare all’episodio dell’estate scorsa in cui Ranocchia fu preso di mira a Brunico, in quel caso Spalletti lo aveva difeso, il resto della storia lo conosciamo.
È brutto vedere che a distanza di mesi non abbiamo ancora imparato la lezione.  Per carità, sul momento ci sta l’incazzatura, perfino Bergomi dopo anni di carriera su Sky ha sbroccato in diretta per Joao Mario (E lui passeggiava in campo, cosa che Santon non ha mai fatto), essere tifosi è così.
Ma è proprio per noi tifosi che abbiamo ideato il pagellone, lì le critiche ci saranno sempre, oppure il nostro gruppo su Facebook.  La nostra pagina è qui anche per questo, la satira e l’autoironia non moriranno mai, però non possiamo insultare e attaccare o personalmente o allo stadio i nostri stessi giocatori, “solo” per degli errori in campo, quando hanno comunque lavorato con professionalità e rispetto per la maglia. Quello è molto controproducente e non risolve nulla.

Magari con un po’ di incoraggiamento Santon alzerà il livello delle prestazioni, molto probabilmente non lo farà, ma almeno possiamo provarci. Attaccandolo di sicuro non otterremo di buono, perché se si mette a giocare anche con la paura addosso è finita.

Ovviamente tutti vorremmo un top player sulla fascia sinistra, non facciamo gli ipocriti, ma è più o meno da 30 anni che abbiamo problemi su quella fascia. Pensiamo un attimo a quanti nomi (e milioni) si sono alternati. Se vogliamo incazzarci  andiamo a cercare la causa del problema alla radice, e non prendiamocela col primo che passa. Non è colpa di Santon se anziché essere una buona riserva (cosa che secondo me potrebbe essere, ma questi sono gusti) si è ritrovato a marcare El Shaarawy in una delle partite più importanti della stagione. Forse comprando un terzino decente in estate anziché Dalbert, che se gli fa panchina sarà peggio di lui, a quest’ora saremmo tutti più contenti.
I cinesi e il FPF ci stanno portando via tutto, ma l’incoraggiamento e il sostegno dei tifosi non costa nulla, quindi almeno questo potremmo cercare di tenercelo stretto…. AMALA.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.