Fare di necessità virtù

Luglio 22, 2017

È mattina, mi sveglio, scendo dal letto. Mentre faccio colazione, il pensiero ricade inevitabilmente sull’Inter.

È proprio una fissazione, che ci posso fare? Mentre mangio la mia fetta biscottata, ripenso a Ivan Perisic, il suo doppio passo, la lite con Cuadrado, fino allo sciagurato giorno in cui passò al Manchester United, per la cifra di 55 milioni di euro.

Lì per lì sembrava il finimondo, ma oggi, a distanza di qualche settimana, il sole continua a splendere, gli uccellini continuano a cantare e la cessione del croato sembra non aver portato alla tragedia che si preannunciava inizialmente. Anzi, se posso azzardarmi, l’Inter mi sembra addirittura rinforzata.

Trasferiamoci da questo scenario immaginario alla realtà, quella in cui Perisic è ancora un giocatore dell’Inter, e nonostante i presunti sforzi di Spalletti per trattenerlo, sembra a un passo dall’accettare la corte di Mourinho per giocare con i Red Devils.

Si sa, quando José chiama, è difficile dire di no. (Ci avevano provato Deco, Hleb, e qualche altro nome ormai finito nel dimenticatoio)
Come se non bastassero a convincerlo la maglia dello United, unita al suo blasone, alla possibilità di giocare la Champions, all’opportunità in Premier League e aggiungiamoci anche qualche milioncino di euro che non guastano mai.

Normale dunque che il ventottenne di  Spalato abbia rizzato le orecchie, e che stia garbatamente invitando la società a lasciarlo partire.

L’idea predominante tra i tifosi è quella di trattenerlo. La dirigenza, dopo aver temuto seriamente di perderlo in cambio di due briciole, ha compiuto la grande impresa (l’unica, a dire il vero, fino a questo punto del calciomercato) di ripianare i debiti del FPF, e di potersi permettere di tenere finalmente il coltello dalla parte del manico. Ora sa di poter controllare la trattativa, entro un certo limite, e ottenere almeno un buon conguaglio economico.

Eppure la cessione di Perisic potrebbe non essere un disastro, e trasformarsi con la dovuta accortezza in un’opportunità di rilancio. Ecco come:

1) Avere giocatori svogliati in campo non fa mai bene: Con le sirene inglesi nelle orecchie, è difficile che il nostro Ivan riesca a sposare la causa al 100%. Abbiamo già la rosa zeppa di gente che ha la mente altrove, finché possiamo toglierne qualcuno,  e sostituirlo con giocatori finalmente motivati,  forse sarebbe il caso di approfittarne.

Nulla di personale contro Perisic, che nella sua breve esperienza all’Inter è uno che il suo lo ha sempre fatto, e ora, a 28 anni, dopo una carriera trascorsa tra quattro campionati, con le maglie di Sochaux, Roeselare, Bruges, Dortumund, Wolfsburg e Inter, non vuole più fermarsi e salire ancora più in alto.

Non me la sentirei nemmeno di fargliela pesare, visto che non sta andando alla ********,  tutto sommato se lo merita, e come detto prima, in campo il suo contributo lo ha sempre dato.

Scene antipatiche come quella della foto, e il rischio di nuove passeggiate in campo (Vero, Brozovic?) fanno pendere l’ago della bilancia un po’ di più verso la cessione.

2) Perisic è da United? La sua carriera, citata poco fa, parla chiaro: Ovunque è andato Ivan ha sempre fatto bene. Un gradino dopo l’altro, ha costruito lentamente la sua scalata verso il successo. La Premier sembra il suo campionato ideale, il suo stile di gioco, unito agli insegnamenti tattici della Serie A, fa già pregustare grandi cose nello scacchiere del portoghese. (per chi come noi ha già avuto la fortuna di vedere Mourinho all’opera)

Tutto perfetto? Forse no. Per incidere nella nuova realtà di Manchester, Perisic dovrà necessariamente migliorare, soprattutto in quanto a continuità e intensità di gioco. In questi due anni lo abbiamo visto prendersi tante pause. Il successo di Perisic in Inghilterra (per quanto sia probabile) non è ancora garantito, gli servirà quel quid in più per accontentare i suoi nuovi, esigentissimi, tifosi.

Il Perisic visto all’Inter, allo United semplicemente non basta. (Forse è anche per questo che i ricchissimi inglesi stanno evitando di “svenarsi” per prenderlo?)

Ecco perché 50/55 milioni sono una buona cifra, per un giocatore che ha fatto vedere doti devastanti, ma soltanto a sprazzi, (soprattutto a causa di un ambiente –lasciatemelo urlare- DI MERDA, e una squadra che ha reso sempre al di sotto delle sue capacità)

I 30-40 di cui si parlava avrebbero fatto imbestialire tutti, giustamente. Per una cifra più alta se ne può parlare. Si potrebbe pensare anche a una contropartita, e facciamo tutti contenti.

3) Come sostituirlo?

Si potrebbero prendere due esterni più incisivi (Keita? Valorizzare Gabigol?) ma ecco anche la provocazione: Abbandonare questo 4231 che non ha dato i frutti sperati. Spalletti saprà anche come farlo girare, ma forse non è il modulo più adatto per questa squadra.
Continuare a intestardirsi su di esso, sarebbe come per Candreva intestardirsi sui cross.

La cessione di Perisic, potrebbe essere un’occasione per “sacrificare” anche l’esterno romano (Su cui pare essere sempre vigile il Chelsea di Conte) visto che rimarrebbe l’unica altra ala in campo. E un 4231 con una sola ala vera è un po’ difficile da realizzare.

Abbandonati cross, situazioni di contropiede gestite male, e una sorta di continua incapacità nel gestire la manovra, si potrebbe finalmente virare su un 4312.

Questo permetterebbe di adoperare (nella speranza di sostituirli quanto prima) tutti i nostri centrocampisti come Brozovic, Kondogbia, Joao Mario, Gagliardini e Borja Valero (Attendendo ulteriori miglioramenti)

E finalmente, soprattutto: AFFIANCARE UN COMPAGNO DI ATTACCO A ICARDI.

Smettiamola di vedere Maurito fermo in area ad aspettare dei traversoni, smettiamola con i momenti di isolamento dal gioco. Vogliamo tutti vederlo uscire dal campo più soddisfatto, più incisivo, o almeno più sudato.

Acquistare una seconda punta di alto livello garantirebbe un secondo cannoniere alla squadra, e potremmo finalmente smettere di dipendere da Icardi , senza più dover sperare che sia in giornata, mentre quando non è in giornata ci attacchiamo al tram.

Un modulo a due punte renderebbe la manovra più imprevedibile. Spesso le retrovie avversarie (Non parliamo di squadroni, vale pure per Sassuolo e Crotone) non hanno avuto nessuna difficoltà ad arginare l’argentino, con gli altri uomini dell’attacco sempre lontani dall’area di rigore, e gli inserimenti dei centrocampisti pressoché nulli.

Avere due punte in avanti, metterebbe almeno un po’ più di pressione ai difensori avversari. Una volta che questi sono più aggrediti, il resto viene da sé.

Il gioco sulle fasce, potrebbe essere garantito da due terzini FINALMENTE di livello, capaci di coniugare la fase difensiva e quella offensiva. (Anziché nessuna delle due, come avviene adesso). Una suggestione potrebbe essere quella di inserire Darmian nella trattativa, ma anche qui, come per la seconda punta, non dilunghiamoci con i nomi. Ce ne sono tanti. (Schick?)

Scriveteci voi che cosa ne pensate di questa provocazione, quasi certamente un’utopia, e se ci sono dei nomi che vi piacerebbe vedere in questo ipotetico modulo nerazzurro.

#AMALA

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.