Genoa-Inter, il pagellone della Bratellanza

Aprile 4, 2019

HANDANOVIC 7: In una serata difficilissima guida i compagni alla vittoria da vicecapitano vero.
Illuminanti le sue parole nello spogliatoio “AHI, AHI, MA SAPETE CHE HO UN DOLORINO ALLA LINGUA???” scatenando le risate di tutti.
Il solito mattacchione Samir, non sta mai un attimo serio.

D’AMBROSIO 6.5 : Qualsiasi partita che non veda coinvolti i suoi polpastrelli, pettorali o testicoli è già una partita vinta. Se inoltre non fa minchiate e riesce a marcare Daniel Bessa non gli possiamo chiedere altro. (A PROPOSITO: #RIPIGL) 

JOAO IL BRUTTO E JOAO IL BELLO 10: premessa: se non lo avete ancora fatto correte a vedere il video che  abbiamo pubblicato ieri sera. Noi siamo ancora in after per l’euforia. JM10 che spiega in diretta sulla tv ufficiale la gerarchia de “Joao il Bello” e “Joao il Brutto”. E Miranda che non fa una piega e accetta la superiorità del compagno, giusto così.
Il prossimo passaggio sarà invocare in diretta a reti unificate il #RINNOV e la titolarità di Capitan Froggy.

Grazie a Andrea dal nostro gruppo Fb, Lo Stagno di Ranocchiate. ISCRIVETEVI

 
SKRINIAR  7: Seconda partita senza De Vrij.  Fa male. Molto male.

Brate ma quand’è che hai giocato nel Genoa scusa?”

“Ma allora l’infortunio era vero?”

“Hai un altro!?!??”

i dubbi si fanno sempre più forti nel povero cuoricino di Skriniar.
Stefan domenica devi assolutamente tornare altrimenti sarà Crisi Coppia.
Oppure potete sempre baciarvi in diretta su Inter TV.

ASAMOAH 7: L’ultima vittoria a Genova (sponda Grifone) risaliva al 2011, il gol decisivo lo segnò proprio lui, Yuto Nagatomò. Asamoah raccoglie bene la pesantissima eredità del terzino sinistro e gioca una gran partita, grazie all’Illuminazione spirituale proveniente dal Sol Levante. A tratti sembrava proprio di rivedere il miglior Yutino. Manchi.

NAINGGOLAN 7: Ogni tanto ci fa vedere anche qualche bella partita, quando non è impegnato a fare altro. Altalenante come un  Vecino più alcolico.

DEJAN GAGLIARDINI 10: APRE LE MARCATURE PROPRIO LUI, COME PRONOSTICATO, CON IL NUMERO 5, DEJAAAAAAAAAN GAGLIARDINIIIII


La partita si mette subito sul binario giusto e ci vediamo già la replica del 5-0 del 2010, questa volta però dobbiamo accontentarci di un gol in meno: Balotelli come sappiamo si è bruciato la carriera, e adesso è troppo impegnato a litigare con Bonucci su Instagram, e Spalletti non dà abbastanza spazio alle nuove leve della mittanza (Colidio e Salcedo dalla panchina avrebbero arrotondato il risultato senza problemi).

Ah già scusate la divagazione, stavamo parlando di Gagliardini. Un giocatore di livello superiore. Talmente superiore che non ha nemmeno bisogno di un hashtag di coppia, ha appena lanciato il suo personalizzato: #RoberToGagliardini

 

RIPETO: #ISCRIVT AL GRUPPO

IL BRATE NUMERO 1, MARCELO BROZOVIC 7: C’era grande attesa per rivedere il ritorno di Icardi vs La Bratellanza Croata. E invece è tutto normale, abbracci, assist, CALCIATORI CHE CORRONO, cosa sta succedendo? Non vi sembra sospetto tutto ciò?

IL BRATE NUMERO 2 IVAN PERISIC: NO DICO NON VI SEMBRA SOSPETTO? PERISIC CHE CORRE E SORRIDE CON ICARDI IN CAMPO, E SI FANNO ANCHE GLI ASSIST 

IL BRATE NUMERO 3, MAKSIM JOVANOVIC 10:  Ed eccoci alla spiegazione finale. Cosa cavolo è successo all’Inter? Che ne è della crisi? dello spogliatoio spaccato? com’è che questo segna, dispensa abbracci e si dà il cinque con tutti?

La soluzione è molto semplice, si tratta di un piano architettato alla perfezione. Talmente bene che pur avendo la soluzione sotto il naso non se ne è accorto nessuno: QUELLO LI’ NON È ICARDI. O almeno, non è il vero Icardi che conoscevamo prima.

Ecco com’è andata: Icardi ha iniziato a creare problemi alla società: troppe pretese sul rinnovo, Wanda che le spara grosse a Tiki Taka…
Zhang inizia a storcere il naso. Convoca l’allenatore, i dirigenti, i compagni: Dobbiamo farlo sparire.

A quel punto sta già per chiamare gli Agenti Segreti Suning, quando si fanno avanti in due: Brozo e Perisic. “Tranquilli, ci pensiamo noi”.

Brozo invita Icardi a casa sua con una scusa, fargli vedere la sua nuova collezione di cappellini griffati.
Mentre Icardi è impegnato a provarli e farsi dei selfie, Perisic lo stordisce da dietro e lo chiude nel bagagliaio della sua auto.
Seguono 7 ore di viaggio, destinazione Zagabria.

I due croati vanno da un loro vecchio amico di infanzia, Maksim Jovanovic: è il titolare del bowling dietro casa di Brozovic, dove Epic andava sempre a giocare da piccolo.
Perché proprio lui? Beh perché è proprio UGUALE SPUTATO A ICARDI.

O almeno lo potrebbe diventare con qualche ritocchino.

Questa è una foto di Icardi a 30 giorni da quando è sparito. È chiaramente un sosia.
La vedete quella barbetta bianca? e quella faccia panzerottosa alla Eder?

Ecco perché contro la Lazio non è stato convocato. Dovevano rimettere Maksim in forma, fargli la tinta, insegnargli i 2 movimenti e mezzo previsti dal gioco di Spalletti.

E così dopo qualche giorno, voilà:

Cosa succederà a questo punto? Verrà liberato il vero Icardi? Giocheremo per sempre con Maksim Jovanovic? Abbiamo visto che almeno i rigori li sa tirare bene.

Intanto il vero Icardi è rinchiuso da qualche parte in qualche bunker nell’entroterra croato.
Prova a lanciare qualche segnale disperato tramite il suo profilo instagram, nella speranza che qualcuno capisca e lo vada a recuperare.
Ecco spiegato anche il motivo per cui i post sono tutti in bianco e nero: è bendato e non ci vede.

 

POLIPOLI 9: Mi ero dimenticato di aggiungerlo, povero cucciolo. Questo video dei Joaos mi ha sconvolto

SPALLETTI 8: forse alcuni non saranno d’accordo con la nostra affermazione, ma il caso Icardi lo ha gestito BENISSIMO.
Ops, il caso Jovanovic.
E se non siete d’accordo vi mandiamo sotto i casa i nostri amici croati.

Comunque Lucio la prossima volta MITT A EDDY.

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.