Giocatori che non sono stati: l’Erasmus milanese di Lukas Podolski

Ottobre 12, 2018

Ci sono giocatori di cui è impossibile non innamorarsi, giocatori che ammiri all’estero e in nazionale pensando, “cazzo quanto sarebbe bello vederlo all’Inter”.
Poi succede per davvero.
E capisci che forse non era il caso.

Si potrebbe riassumere così la storia di Lukas Podolski, uno straordinario talento che ha incantato con le maglie del suo Colonia, del Bayern, dell’Arsenal e soprattutto della Nazionale tedesca.
Collezionando tanti momenti belli, troppo belli per essere raccontati in questa rubrica che si riserva il lusso di raccontare esclusivamente il peggio del peggio.

Arriva all’Inter nel gennaio 2015, nel periodo del Mancini bis. I rinforzi, per raddrizzare una stagione iniziata male da Mazzarri, sono di quelli importanti:

Podolski, Shaqiri, Brozovic e Santon.

L’emozione si respira nell’aria, e fin da subito l’atmosfera è di quelle bollenti.

No dico, DAVVERO bollenti

 

Poldi arriva in prestito per 6 mesi, con un diritto di riscatto moooooolto ipotetico. Certo è un po’ bollito, ma uno che un anno fa si è proclamato campione del mondo non può essere tanto male.
Vero?

La squadra ha talmente bisogno di aiuto che Podolski viene mandato in campo appena dopo il suo arrivo, è il 6 gennaio e a Torino si gioca Juventus-Inter.

Eccolo mentre il suo taglio viene ignorato da Icardi e assiste spaesato alla storica lite Osvaldo-Maurito, con tanto di cazzottone a Mancini nello spogliatoio.

Poldi però è troppo signore per incazzarsi e lascia che siano i suoi compagni a sbrigarsela tra loro.

La partita successiva è quella contro il Genoa. Ce la ricorderemo per la pallonata di Capitan Andreolli a Mancini, che in quel periodo era proprio destinato a prendere botte.

Però la prendiamo sul ridere, perché alla fine quell’Inter era troppo divertente. Con il Kuz, Felipe e tutti gli altri. Podolski trova anche l’assist da calcio d’angolo per il gol di Vidic.

Contro la Fiorentina invece non gli va troppo bene dalla bandierina.

L’intesa tra Podolski e Shaqiri aumenta sempre di più, lo sa bene la Samp in Coppa Italia. Peccato che tutto il resto della squadra non cresca con loro, ma quelli sono dettagli.

Il momento di gloria di Poldi è sicuramente il suo gol all’Udinese,arrivato appena 30 secondi dopo il suo ingresso in campo

Alla fine l’Inter riesce a raggiungere il suo obiettivo stagionale, cioé l’ottavo posto per non fare l’Europa League, ma nonostante questo Podolski non viene riscattato e deve fare ritorno all’Arsenal.

Peccato perché a Milano nei suoi 6 mesi di Erasmus si era trovato proprio bene.

Shaqi invece viene spedito subito via, pare per cattivi comportamenti e robe così. Sciocchezze.

Va allo STOKE CITY dove ci regala emozioni formando un super attacco con MARKO ARNAUTOVIC.

AH! INTER! TI SEI PENTITA VERO?

Sì ok lo so che lo Stoke City è retrocesso da ultimo in classifica…. Che noiosi. Non sapete proprio divertirvi 🙁

E di Podolski che ne è stato? Beh lui ovviamente non ha perso il sorriso ed è andato a svernare. Prima al Galatasaray, dove è diventato un idolo come Felipe Melo e Nagatomo (COME DARGLI TORTO? BUONGUSTAI)


Nel tempo libero fa il kebabbaro a Colonia. Se passate da quelle parti….

E nel frattempo è emigrato anche in Giappone.

Sembra proprio che se la passi bene.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.