Giocatori che non sono stati: Marko Arnautovic, un eroe per caso

Novembre 12, 2017

L’estate del 2009 è sicuramente una delle più importanti della storia nerazzurra, in mezzo a tutte le grandi trattative che tutti ricordano, però, c’è un trasferimento caduto ingiustamente nel dimenticatoio.

La nostra dirigenza infatti porta a San Siro uno dei talenti più interessanti del panorama europeo, soprattutto per colmare lo spazio vuoto lasciato dalla partenza di Ibrahimovic.

In quel periodo l’etichetta di “Nuovo Zlatan” appartiene a Marko Arnautovic,
che con Ibra condivide il cognome in –IC, i trascorsi olandesi, la stazza fisica e soprattutto la mancanza di qualsivoglia briciola di umiltà.

Ricordiamo ancora con una lacrimuccia l’arrivo di quel ragazzone austriaco a Malpensa, ancora con le stampelle a causa di un infortunio rimediato nella precedente stagione.

Arna lo ricorda con parole sue, il trasferimento da “Un paesello olandese con qualche mucca e qualche mulino a una metropoli con soldi, discoteche e belle donne”.

Come abbiamo detto deve recuperare dall’infortunio, quindi giustamente combatte la noia in tutti i modi possibili.

Un episodio che tutti ricordano è il celebre furto della Bentley di Eto’o. Per farsi un nome in città serve un macchinone, e quale idea migliore di farsela prestare da un compagno di squadra?

Tutto geniale, se non fosse che autocelebrandosi in giro per Milano con la supercar di Eto’o, si dimentichi di chiuderla e gli venga rubata.

Verrà ritrovata dopo un anno in qualche paese dell’Est.

Arna è amato e benvoluto da tutti, in particolare lega con il suo nuovo migliore amico, Balotelli, col quale forma la premiata ditta Mario&Marko. Segni particolari: un neurone in due.

La squadra è impegnata a vincere tutto quello che c’è da vincere, ma i due bad boys mantengono quel sano tocco tamarro e ignorante che serve in qualsiasi spogliatoio serio. Protagonisti, a modo loro.

Arna torna finalmente in campo (di allenamento) a gennaio.  È inverno e mostra subito i numeri di cui è capace.

La sosta di gennaio sembra il momento propizio per il suo inserimento in squadra. La tournée invernale si svolge a Dubai, e Arna si guadagna subito il rispetto di tutti, come da lui raccontato:

“Era il 2009 ed eravamo a fare il ritiro ad Abu Dhabi. Non mi svegliai per la colazione. Ritardo numero 1. Dopo ci fu la riunione con la squadra. L’albergo era enorme e la mia camera si trovava al 75° piano. Aspettavo l’ascensore e continuavo a chiamarlo. Avevo ancora 7 minuti e pensavo di farcela, ma alla fine non arrivai in tempo. Disastro numero 2. Poi successe la stessa cosa prima del ritrovo per la partita. “Stavolta mi ucciderà”, pensai. Ci fu una piccola discussione e mi misero fuori squadra. Per quel giorno, mi allenai da solo.”

Potrebbe sembrare la fine, ma Arna non si fa scoraggiare. Ritornati a Milano, sbaglia l’orario dell’allenamento essendo un professionista esemplare si presenta tre ore prima all’allenamento.
Mourinho apprezza il gesto, gli regala il suo orologio, e lo convoca per il Chievo.

Così a Verona accade il meraviglioso esordio di Arna, ovviamente subentra al suo amico Mario, e gioca i minuti finali di Chievo-Inter , toccando probabilmente zero palloni.

Ormai l’ascesa di Arna è inarrestabile e José lo schiera ancora una volta nella pazza rimonta di Siena, al fianco di campioni come Quaresma e Stevanovic.

Come dimenticare quella partita, come dimenticare il FONDAMENTALE passaggio di Arna a Milito.

La squadra continua alla grande, e Arna ovviamente non trova spazio. Ma continua a lavorare a testa bassa, con umiltà. Prima ancora dei Gabigol, prima ancora dei Karamoh, ad Arna non interessa essere idolatrato dal pubblico a prescindere, lui vuole conquistarli i suoi tifosi.
Qui fa 10 minuti contro l’Atalanta e gioca addirittura quasi bene:

Ma quella squadra è troppo forte e purtroppo Marko non può trovare spazio.
Riesce comunque a farsi notare, eccome, fuori dal campo.

Barcellona-Inter: Tutto ciò è semplicemente inspiegabile:

I successi continuano, e in occasione della festa scudetto Marko inizia a far intravedere le sue doti da capo ultras.

Ma non abbiamo visto ancora nulla. La festa continua, e aumenta in maniera esponenziale, con la notte di Madrid.

La faccia di chi sa che tornerà a casa con la coppa in mano

Quella sera Arna raggiunge i suoi massimi livelli.

“Uno stupido può essere solo lui”. Cit. Mario Balotelli.
E se lo dice lui…

Lo ricordiamo nella mattinata più pazza e indimenticabile della storia del Meazza.
Di video di Arna pazzo ce ne sarebbero un miliardo, ed è difficile trattenersi lasciando solo i più significativi.

Fatto sta che quest’uomo è entrato nella storia. Uno stadio intero che anziché guardare la squadra con la coppa fa i cori con lui. Ormai è amore vero. È il coronamento di una stagione magica.

Perché una vittoria in Champions non sarebbe nulla senza un giullare di lusso per i festeggiamenti.

Qui coinvolge nelle sue follie anche un ragazzo serio come Toldo. Da sottolineare l’italianissimo gesto dell’ombrello completamente A CASO

Ma soprattutto Arna è rimasto LETTERALMENTE nella storia in qualità di photobomber professionista.

PRIMO dietro Zanetti sulla scaletta dell’aereo, primissimo piano nella foto di squadra, non c’è una fotografia che non includa Marko Arnautovic.

Una storia d’amore breve ma intensa, bellissima e senza senso.

Guai ad additarlo come bidone, troppo semplice. Stiamo comunque parlando di un ragazzo di 21 anni, che è arrivato a San Siro, si è ritrovato non si sa come nella stagione più bella dell’inter, in una delle squadre migliori della storia del calcio, con uno spogliatoio fantastico, un allenatore speciale, una tifoseria da urlo, e se l’è goduta fino all’ultimo secondo, come avrebbe fatto chiunque di noi catapultato in una realtà simile.

Perciò GRAZIE MARKO per questi momenti. Sei uno di noi.


(Lo vedete? NELLA STORIA PER SEMPRE)

Purtroppo durante quell’anno, GRAVE ERRORE, non viene riscattato e si accasa al Werder Brema.
Mourinho avrebbe voluto tenerlo (versione di Arna), Benitez no. In qualche modo riusciamo a farci anche una plusvalenza.

In Germania ancora oggi lo ricordano come uno dei bidoni più grandi di sempre. Litiga con tutti: compagni, allenatore, arbitri, poliziotti.

Per esempio quando si presenta con cafonaggine al primo allenamento con gli scarpini da “Champions League Winner”, quando fa a botte con Papastathopoulos, e altre stronzate varie.

Addirittura una volta si infortuna GIOCANDO COL SUO CANE IN GIARDINO.

Nonostante ciò trova il modo di segnarci il gol dell’ex in Werder-Inter 3-0, nel magico girone dei ricordi che coinvolge anche il “suo” Twente. Contro quell’Inter di Benitez capace di accostare belle giocate a cagate pazzesche (BALE)

Una volta fatta terra bruciata in Germania arriva il trasferimento in Premier, allo Stoke City.
Qui dicono che abbia messo (più o meno) la testa a posto, un ragazzo tutto allenamento e famiglia.
Riesce a far vedere veramente grandi cose, anche con l’aiuto di questo folletto qui:

Riesce a realizzare diversi gol e assist, nonostante la presenza di difensori FORTISSIMI


Il cerchio si chiude quando proprio Arna colpisce con spietatezza Mourinho in Stoke Chelsea 1-0. Un duro colpo che porterà all’esonero di san José. Cosa avrà pensato Mou ritrovandoselo sulla sua strada?

L’estate scorsa Arnautovic è stato protagonista di un trasferimento record, al West Ham.  Pagato la bellezza di 24 milioni per tornare a non fare niente di che. E secondo le ultime news gli Hammers , al momento in zona retrocessione, vorrebbero già liberarsi di lui a gennaio.

Questo è Marko Arnautovic, un eroe per caso, “Sregolatezza e sregolatezza”.
Forse non ci sono abbastanza mucche e mulini, a Londra.


Il West Ham sta faticando e il miglior risultato finora è stato giocare per sei mesi in coppia con Joao Mario.
Arna tuttavia figura sempre come il migliore della squadra e giura di aver messo la testa a posto, e di non essere più “l’amico pazzo di Balotelli”. 

Speriamo che un giorno possa tornare all’Inter. #RIPIGLMARKO

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.