Giocatori che non sono stati: Marko Livaja, follia croata

Novembre 18, 2018

L’avventura di Livaja all’Inter comincia in Primavera con la Next Gen vinta con Strama <3 .
Infatti tra i ragazzi di quella rosa non ce n’è uno che farà una bella carriera.

Strama l’anno dopo diventa allenatore (SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!) e si porta Markino in prima squadra, con l’importantissimo ruolo di vice Milito/Palacio nelle trasferte marcissime di Europa League che non si fila nessuno.

Debutta dunque nel terzo turno preliminare contro l’Hajduk Spalato, ironia della sorte la squadra della città in cui è nato e ha debuttato tra i professionisti.

Quell’anno in particolare abbiamo l’onore di sfidare nelle notti magiche di Europa League nientepopodimeno che Rubin Kazan, Netfchi Baku e Partizan. 

Un girone da pazzi, con partite ai limiti dell’integrità mentale, insomma perfetto per Livaja.

Viene schierato spesso e volentieri titolare e spesso e volentieri fa gol (4 in 6 partite).
Peccato che come detto prima siano delle partite tutt’altro che tranquille. Belec col Vaslui mi fa venire ancora la pelle d’oca. Per non parlare di Inter – Neftchi Baku 2-2.

Una magica cavalcata interrotta da quel tristissimo 4-1 al Tottenham.
Potevamo alzarla quella coppa.

ALTRO CHE CHAMPIONS.

In campionato non è che le cose vadano molto meglio:

C’è un solo motivo infatti per cui Livaja resterà per sempre nella memoria dei tifosi interisti:
IL PALO DA MEZZO METRO A PORTA VUOTA CONTRO IL GENOA.

A gennaio Livaja viene subito ceduto all’Atalanta, in cambio di Schelotto. Certi sacrifici vanno fatti senza pensarci troppo.

Così dopo soli 6 mesi si conclude questa esperienza all’Inter.


Uno dei talenti più forti del mondo che ci ha lasciato in quella sessione di calciomercato, e c’è anche Pippo Coutinho.

La cosa più divertente è che subito dopo il suo addio all’Inter inizia una serie di infortuni catastrofica che ci porta ad acquistare in fretta e furia TOMMASONE ROCCHI pur di non dover schierare i magazzinieri in attacco.
Scusa Marko ma siamo troppo contenti di aver avuto Rocchi all’Inter, ti abbiamo voluto bene, ma se non te ne fossi andato ci saremmo persi delle emozioni uniche.

All’Atalanta scopriamo che oltre a colpire i legni da due passi è bravissimo anche a colpire compagni e avversari: Dopo una scazzottata con Radovanovic, un litigio con Colantuono e più o meno con mezza Bergamo, Livaja viene spedito subito in Russia, proprio al Rubin che aveva affrontato qualche anno prima, dove fa perdere le tracce di sé.

Tolto un passaggio all’Empoli povero di emozioni, Markolino incanta in Spagna, al Las Palmas, e poi soprattutto in Grecia, all’AEK Atene, dove riesce a vincere a sorpresa il campionato greco, qualificandosi di nuovo per le sue amate notti magiche di Europa League, dove ferma per due volte di fila sullo 0-0 il Milan.

Ad Atene trova la sua dimensione, lì si vive il calcio come piace a lui, senza prendersi troppo sul serio e con molta impulsività.

In estate è riuscito a portare l’AEK alla qualificazione in Champions League, ma si è beccato 3 giornate di squalifica per aver dato un calcio a Lazovic.

Livaja si distingue per essere uno dei pochi calciatori che su youtube non hanno solo le compilation degli assist e dei gol, ma anche quelle delle migliori risse.

Ci salutiamo con questo magnifico estratto dei suoi momenti migliori.
A me questi video sgranati in greco fanno sempre emozionare molto, mi ricordano l’Europa League 2012-2013.

Ma sicuramente l’evento più importante della carriera di Livaja è… la partecipazione alla #MITT CUP di Ranocchiate!

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.