Giocatori che non sono stati – Martin Montoya: Ingratitudine Catalana

Ottobre 24, 2018

Ci sono giocatori che non sono stati ma che sono stati qualcos’altro, che hanno comunque qualcosa da raccontare.

Poi ci sono giocatori che non sono stati e basta. Quelli di cui per scrivere un articolo devi sforzarti tanto, tantissimo, probabilmente più di quanto abbiano fatto loro in tutta la loro intera esperienza all’Inter.

Con Montoya è facilissimo visto che il suo impegno fu pari a zero.

Arriva in prestito con diritto di riscatto ® nella scoppiettante estate 2015, quella del MancioBis: quell’anno siamo protagonisti di una campagna acquisti faraonica molto promettente, eppure allo stesso tempo sbagliatissima sotto un numero infinito di punti di vista.

In quei mesi vediamo arrivare in ordine sparso: l’illusoria accoppiata difensiva Miranda-Murillo, il duo nostalgico dei disperati Davidino Santon & Biabiany, il duo serbo-montenegrino-toscanaccio Ljajic & JoJo, il duo dell’incapacità e del disagio a centrocampo con Felipe Melo & Kondo, e ciliegina sulla torta anche Shaqiri.

In tutto questo è arrivato anche un ragazzotto di belle speranze di nome Ivan Perisic, così per la legge dei grandi numeri un acquisto lo abbiamo azzeccato.

MA LA COSA PIU’ BELLA E’ CHE IN TUTTO QUESTO CI CREDEVAMO TANTISSIMO. 

Va bene l’entusiasmo per essersi liberati di Mazzarri e vedere Thohir che spende del grano, ma col senno di poi ci siamo lasciati sfuggire un pelino la cosa di mano.
Il livello di imbarazzo è simile a quello di sfogliare i propri ricordi su facebook e vedere le puttanate che postavamo nel 2009.

Per esempio tu, che ci stai leggendo. Tu un giorno sei andato di sicuro da qualche parte a scrivere  #SaveShaqiri .
Ma va benissimo così, non vergognarti, non sei solo.

Il buon Montoya compariva da titolarissimo in tutte le grafiche estive sull’ “Inter che verrà”.
Ecco, forse nel suo caso non è che ci fossero chissà quali attese, però per tradizione i nuovi acquisti si mettono sempre titolari nelle infografiche, solo per sfoggiarli e farsi un po’ vedere, e far rosicare il vicino di ombrellone milanista mentre gli ricordiamo che “Era quasi vostro Kondogbia eh??? ;)”

Dopo svariate settimane in brodo di giuggiole inizia il campionato, il momento della verità in cui tutti i nodi vengono al pettine. 

Quando vedi i tuoi beniamini fare una faticaccia immonda contro il Carpi inizi ad aprire gli occhi e a capire che forse hai esagerato un po’, ma poi te la risolve Jojo al novantesimo e ritorni legittimamente nel mondo dei sogni. E Ancora. E ANCORA. E ANCORA. E ANCORA. 

L’Inter di Mancini avanza in modo quasi inarrestabile e perfino i milanisti che ti perculavano in spiaggia iniziano a dire “Ma lo sai che forse avevi ragione?” “È il vostro anno”  (Aaaargh che brutto sentirselo dire)

Al che si risponde sempre “MA NOOOOOOOOOOOOOOOO è un fuoco di paglia vedrai che a un certo punto crolliamo” e infatti poi crolliamo davvero.

E le P.I. si scatenano come al solito.

In tutto questo vi starete chiedendo: Ma Montoya?

E CHE CAZZO NE SO.

La sto prendendo alla larga proprio perché su di lui non c’è niente da dire.

Uno che arriva il suo primo giorno di Inter e se ne esce con  “Boh sticazzi, sono in prestito biennale, speriamo di tornare presto al Barça e andarmene da qua. Come avete detto che si chiama sta squadra di merda?”

Eh sì perché Montoya è cresciuto nel Barcellona, allora passa tutto il tempo a fare il perfettino rompicazzo con la puzza sotto il naso.

“Mistev ma cosa sono questi “contvasti” noi alla masia ci pvepaviamo divevsamente”

“Mistev ma pevché non posso pvopovve un po’ di tiki taka con Kondogbia”

“Mistev ma pevché giochiamo con questo nano cileno anziché Xavi Hevnandez”

In realtà l’Inter del Mancio segue un solo e unico dettame tattico: LA METODOLOGIA A CAZZO DI CANE

Robertone si sbraccia disperato in allenamento per fargli entrare un unico maledetto concetto: “MARTIIN, A CAZZO DE CANE!!!!!!!!!!!!!!!” ma quello niente, e il tiki-taka, e il campo bagnato anticipatamente con l’irrigatore, e il possesso palla, e i passaggini, e ci ci ci , e gne gne gne” e a quel punto Mancini si rompe il cazzo e fa giocare Santon e D’Ambrosio.

Montoya non vede il campo proprio nemmeno per sbaglio, poi a dicembre inizia LA CRISI INTER e giustamente lo buttiamo in campo, a cazzo de cane. Quello giustamente non ci capisce niente perché al Barça la Crisi Barça non gliel’hanno insegnata, e finisce là.

Tre partite contro Udinese, Lazio e Carpi, ma quando lo vediamo arrancare dietro a Raphael Martinho perdiamo le speranze e lo rispediamo subito al mittente.

Caro Martin, dispiace che sia andata così. Devi sapere che tra noi e i tuoi amichetti blaugrana non c’è mai stato un bel rapporto, tra Busquets, Ibra, “Venderemo cara la pelle” e robe varie.

Non ci siamo più affrontati per qualche anno, perché abbiamo avuto di meglio da fare (leggi = ANDARE IN AZERBAIGIAN) ma il rancore anziché diminuire è riuscito comunque ad aumentare, e di sicuro ne vedremo delle belle per la doppia sfida delle prossime settimane. C’è proprio voglia di #VENDETT anche se probabilmente ci farete il culo.

Alla fine il tuo amato Barcellona quando ti ha visto arrivare a gennaio ti ha spedito subito via, al Betis Siviglia.

Poi a fine anno ti hanno svincolato e così ti sei accasato al Valencia, dove, guarda un po’, ritrovi Kondo, e fondate il Club Ex Interisti Irriconoscenti “Gianpiero Gasperini” – Sezione di Valencia.

 

Montoya in Spagna si diverte e se la spassa.
Qualche settimana fa è partito per una nuova avventura in Premier League, con il Brighton che lo ha acquistato per 7 milioni di euro.
ADESSO SI ALTERNERA’ SULLA FASCIA CON EZEQUEL “EL GALGO” SCHELOTTO.

Ed è già magia!!!


Tutta questa storia ci fa fermare un momento a riflettere sulle stranezze del calcio e della vita.

Un canterano del Barça che arriva in prestito, non si inserisce, non viene riscattato bensì viene spedito indietro al mittente, con il Barcellona che non sa cosa farsene e lo svincola.

E nel frattempo il povero RAFIGNA che è arrivato e ha dato l’anima in ogni istante per la nostra maglia, non viene #RISCATT, il Barcellona fa lo stronzo e lo tiene prigioniero, con un prezzo di 40 milioni.

Permetteteci di dire che noi vogliamo PIU’ RAFIGNA  e MENO MONTOYA.
#RIPIGL

BARCA MALEDETTO VI DOBBIAMO FARE IL CULO, ANDATA E RITORNO. UN BEL GOL DI FROG E IL CAMP NOU MUTO.

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.