Good Luck, Andrea!

Febbraio 3, 2017

Caro Andrea ti scrivo, così mi distraggo un po’
un altro prestito secco, questa volta in Inghilterra: almeno, sarà la volta buona che ti potrai allontanare dai troppo forti pregiudizi che ti seguono qui in Italia da qualche anno a questa parte: certo, l’Hull City non sarà proprio il Chelsea, ma credo che per te sia meglio così e, probabilmente, questa cosa tu la sai già.

Sai cosa penso ti abbia sempre accomunato ai tifosi interisti?
La rabbia. La rabbia per le tue prestazioni al di sotto delle aspettative, nel tuo caso la rabbia di non riuscire a dare ciò che senti di poter offrire.

Sai perché questa pagina si chiama Ranocchiate?

E’ più “elegante” di cazzate (ma sono altrettanto comuni) e concerne nonostante ciò, l’ardente desiderio di riuscire a ritagliarsi il proprio posto nonostante ci sia sempre chi si dimostra più preparato di noi.

Quando parliamo fra di noi, è uso comune chiamarti Froggy: ti prendiamo in giro come fossi un amico con cui si gioca il sabato a calcetto; a me piace pensare sia così perche tu sei uno di noi.

Proviamo con la mente ad estraniarci un momento da una parte della realtà: i soldi investiti, le aspettative su di te e la spietatezza tipica delle tifoserie; noi siamo come te.

Facciamo Ranocchiate giorno dopo giorno, e poco importa se l’Accademia della Crusca mai penserà di annettere questo termine, che forse è anche meglio lasciare definire le cose a chi riesce a valutare le cose con il giusto grado di serietà.

Ho sempre cercato di considerare le cose oltre la loro apparenza e, tralasciando la tua carriera da calciatore, ciò che ho sempre visto è un uomo molto professionale, dedito al suo lavoro e con tanta voglia di dimostrare: questo credo possa essere testimoniato dal fatto che tu sia rimasto nella nostra squadra in questi anni, non ridimensionando le tue aspettative andando a “svernare” in squadre di medio bassa classifica; qualcuno potrebbe obiettare che al posto tuo ci starebbero tutta la vita, guadagnando milioni senza nemmeno giocare, ma cerco di non considerare come influente questa considerazione.

Sarà per la visione ottimistica della vita che continuo a mantenere tutt’oggi, sarà perché in tutto ciò che faccio cerco di metterci passione, sarà che senza la passione appunto, non riesco ad immaginare quanto piatta possa essere la mia vita.

Sarà che mi piace mettermi alla prova in determinate circostanze, come hai fatto tu dall’Arezzo fino all’Inter nell’arco della tua carriera, e come stai di nuovo facendo in questo prestito secco all’Hull.

Poco importa se i malpensanti crederanno che la tua sia la giusta occasione per “metterti in vetrina” in attesa di fortune lontane dalla nostra squadra: potrebbero aver ragione ed essere io ad avere torto.

A me piace continuare a pensare che tu possa superare i tuoi limiti e tornare ad essere il difensore che tutti ammiravano al Bari, con i nostri colori addosso.

Una cosa è certa: da oggi in poi seguirò con più curiosità la Premier League, come sono sicuro che faranno un po’ tutti i tifosi interisti.
Ma probabilmente, sarà poi che mi sono sempre piaciuti troppo i lieto fine…

a cura di Patrick Pecora

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.