GUARO STORY: Certi amori fanno giri immensi e poi finiscono in curva

Febbraio 9, 2018

L’uomo più discusso del momento è sicuramente lui, Fredy Guarin, detto anche “la contraerea di Boyacá”.

In queste ore il buon Fredy ha appena lanciato l’ultimo di tanti appelli disperati all’Inter: “Venitemi a prendere, non li sopporto più sti cinesi”.

Non sei l’unico Fredy, non sei l’unico.

Il nostro lanciamissili colombiano preferito tornerebbe di corsa all’Inter, dove ha lasciato ricordi altalenanti, spaccando decisamente l’opinione pubblica. Ma ripercorriamo la storia dall’inizio:

Il Guaro inizia a giocare in patria, all’Envigado, e nel tempo libero fa anche la comparsa come attore caratterista in qualche telenovela colombiana per ragazzini.


Nel 2006 finalmente approda in Europa, al Saint Etienne,


Tra un taglio di capelli discutibile e l’altro si fa strada fino al Porto, dove avviene la definitiva consacrazione, con vittorie importanti di campionati e coppe.


Qui il Guaro cresce ancora come calciatore e finalmente scopre anche il significato della parola “barbiere”.

Il 10 gennaio 2012 è un giorno molto speciale per la città di Oporto e per tutto il Portogallo, si celebra infatti si celebra “O dia do cabrão”.
Questa data tradizionale, segna il giorno in cui Marco Branca parte per le sue missioni di mercato in Portogallo, e il Porto mette in mostra tutta la sua mercanzia più scadente aggirando il povero ds incapace.

O dia do cabrão 2008 (Foto di repertorio)

O dia do cabrão 2012

Così il 31 gennaio 2012, quando ancora l’Inter faceva il calciomercato, viene ufficializzato il suo trasferimento, mentre in Portogallo sparano i soliti fuochi d’artificio, e per un giorno per sbronzarsi sostituiscono il loro caro Porto con il Fernet Branca.

Al suo arrivo ci mette giusto un paio di mesi prima di esordire, perché tra le altre cose era anche infortunato, comunque tutto ok ci siamo abituati.

Debutta il 1° Aprile nel 5-4 contro il Genoa, una partita molto #STRAMALA, cioé l’esordio del nostro secondo Andrea preferito sulla panchina dell’Inter.
Il guaro si mette subito in gran mostra giocando benissimo e iniziando a far sognare i tifosi interisti.

Ci aiuta subito a raggiungere traguardi importantissimi, come per esempio non farci eliminare ai preliminari di EL dal Vaslui, in quella serata che madonna Belec ogni volta che ci ripenso mi viene paura.

La stagione del Guaro procede bene, entra e spacca la partita quando vinciamo in casa della Juve e sogniamo lo scudetto, poi INASPETTATAMENTE crolliamo e la seconda parte di stagione è disastrosa. (Wow!!)
Individualmente però continua a fare bene, segnando anche l’unico gol su schema che abbiamo visto negli ultimi 10 anni.

Insomma il Guaro ci fa godere. Ci fa anche incazzare quando se ne esce con delle giocate assurde e rischiosissime, però ancora siamo nella fase “buona”.

Le cose iniziano a scricchiolare con l’arrivo di Mazzarri, ma va be’ al suo posto sarebbe capitato un po’ a tutti no?

FREDY SI METTE IN MOSTRA CON GIOCATE BELLISSIME COME QUESTA. Che sono la cartina tornasole del suo periodaccio all’Inter.
Pareggiamo da 2-0 a 2-2 contro il Livorno e prendiamo gol da INNOCENT EMEGHARA, uno che su 10 gol in Serie A ne ha fatti 2 all’Inter, prima di sparire e finire a giocare nel campionato dell’Azerbaigian al Qarabag.

Diventa tutto sempre più altalenante e assurdo, alterna prestazioni letteralmente inguardabili a gesti come questo (CHE ASSIST DEL CAPITANO <3)

(comunque partitaccia di merda anche qui con D’Ambrosio scatenato e il colpo di scena finale WALLACE-BELLOMO)

Ci regala comunque emozioni forti come questa:

E poi con l’arrivo del Mancio questa:

Quando difende il suo amico Icardi di fronte a uno scandalizzato Podolski.

L’Inter del Mancio comunque era tanta roba, fino a quando…Ok risparmiamocela tanto ormai l’andazzo lo sappiamo…

Probabilmente però il momento migliore di Guarin è stato proprio il gol nel Derby, quando da un solito quasi-pasticcio imbrigliato nella nostra trequarti, si prende con rabbia il pallone e lo scaraventa in rete con la giusta rabbia, sancendo la vittoria.

Sono i mesi finali del nostro mito all’Inter, però nell’album non possiamo dimenticarci di questa.
(Con Maurito la curva scatenò la polemica, ma con Fredy se ne sono stati buoni perché sapevano che con una pallonata caricata bene sarebbero stati cazzi amari)

Il 27 gennaio 2016 arriva l’offertona inaspettata dalla Cina, con lo Shangai che offre 12 milioni.
Siamo tutti del tipo: NOCOSASERIAMENTEDAVVERO?????

E lo lasciamo andare in oriente gongolando, però anche con un po’ di dispiacere.

Perché in fondo Guarin è un po’ come un nostro figlioccio. Con lui ci sentiamo proprio come i papà dei film americani, quando si allenano in giardino a baseball/football/qualsiasialtrosportalpostodelcalcioacuiavrebbepotutodedicarsidalbert, e anche se il nostro pargolo è totalmente negato e ci prende a pallonate in faccia con dei tiri di merda, ce ne stiamo lì a ridacchiare orgogliosi dicendo “ohohohoh guarda che tiro il mio campione!” noncuranti del sangue e delle varie fratture nasali.

Un po’ ci manca un giocatore con cui ne abbiamo passate tante, e che ci ha messo tantissimo cuore. Sicuramente poco cervello, ma tanto cuore.
Come ribadito anche al Mapei.

In Cina Fredy va nella squadra simpatica dello Shanghai, non nello Jiangsu ******

Mentre “noi” diamo 10 milioni all’anno a Capello, Zambrotta e BROCCHI, SI AVETE CAPITO BENE BROCCHI, Fredy se ne va a comporre un team nostalgico con Oba Martins.

Roba che se ci avesse pensato Suning a quest’ora penseremmo tutti “Si ciao Inter vado a seguire la super league cinese con Oba Oba” facendoci gli streaming in cinese alle 6 di mattina.

Sul campionato cinese sorvoliamo, ci crediamo che si sta annoiando e che vuole tornare indietro.
Alla fine sarebbe disposto a prendere un quinto dello stipendio attuale, per dire quanto ci ama.

10 milioni l’anno diviso 5, ah beh sti cazzi.

Calcoli economici a parte, l’innesto di Guarin, insieme a Candreva, ci regalerebbe un potenziale balistico da fare invidia a Trump e Kim Jong Un.


Qui la forza distruttiva dei loro tiri era suddivisa e contenuta da due maglie diverse. Immaginateli dalla stessa parte.

L’Inter si ergerebbe finalmente come potenza mondiale.
Fanculo il quarto posto, possiamo conquistare il mondo.
Zhang pensaci.

No, ok, calma.

Make passaggi rasoterra, not war.

Il ritorno del Guaro non sarebbe solo un discorso affettivo, e men che meno un discorso tecnico-tattico.
È un disegno molto più ampio, che potrebbe stravolgere il panorama geopolitico mondiale e le sorti della storia per sempre.

Forse è meglio non correrlo questo rischio o no?

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.