Hello Gasp my old friend

Aprile 7, 2019

Cari amici di Ranocchiate, benvenuti ad una nuova puntata di Inter – Atalanta, la serie più imprevedibile del pianeta!

Hello Gasp, my old friend.

Lo Zenigata del nostro Lupin, il Majin Bu del nostro Goku: un po’ come l’Ying e lo Yang, in noi è presente una piccola parte di lui, in lui una piccola parte di noi.

Solo che la sua parte si limita ad allenare una squadra nerazzurra e a stargli più sul cazzo della sabbia nelle mutande.

Non gli andiamo proprio giù: ora infatti il suo nuovo obiettivo è una fantastica combo fra “ostacolo corsa Champion’s” e lo “sfatare il tabù San Siro“.

Eh già, perché anche se nel nostro ultimo scontro la Dea è riuscita a schiacciarci, è pur vero che San Siro è stato teatro di vittorie negli ultimi anni.

Come dimenticare, ad esempio, il 7-1 di qualche anno fa con la tripletta di Banega (che si permise persino il lusso di segnare su punizione?)
Ovvio che poi non l’abbiamo tenuto, ha esagerato.

Due protagonisti di quella sfida sono però ancora presenti: il buon Gaglia, grande ex (da poco digievolutosi in Gerrardini) e quel simpaticone di Mauro Icardi (autore anche lui di una tripletta).

Da allora certamente le cose sono cambiate parecchio, anche se altre non cambieranno mai (come ad esempio la mia mano nei maroni appena sento nominare l’Atalanta).

Certo è che aver recuperato l’ex vicecapitano ed una apparente tregua prima di partite come questa fa ben sperare, oltretutto se si considera la botta di fortuna con la C maiuscola nel non ritrovarsi contro Zapata (per la cronaca: se la tua è una mossa stile De Vrij ti amo già, Duvan)

I contro? È che i motivi sopra esposti non smettono di farmi aver paura per il nostro ano, soprattutto se al posto di Zapata giocasse quel Mitt di un Barrow.

(A proposito di Mitt: ma quanto è stato bello vederli battere il Milan? <3)

Tutto ciò, comunque, serve a far capire quanto insidiosa possa essere la partita di oggi: perché non affrontiamo solo una bestia nera, ma anche una diretta contendente al posto in Champion’s.

Personalmente, in barba alla scaramanzia, ho giocato 1 fisso.

PALLA AI NOSTRI BRATE QUINDI: FOZZA INDA

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.