Icardate Abissali

Marzo 1, 2019

Cari amici di Ranocchiate, benvenuti ad una nuova puntata di Interful: l’unico show in cui calcio, gossip ed economia creano connubi dagli imprevedibili colpi di scena!

Essere interisti è una delle esperienze incredibile: una di quelle cose da fare assolutamente prima di morire; nel giro di una settimana può accadere di tutto come può non accadere nulla, in una infinita ed impazzita roulette russa senza alcun apparente senso logico.

Ultimamente gli “Spetteguless” interisti hanno avuto due protagonisti in assoluto.
Il primo è ovviamente Mauro Icardi.
Rimane? Va Via? Fa pace? E’ vivo? FREEDOM?

Ognuno dice la sua. Ognuno ha una sua teoria contorta degna di una collaborazione fra la Signora in giallo e Don Matteo.

Poi venne Abisso.

Fiorentina – Inter 2-3 al 95°: tocco sospetto di D’Ambrosio. Calcio di rigore.

Ma c’è la VAR: e lì partono 10 telecamere diverse che dimostrano che Danilo l’ha presa col petto.

Ed è lì che la radice dell’Interismo esce fuori: e no, non è una radice Gombloddista.

L’essenza dell’Interismo sta nella imprevedibilità: per quanto possa sembrare apparentemente impossibile, con noi l’antico vaso sarà portato in salvo (semicit.).

E non c’è amaro che tenga lì.

…come dite? Questo dovrebbe essere un articolo pre-partita e non la rievocazione dei nostri traumi?
Beh, avete ragione. Permettetemi allora di chiuderla così.

ALLA FIERA DI FIRENZE
PER UNA MANO
L’ARBITRO ABISSO UN PETTO SCAMBIO’.

E VENNE ICARDI
CON WANDA NARA
IL PROBLEMA AL GINOCCHIO
IL POST SU INSTAGRAM
CHE LESSE SPALLETTI
CHE URLO’ A CARESSA
CHE IN UNA SETTIMANA
TUTTO AGITO’.

Ecco, questa è la parte più bella: a noi per fare tutte queste cose basta una settimana.

Poi giusto per non farci mancare nulla, ci sono stati anche dei presunti contatti avviati con Mourinho per il prossimo anno ed alcuni “tifosi” (io preferisco il termine idioti) che, dopo la sconfitta di Firenze hanno offeso tramite social persino la memoria di Davide Astori.

E’ tutto così poeticamente confuso ed instabile. Pensate avessimo giocato di domenica quanto materiale in più ci sarebbe potuto essere.

Ma andiamo a noi.

Ora, ammetto di essere preoccupato dal fatto che Radja conosca fin troppo bene i locali di Cagliari, ma stranezze tipicamente interiste a parte, la squadra sta reagendo bene.

Perché è sotto gli occhi di tutti che senza quel rigore (che rigore non era) ora staremmo qui a parlare dell’ennesima vittoria e dell’ennesima buona prestazione: però noi siamo noi e quindi arriviamo a giocarci questa partita con un buon carico di immancabile ansietta.

Poi oggi guarderò la partita con un mio amico sardo, sfegatato tifoso del Cagliari: almeno se dovesse esultare insultando i nostri non riuscirò a capirlo.

Orecchio non capisce, cuore non duole.

 

 

 

Aspirante psicologo, inguaribile romantico, di fede interista (Javier Zanetti: ora pro nobis). In questo strano mondo dove tutti si prendono troppo sul serio, mi piace raccontare le cose e le persone osservandole con l’occhio di chi, troppo sul serio, non ci si è preso mai. Se mi dici “si vede dalla faccia che sei interista”, ti sorrido e ti offro anche un caffè.