#ICARDISTORY: i dolori del giovane Mauro (parte 1)

Febbraio 20, 2019

31 dicembre 2028.

“Prima ti incontro e poi ti incorno” ha appena vinto il premio bestseller  dell’anno 2028 e si è attestata come migliore autobiografia sportiva di sempre.

Al 38mo piano della WAN TOWER di Buenos Aires è stata organizzata una grandiosa festa con Lautaro, Wanda e i compari del quarto clan dell’asado formato da De Paul, il Cholito, e un qualche pronipote di Guglieminpietro che non si sa bene come sia arrivato a giocare nell’Inter.
Tutti stanno brindando spensieratamente con Champagne e Red Bull, quando sulla porta si avvicina un uomo della security.

“POR CAGON QUE TE PASA STIAMO FESTEGGIANDO QUA” urla Lautaro in uno scatto di rabbia totalmente immotivato, abbattendo un tavolino (di marmo) con un cazzotto.

“Mi scusi senor Martinez c’è un wuomo qui sotto che vorrebbe parlare con voi.”

Martinez si affaccia dalla terrazza della sua dimora extralusso e vede un povero grassone trasandato in mezzo alla strada.

-“No Adri guarda stasera sto con la famiglia, non posso andare a trans”

-“No, amigo, Toro, sono io.”

-“Mauro!?”

-“Ti prego fammi salire per rivedere la mia ex famiglia, fammi rivedere i bambini almeno per dieci minuti”

-“Non posso Mauro, lo sai che la mia procuratrice non vuole. ”

A un certo punto esce fuori anche Lisandro Lopez che porta dentro il toro cantando BRIGITTE BARDO’ BARDO’

“Licha… Anche tu…”

Icardi sconsolato recupera gli ultimi 5 pesos dalla sua tasca sgualcita e ferma un taxi per l’aeroporto.

Il volo per l’Italia decolla tra poche ore e non ci tiene proprio a far arrabbiare di nuovo il presidente della Pro Piacenza.

-“All’aeroporto per favore”
-“Ma senor, è capodanno, non siete con la famiglia a festeggiare?”
-“Non ho più nessun amico ormai. Il Real mi ha cacciato dopo due stagioni senza nemmeno un gol, ho girovagato tra varie squadre, Getafe, Milan, persino l’Hapoel Beer Sheva, ma ormai sono solo la brutta copia di quello di un tempo.”
-“La capisco, anche io mi ritrovo qui a fare il tassista dopo un brutto fallimento. Dimmi un po’, dov’è che giochi adesso?”

-“Pro Piacenza, serie C. Non è il massimo, ma a 34 anni…”

-Ah bella la serie C, avevamo tutti i diritti tv una volta.

-Diritti?

-Sì, della mia tv in streaming. Purtroppo dopo qualche anno DAZN ci ha rubato tutto lo share. Con le nuove tecnologie di realtà virtuale, più Diletta, chi se le guarda più le partite..

-Tv in streaming?

MA INSOMMA NON HAI ANCORA CAPITO CHI SONO? A casa ci sono già arrivati da un pezzo. Ci credo che non ne hai fatta di strada eh capitano?

Icardi guarda dritto nello specchietto retrovisore e riconosce il sorriso carismatico di DALB, che è rimasto sempre uguale nonostante qualche capello bianco.

“DALB carissimo, che bello rivederti! Ma come, anche tu hai chiuso col calcio?”

-Possiamo dire che io abbia mai iniziato? Dai su. Piuttosto tu come hai fatto a fare questa brutta fine?

-Eh, non lo so. Sai com’è la vita, un giorno sei un dio e il giorno dopo non sei più nessuno.
Lautaro mi ha rovinato, mi ha tradito. Mi ha portato via tutto. Ora so cosa si prova a stare dall’altra parte.

-Questo non è il Maurito che conoscevo alla Pinetina, sei l’ex vicecapitano, cazzo!
Tu sei molto meglio di così, devi riprenderti. Prendi questo biglietto da visita, è un vecchio amico brasileiro. Lui saprà come aiutarti.

Guarda se intendi Adriano coi trans siamo già a post…

-Ma no! sei proprio tonto! Tu chiamalo e basta.

-Grazie DALB, davvero. Quant’è la corsa?

-Lascia stare, offre la casa, non voglio infierire. Piuttosto senti un po’, ti potrebbero interessare un paio di decoder pirata? Con quelli vedi tutto, ma proprio tutto!

  • Ehm, sono di fretta DALB, devo andare.

Icardi passa faticosamente tutte le 16 ore del volo Buenos Aires – Piacenza stretto nel suo seggiolino economy, tra bambini urlanti e vecchi che russano.
I tempi del suo jet privato erano così comodi, pensa, mentre le sue pupille dondolano tra il di dietro di una hostess biondina e il bigliettino da visita di DALB.

Una volta atterrato raggiunge impazientemente la prima cabina telefonica, prende un respiro profondo e si decide a comporre quel misterioso numero.

 

-准备?

-Si, chi è?

-Come chi è, ha chiamato lei!

-Si ma io non la conosco, con chi parlo?

-Cazzo, vivo da dieci anni in Cina ma me lo ricordo come funziona un telefono eh…

EDERINHO! Sono Icardi!

Per mille panzerotti! Maurito bello! Come mai questa sorpresa?

-Me l’ha dato DALB il tuo numero

Ah. Se è ancora per quella storia dei decoder digli che poi glieli pago….

-No no aspetta non riattaccare, non è per quello. DALB ha detto che mi puoi aiutare a tornare quello di un tempo.

-Io ormai posso tutto, caro Maurito.
Raggiungimi qui a Suning City, al resto ci penso io.

È un primo dell’anno come tanti a Piacenza, fuori fa freddo e c’è la nebbia, mentre i tifosi della Pro Piacenza leggono con poca sorpresa dell’ennesima CRISICARDI.

Questa volta però Maurito aveva un motivo molto serio per fingere il classico dolorino al ginocchio e non presentarsi all’allenamento, infatti si stava sobbarcando altre 16 ore di volo sul Piacenza-Pechino-Suning City.
Ormai era stravolto dalla stanchezza, e si chiedeva se stesse davvero accadendo tutto sul serio o se fosse solo un sogno. Magari in realtà aveva semplicemente perso i sensi su qualche marciapiede in Argentina

>>>CONTINUA <<<

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.