IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE 18/19 – Centrocampisti

Giugno 11, 2019

NAINGGOLAN 6:

Sulla carta doveva essere il grande colpo dell’estate, il Ninja era finalmente arrivato a Milano dopo anni di inseguimenti andati male, fin dai tempi di Cagliari, quando sembrava che Thohir dovesse portarlo da noi…E INVECE SORPRESONA, HERNANES! (Ma a che serve un presidente indonesiano se non compri l’unico giocatore forte mezzo indonesiani? Abbiamo avuto anche la maglia rossa di Nagatomo per fare marketing in Asia…)

Comunque il suo arrivo aveva reso tutti felici: Spalletti aveva fatto una testa così a tutti per comprarlo, noi ci siamo fatti mille aspettative come al solito, e già che c’eravamo ci siamo liberati anche di Santon.
Tutto questo comunque ci è costato tanto, tantissimo: ABBIAMO PERSO RAFIGNA PER COMPRARE LUIIIII.

Ah sì, e anche quell’altro ragazzino che sta sempre così :O
ma soprattutto Rafinha.

Nainggolan doveva essere il centrocampista in grado di fare la differenza, di portare gol e tecnica al nostro centrocampo. Ma facendo un bilancio complessivo ci è riuscito soltanto in parte.
Nel senso che avrà giocato se va bene al 30% delle sue capacità, ma il nostro centrocampo è talmente scarso che anche con più alcol che sangue in corpo riesce a fare delle belle figure.

La stagione infatti è stata sicuramente condizionata dagli infortuni, quelli veri come il fallaccio di Biglia nel derby e gli altri “””””infortuni””””” avvenuti il sabato sera in discoteca.

A metà anno inoltre anche lui ha partecipato alla “Guardate come faccio lo stronzo e mi faccio odiare da tutti Cup”, meritandosi una bella medaglia di bronzo, alle spalle del compare Perisic e dell’irraggiungibile Maurito.

Da quel momento in poi la stagione del Ninja è stata paragonabile a un video indie italiano, quelli con una figa random che si ubriaca e fa movimenti e robe a caso, ecco lui in campo più o meno era così. Stile di gioco alla Bobo Vieri Summer Cup e protezione il pallone col fisico da cinghialotto agguerrito, prendendo calci e procurandosi punizioni da far sprecare ai compagni.
Ma il vero Radja era ancora distante anni luce.

Si fa vedere finalmente nella parte finale della stagione (i malvagi diranno: quando Spalletti sembra ormai al capolinea e sembra certo l’arrivo di Conte).

Il Ninja si dà una svegliata e mette a segno reti importanti, tra le quali ovviamente spicca quella con l’Empoli che cala il sipario su un campionato al di sotto delle aspettative.
Adesso bisognerà capire cosa vorrà farne di lui Andonio, secondo le ultime voci potrebbe essere sulla lista dei partenti, ma se hanno confermato Candreva c’è speranza per tutti.
E poi ormai dopo un anno a Milano la movida l’ha già esplorata per bene.

TOP MOMENT:

WORST MOMENT: Quando non aveva voglia di allenarsi e si è fatto mettere fuori rosa, ‘sto deficiente.
Se lo fai da giovane mittino di 20 anni diventi un eroe, ma a 30 dove vuoi andare, fai il serio su.

NONNO BORJA 5.5: Un’altra primavera alle spalle per Nonno Borja, una stagione che ci ha insegnato che chi va piano va sano e va lontano, che non ci sono più le mezze stagioni, che rosso di sera bel tempo si spera, rosso di mattina la pioggia s’avvicina, che a carnevale ogni scherzo vale, che tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

Borja nello spogliatoio dell’Inter porta un po’ di calma e tranquillità, il problema è che l’Inter o è già fin troppo addormentata di suo, oppure non la calmi nemmeno con dosi massicce di sonnifero.
A noi servono brati folli che ci diano la scossa.

TOP MOMENT:

WORST MOMENT: Il giorno in cui ha deciso di bloccarci su instagram. MA PER QUALE MOTIVO POI? #SBLOCC

GAGLIARDINI 9: Ormai il Gaglia aka Gerrardini è diventato il mio preferito e quindi avrà un trattamento di favore.
Dovete sapere che abbiamo fatto una scommessa nella nostra redazione: in caso di vittoria nel derby avremmo comprato le maglie celebrative, e avevo detto che la mia l’avrei presa di Gagliardini. (C’è anche chi le ha prese di Schirò e Merola). COSI’ DA QUEL MOMENTO IN POI GAGLIA E’ DIVENTATO IL MIO NUOVO MITO.

Stagione eccezionale, condita da 5 gol di cui ben due doppiette al Genoa. Se avessimo giocato 38 volte contro i rossoblu a quest’ora sarebbe già capocannoniere e pallone d’oro.

TOP MOMENT: Sono di parte e direi tutto, ma in particolare i gol al Genoa.

WORST MOMENT: La testata nel derby sicuramente è stata dolorosa, ma dopo quella botta quando è rientrato con il turbante in testa sembrava il nuovo Stankovic.

BROZOVIC 9:
il 24 ottobre 2018 è un giorno destinato a cambiare la storia del calcio: da quel momento in poi si divide tutto in A.C. e D.C.: Avanti Croco e Dopo Croco.
Ma Brozo non ha soltanto onorato il calcio con un’altra delle sue invenzioni geniali, ha anche fatto una stagione strepitosa, anche se poco appariscente.

Prendiamoci dunque un momento di serietà per analizzare alcune statistiche (Si, serietà nella pagella di Brozovic. Il mondo è proprio impazzito ormai…)

Primo posto in Serie A per km percorsi (al terzo posto c’è Barella, per la cronaca), terzo posto per palloni recuperati dopo Koulibaly e Allan.
42 partite giocate, due gol di cui uno decisivo contro la Samp e un assist. Il lavoro sporco e il sacrificio compiuto quest’anno dal Croco sono commoventi. Chi lo avrebbe mai detto che il Brate svogliato di qualche anno fa si sarebbe trasformato in uno dei centrocampisti più forti in circolazione? Utile e anche duttile, perché le sue statistiche continuano a stupire. Oltre a compiere un lavoro prezioso per i compagni, il nostro coccodrillo preferito si prende anche la responsabilità di fare il regista della squadra: Brozo è primo per palloni giocati, passaggi tentati e passaggi andati a buon fine.

Praticamente quest’anno ha retto da solo tutto il centrocampo, le partite senza di lui ce le ricordiamo benissimo per la sterilità del nostro gioco, eravamo tutti spaesati e senza idee. Per fortuna le ha giocate quasi tutte.
PER FAVORE METTETE DEI CENTROCAMPISTI FORTI ACCANTO A QUEST’UOMO.

SE SONO RAFINHA E KOVACIC ANCORA MEGLIO.

TOP MOMENT: Epic Croco con Messi divertito in tribuna che capisce chi è il vero genio del calcio.

WORST MOMENT: KEITA CHE CAZZO FAI, TIENI GIU LE MANI PORCA DI QUELLA PUTTANA

VECINO 7:
La Garra Charruaaaaa. La penultima parola agli uruguagi e l’ultima ai belga-romani.

L’estate scorsa si sentiva spesso dire: stagione così così, ma merita tutti gli onori per il gol alla Lazio.

Quest’anno si è superato: stagione così così, ma merita tutti gli onori per il gol al Tottenham, al Milan, e per il palo contro l’Empoli.

Quel palo è stato davvero sfortunato per certi punti di vista perché ci ha negato la gioia di un possibile la RIRIPRENDE VECINO, roba da collassare lì sul momento, l’apoteosi di tutto.
Però per quanto ci ha fatto cagare sotto l’Empoli direi che c’è poco da fare gli schizzinosi, potevamo vincerla con autogol di Dragowski e andava bene lo stesso.

Vecino quest’anno è stato un po’ intermittente, come tutti, ma penso che sia normale. Intermittenza è la combinazione tra INTER  e MITT quindi c’è una spiegazione logica dietro a tutto questo.

JOAO MARIO 10:

La stagione di JM10 è stata un continuo crescendo, parola d’ordine BELLO E BRAVO.
Aveva iniziato come emarginato, come esubero. Ricordiamoci l’amichevole estiva in cui fu fischiato durante il riscaldamento. Dalla tribuna iniziarono a piovere fischi, ma Froggy si voltò verso il popolo e gli disse di fare un applauso. PERCHE’ FROGGY COME SEMPRE E’ UNO CHE NE CAPISCE.
Da quel momento in poi Joao ha dato il via all’operazione #RESUSCIT ed è rientrato in rosa, almeno fino a quando Spalletti non lo ha cacciato di nuovo. (ma solo perché era invidioso della sua pelata lucidissima)

Qualsiasi altra parola su di lui sarebbe superflua, non bastano per descriverlo. Usiamo le immagini: ripercorriamo questi ultimi mesi con i migliori post che lo hanno visto protagonista:

Come dicevamo prima, la stagione inizia con tanto scetticismo nei suoi confronti, ma Joao smentisce tutti con la sua dote migliore: la bellezza.

 

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La svolta arriva il giorno della partita della Lazio, quando JM viene schierato titolare a sorpresa e ci porta alla vittoria per 3-0.

 

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Il periodo d’oro continua fino alla partita con il Genoa, quando, insieme all’amico DALB, Joao regala ancora magie e segna anche un gol

 

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Da qui in poi l’ascesa di Joao il Bello è infinita:
Assume prima le sembianze del sole:

 

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Ma l’avete visto anche voi il tramonto splendido di oggi? 🌅 . . . #fcinternazionale #ilbello #jm #amalo #interfans #neroazzurri

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poi quelle della luna

 

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@inter, come darvi torto. Una luna BELLISSIMA ieri sera. . . . #jm #fcinternazionale #interfans #ilbello #interismo #amala #neroazzurri

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Ogni volta che passa davanti alle telecamere (e quelle rare volte che è in campo) rapisce tutti con il suo sguardo:

Arrivando a conquistare anche la Bella Diletta:

e arriva al massimo riconoscimento della bellezza mondiale: diventa Joao Marionatura su Ciao Darwin

 

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Questi sono solo alcuni dei magici momenti che abbiamo vissuto insieme a Joao.
OBRIGADO IRMAO.
Cara Inter adesso #RINNOV e #RIDAGL la sua 10.

TOP MOMENT: Tutti gli sguardi erotici rivolti alle telecamere nel corso della stagione. Soprattutto quando si stava riscaldando a bordo campo è finito in diretta su sky e sul maxischermo di San Siro. BELLISSIMO *O*

WORST MOMENT: Quando pochi giorni fa non è stato riscattato il mini-bello, e lui ha subito pubblicato la foto con la sua nuova fidanzata. Sei proprio un rubacuori eh Joao.

PERISIC 6:
Caro Ivan, come facciamo a dirtelo in modo gentile? ascolta, devi sapere che, contrariamente a quello che pensi…MA CHI C…O TI COMPRERA’ MAI DALLA PREMIER LEAGUE SE GIOCHI IN QUESTO MODO? Se vuoi convincere qualche acquirente non basta cazzeggiare svogliatamente in campo aspettando l’offerta, devi giocare bene e impegnarti.
Perfino Dalbert ha fatto sei mesi buoni al Nizza e ha fregato Ausilio, perché non puoi fare anche tu lo stesso?
Si, l’abbiamo capito che all’Inter sono tutti brutti e cattivi e non ti meritano, ma adesso basta.

Alla fine come sempre i peggiori nemici sono molto più simili di ciò che sembra, e forse è proprio per questo motivo che litigano tra loro. Il discorso vale anche per brate Ivan e Icardi.
Potremmo anche impacchettarli con un bel fiocchetto e metterli davanti ai cancelli della pinetina, ma tanto non passerebbe mai nessuno a prenderseli. I due campionissimi “troppo forti per l’Inter”.

Che poi la stagione di Perisic dati alla mano non è stata nemmeno così malvagia, il problema è che come gran parte dei suoi compagni ha rotto il cazzo oltre i livelli massimi di sopportazione.
I suoi gol e i suoi assist li ha fatti, come al solito, però se è questo il prezzo da sopportare prendiamo un esterno Mitt simpatico come Lazaro e tanti saluti.
Tanto lo sappiamo che il motivo della sua tristezza è ancora l’addio di Nagatomo, basterebbe riprendere Yuto e sarebbe tutto perfetto.

Ti capiamo, Ivan, anche per noi è lo stesso, ci manca tantissimo 🙁

TOP MOMENT: Quando ha dribblato quel malcapitato terzino del Rapid Vienna. Che emozione, erano mesi che non lo faceva.

WORST MOMENT: Quando abbiamo scoperto, sia noi che lui, che Modric non sarebbe arrivato, e che anche del #RIPIGL YUTO non se ne parla.

CANDREVA 5: La stagione di Tonino è stata super positiva, infatti ha battuto il record di gol stagionali del 2017/18.
Quella volta aveva raggiunto la fantastica cifra di zero gol, quest’anno ha praticamente incrementato il suo bottino del 10000000000000000000000% arrivando a quota UN GOL!! a cui si aggiunge anche una strepitosa doppietta contro il Benevento.

Ha trovato meno spazio a causa dell’arrivo di PoliPoli, ma non si è scoraggiato e ha sfruttato al massimo ogni occasione con il suo gioco spumeggiante e i suoi cross precisissimi.
Un ringraziamento speciale va anche alla UEFA che con le sue regole sul fair play ci ha obbligati a giocare con la rosa ridotta. Risultato? TONINO TITOLARE PRATICAMENTE SEMPRE, ANCHE COME MEZZALA. E questa doveva essere la vostra punizione? Scemi ci avete fatto un favore! Vai Candreva sei magico <3

Questo rendimento favoloso fa sì che Candreva sia uno dei pochi giocatori certi di un posto all’Inter l’anno prossimo, ottenendo di diritto la tessera al “club del posto fisso FC Internazionale” presidiato da D’Ambrosio e Ausilio.

Quale modo migliore per chiudere l’articolo di una previsione arrogante e infondata di cui tutti si dimenticheranno subito? L’ANNO PROSSIMO SARA’ IL SUO ANNO, TENETEVI PRONTI, FARA GOL A RAFFICA, ME LO SENTO CHE ARRIVA ADDIRITTURA A DUE.

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.