IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE 18/19: PORTIERI

Giugno 2, 2019

IL VICE CAPITANO SAMIR HANDANOVIC 10:

E così ci ritroviamo qui per ripercorrere insieme una stagione lunghissima, pesante, estenuante, asfissiante, snervante, spossante, sfibrante… ok direi che con i sinonimi ci siamo.

È stato un percorso assurdo, un po’ come ascoltarsi una conferenza di Spalletti su youtube mettendo la velocità del video a 0.5
(Piccola parentesi: provateci, sul serio, è un’esperienza mistica. Altro che canto delle balene, qui “ci vuole gente che ha la cortecciaaaaaaa che haaaaaa mmmmm che ha il cuoioooooo adddoooooossooo”)

Comunque, dicevamo, se questa stagione è stata dura per tutti , per Handanovic lo è stata mille volte di più che per chiunque altro.
Perché nel corso dell’anno tutti quanti ci siamo presi dei momenti catartici per liberarci dallo stress, sgolandoci allo stadio o davanti alla tv, rivedendo in lacrime la presentazione di Rafi, ubriacandoci al sabato sera o smettendo di giocare e tenendo il broncio a caso per due mesi.

Ma Samir no. Lui si è tenuto tutto dentro, e si vedeva. È arrivato a fine stagione con un volto quasi consumato, il volto di chi ne ha viste fin troppe.
È troppo serio, troppo taciturno, troppo abbottonato per lasciarsi andare una volta per tutte e dire quello che dovrebbe dire da tanto, troppo tempo.

Uno che sputa sangue per 33 anni inseguendo la Champions League ma che una volta che la raggiunge dopo 6 partite deve già tornare a casa. E nemmeno per colpa sua.
Ea proprio necessario venire fino a qui per prendere gol da Malcom? Siamo seri? Ridatemi le botte da fuori area di Rəşad Sadıqov”

33 anni per diventare il portiere meno battuto d’Europa e finire lo stesso a -20 punti dalla prima in classifica, a rigiocarsi tutto all’ultima giornata contro l’Empoli.

“E VI HO DOVUTO PURE PARARE IL CULO PER NON FARVI PERDERE, MA CI RENDIAMO CONTO?
DALBERT DI MERDA SE TI RIVEDO NELLO SPOGLIATOIO A LUGLIO TI APPENDO AL MURO.”

Questo è quello che  segretamente vorrebbe dire Handa, ma che non dirà mai, ormai troppo intrappolato nel suo personaggio di ghiaccio, troppo preso dalle responsabilità dopo lo spot del Samyear.

Tranquillo Handa, anche senza parlare ti abbiamo capito lo stesso.

Sei tu il mio uomo dell’anno 2019/2020.
Sì, mi sono bruciato il premio così al primo colpo, al primo giocatore della lista. Niente suspence. Ma che emozione?
Non doveva nemmeno esistere questo premio, l’ho inventato apposta per lui. A chi altro dovevamo darlo?

Non solo ci ha parato l’impossibile salvandoci in duemila occasioni, si è anche ritrovato anche a dover gestire il casino dello spogliatoio a metà campionato, con quel bimbominkia del vicecapitano sparito nel nulla. Alla fine la fascia se l’è presa lui, giustamente, e l’ha onorata in tutte le partite che restavano.
Handa ha riportato un po’ del suo ordine e della sua serietà nello spogliatoio. Qualcosa che si nota da tanti piccoli dettagli, che ne so, per esempio che è in campo.
Oppure dal non festeggiare più i compleanni con il solito lancio di uova e farina, ma utilizzando un nuovo metodo molto più efficace: A CALCIONI NEI DENTI.

Caro Samir, probabilmente quella fascia te la saresti meritata già da tempo. Tu che hai sacrificato tutto per l’Inter, sul serio.
Come vice-Froggy nessuno era migliore di te lì dentro.

Altro che rinnovi e scinocchi.

Top Moment: Quando hanno tolto la fascia a Icardi per darla a lui
Worst Moment: La collezione di gol deviati e/o imprendibili che abbiamo preso soprattutto nella prima parte di campionato.
ERIKSEN CULONE LA MERITAVAMO NOI LA FINALE

 

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Cercasi Berni disperatamente ⚫️🔵 @tommybcm @daniele_padelli

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SUPERMAN PADELLI 10
:
Quando un nuovo acquisto si presenta così, con il portamento da supereroe, l’abilità di ingravidare chiunque soltanto con uno sguardo e la figurina di Pagliuca ritagliata da piccolo, sai già che farà molta strada nell’Inter.
Proprio a primo impatto, lo vedi, lo senti, questo qui farà grandi cose.
Tra Padelli e Inter è stato amore a prima vista, e non ha tradito le aspettative. E come per tutti i grandi amori interisti, vale una regola in particolare: non dipende mai solo da quello che fai in campo. Infatti anche per quest’anno il suo ruolo è stato quello di portiere contro le squadrette del primo turno di Coppa Italia. Avventura che è durata poco, come al solito. Di sicuro Padellone ci avrebbe fatto passare il turno ai rigori.

Ma in ogni caso chi se ne frega dei 90 minuti col Benevento, tanto tra il commento RAI e le porte chiuse stavamo già dormendo tutti dopo dieci secondi.

Il vero traguardo di Padellone è stato quello di confermarsi come IL MIGLIORE AMICO DI FROGGY.

Perché ragazzi va bene i Devrinijar, MA NE VOGLIAMO PARLARE DEI PADELLOCCHIA? I RE DI INSTAGRAM, ALTRO CHE FERRAGNEZ.
Con le loro cene fuori, le trollate nei commenti ai compagni di squadra, i concerti, le serate in famiglia, i loro bimbi nati e cresciuti insieme a pane e interismo.

Per non parlare DELLE VACANZE INSIEME IN MAROCCO A GENNAIO.

Froggy e Danielone papà moderni con il passeggino a Marrakech e l’umiltà di volare con EasyJet alle 6 di mattina. Altro che jet privato.

#RINNOV IMMEDIATAMENTE, RESTA UN ALTRO ANNO, NON C’E DUE SENZA TRE.

PERCHÉ C’È TANTISSIMO BISOGNO DI GENTE COME PADELLI ALL’INTER.

Altro che rinnovi e scinocchi.

Top Moment: Marrakech 2k19 con la Royal Family nerazzurra
Worst Moment: Prendere quel gol su punizione da R.Insigne fa abbastanza male alla dignità, ma ci sta abbassare la guardia contro una squadra a cui è riuscito a fare gol Dalbert.

 

SUA MAESTA’ TOMMASO BERNI 10: Sembra che stiamo regalando i dieci a tutti, ma guardate che sono voti meritati.
Cioè, dai. Come si fa a dare meno di 10 a Berni?
LA PUBBLICITÀ CON LUI ALL’INTER STORE.

Il posto fisso più posto fisso nella storia dell’Inter, a pari merito con l’altro pelato eccezionale, Piero Ausilio
The Untouchables.

Date un RINNOV pure a Berni perché abbiano il reparto di portieri più cazzuto e figo del mondo, e sarebbe un peccato cambiare anche solo una virgola.

Speriamo che con il cambio Spalletti/Conte non si verifichi la tanto temuta rivoluzione contro i pelati. Piuttosto mettiamo un gatto in testa anche a Tommy.
Non sembra ma c’è tanto bisogno di Berni, per esempio ogni volta che entra a San Siro per il riscaldamento e vedendo quella pelata e sale l’adrenalina a mille.

Dai Tommy, avrai ancora tanto tempo per trasferirti nella foresta, a fare il santone a Ibiza o in Kenya. Resta qui un altro anno.
Oppure se ne senti proprio l’urgenza puoi mandare un certificato e prenderti due mesi di ferie. Senza problemi.

Altro che rinnovi e scinocchi.

TOP MOMENT: RAGA STIAMO PARLANDO DI BERNI, TUTTA LA SUA VITA È UN TOP MOMENT

Non ha messo nemmeno un post legato all’Inter su instagram, ci accontenteremo di lui in versione Re della savana

 

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Be still, my heart, these great trees are prayers. #africa #wild #almalibre @lunariot ❤️🔮

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L’EREDE DI BERNI, DI GENNARO 10: Beh che dire. Lui è il futuro Berni.

Mi stavo anche dimenticando di metterlo nel pagellone. Poi mi sono fatto la domanda retorica: “Ma chi sta meglio di Berni?” Ah già, lui.

Essere il quarto portiere è veramente il lusso sfrenato. Cioè, già fare il terzo portiere è paragonabile a vincere al superenalotto, ma la fortuna di Di Gennaro è inquantificabile.
Vivere mesi dentro l’Inter sapendo che hai meno possibilità di dover giocare rispetto allo 0,5% che ha Berni. Nel senso che se proprio dovesse capitare la sfiga, piuttosto che farlo giocare richiamano El Trenza e all’occorrenza danno i guantoni a lui.

Un sogno. Se non facessimo già gli admin di Ranocchiate nella vita potremmo ragionare per un ruolo alla Di Gennaro.
Anche se pensandoci bene c’è tempo e spazio per far entrambe le cose. Basta rimboccarsi le maniche.

Altro che rinnovi e scinocchi.

E CE L’HO FATTA AD ESSERE LEZIOSO E DI PARTE E A SCRIVERE LE FRECCIATINE ALL’EX VICE PURE SOTTO LA PAGELLA DI DI GENNARO.

PIÙ *Non mi ricordavo il cognome, figuriamoci il nome* , MENO MAURITI.

TOP MOMENT: IDEM COME SOPRA. L’EREDE DI BERNI HA SOLO TOP MOMENT.
E INOLTRE CHE BELLA RAGAZZA HA? MAESTRO.

 

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Accanto a due muri!!! 🔐🔐🚫🚫⚫️🔵

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Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.