IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE 18/19: TERZINI

Giugno 3, 2019

Così forti, così meravigliosamente speciali da meritare un articolo tutto per loro: sono loro, i terzini dell’Inter ®


ESTEVAO DALBERT HENRIQUE,  TOGLIAMOCI STO DENTE SUBITO E NON CI PENSIAMO PIU’: 1

Ammirerò per sempre Spalletti e la sua pacatezza nei confronti di Dalbert. Tutti i suoi “è fortissimo” “vi farà vedere” “ha il sinistro di Roberto Carlos” “in allenamento fa delle magie”…

In realtà arrivato a questo punto sono giunto alla conclusione che no, è impossibile: anche se era bello illudersi, pure in allenamento Dalbert faceva veramente schifo.

Forse ammirerò un po’ di meno la scelta di mandarlo in campo nei minuti finali della partita più stressante della stagione. E non parliamo di scelta obbligata, perché qualsiasi scelta sarebbe stata migliore di vedere Dalbert in campo. Magari era un test, una qualche prova da superare, non lo so.
Sono mesi che cerco di scovare un qualche segno nel destino, un motivo sensato per cui la vita abbia dovuto metterci questa disgrazia brasiliana con il 29 sulla nostra strada, un motivo migliore di “Ausilio aveva appena provato il tabacco di Sabatini e ci ha visto male”.

Dall’esperienza di Dalbert all’Inter, CHE DICHIARO GIA’ ADESSO UNILATERALMENTE CONCLUSA, possiamo trarre due importanti lezioni:

  1. Mai demordere, mai arrendersi, qualsiasi obiettivo è raggiungibile. Se Dalbert è riuscito a giocare all’Inter chiunque di noi può ottenere qualsiasi cosa. Certo, poi potremmo finire per renderci ridicoli a vita e a rischiare il linciaggio, ma fa parte del gioco.
  2. Non importa quanto tu possa essere scarso in qualcosa, hai comunque buone chance di essere il migliore della Ligue 1 a farlo.TOP MOMENT: (è riuscito a fare schifo anche in quella partita nonostante il gol)

WORST MOMENT: tutto il resto.

SIME VRSALJKO 6:
#RIAGGIUST, #RIPIGL, #RISCATT. Se Spalletti poteva credere in Dalbert io voglio poter credere ancora in Sime Vrsaljko.
Perché un Brate non va mai lasciato solo, soprattutto nei momenti difficili. C’erano tutti i presupposti migliori, era uno dei miei giocatori preferiti: un gran terzino, un grande brate. Lui titolare, con Perisic, Brozovic e Modric.
#CROAZINTER e RoadToWanda.

Da lì in poi è andato tutto storto. D’Ambrosio cosa gli hai fatto!? Tu e la tua maledettissima maledizione.

Adesso posso solo continuare a seguire le storie della sua guarigione su instagram, che a vedere lui, Rafinha e Schelotto ogni giorno a fisioterapia mi sembra di essere sul profilo di medicina 33 con Luciano Onder.
È solo una coincidenza che il 33 sia il numero di D’Ambrosio? Non saprei.

Press F to pay respect to Brate Sime.

BEST MOMENT:Who is missing?”

WORST MOMENT: Modric che non arriva, lui che si fa male, e tutto il resto 🙁

ASAMOAH 6: Certo con la concorrenza di “quello lì” (per chi si ricorda la citazione) era facile guadagnarsi il posto, le aspettative erano anche basse. Ma a prescindere da questo il bilancio della stagione di Asamoah è comunque positivo.

C’è una scala di valutazione molto semplice per i terzini sinistri dell’Inter, è il metodo del “RIPIGLIERESTI NAGATOMO?” Nel caso di Asa la risposta è “Sì, ma solo per l’indissolubile affetto che ci lega”.
Un buon punteggio quindi per Kwadwo, destinato a salire man mano che la ciurma gobba nell’Inter va rinfoltendosi, con Marotta, Conte &co. chissà se riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo:
Uscire dalla Champ…VINCERE, OVVIAMENTE VINCERE!

WORST MOMENT: CHUCHY ‘A BAMBOLA ASSASSINA
TOP MOMENT: più o meno tutto il resto dai.



CEDRIC SOARES DETTO ANCHE IL-MINIBELLO: 6

Se ne sono sentite tante sul povero piccolo Cedric, forse sono invidiosi della sua mini-bellezza, o dell’amicizia con Joao Mario.
Recuperato in fretta e furia quando le cose si sono messe male per brate Vrsaljko, l’Irmao Cedric si è rivelato un sostituto più che adeguato.
Esordio con personalità in Coppa Italia con il suo rigorino contro la Lazio, ha dimostrato di essere un giocatore che in Serie A ci sa stare (A DIFFERENZA DI ALTRI, NON FACCIAMO NOMI…. DALBERT)
Considerando che è arrivato anche gratis e in prestito, non potevamo chiedere di meglio. Se fossimo andati in Europa League sarebbe stato sicuramente un ottimo rincalzo.
Purtroppo D’Ambrosio sappiamo come è fatto quindi ha preferito portarci in Champions pur di non perdere il suo posto da titolare. Peccato.

Le chance per un #RISCATT sono ormai nulle (appena si spargerà la voce state a vedere che si faranno vivi i gobbi) ma comunque il Mini-Bello ci lascerà un ricordo positivo, anche se ci rimarrà il rimpianto di non aver mai visto un suo gol su punizione.
SE SOLO PERISIC GLIENE AVESSE LASCIATA TIRARE UNA.

Adesso bisognerà vedere come reagirà Joao Mario. Sono due settimane che piange in camera ascoltando Avril Lavigne e il suo blog “belezas portuguesas.pt ” è pieno di gif strappalacrime.

Non ti dimenticheremo mai, grazie di tutto, piccolo grande Cedric <3

DANILO D’AMBROSIO: 9

E anche quest’anno se torniamo a riveder le stelle lo dobbiamo nuovamente a lui: L’INELUTTABILE

Come detto in precedenza doveva essere l’anno di Vrsaljko, nelle formazioni estive sui giornali non compariva mai il suo nome (per quest’estate hanno risolto scrivendo un ambiguo “Danilo”) eppure alla fine Danilone era sempre lì, insostituibile sulla sua fascia destra.
Senza dubbio questa è stata la stagione migliore della sua carriera, a cominciare da quando prese le sembianze di Maicon in Inter-Fiorentina

Fiorentina ancora protagonista con l’episodio di Abisso, per il quale ancora adesso è impossibile contenere la rabbia. Non solo Danilone era stato abbattuto irregolarmente da Chiesa poco prima, ma dopo l’aveva anche presa col PETTOOOOO PETTO NETTO

Da lì in poi è arrivata la doppia santificazione:prima il salvataggio nel derby, poi il miracolo contro l’Empoli.
Immagini che non sto nemmeno qui a raccontare, tanto le avremo ancora chiare negli occhi per tutta l’estate, basta solo un GRAZIE DANILONE, GRAZIE CON TUTTO IL CUORE.

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.