IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: ATTACCANTI

Luglio 23, 2018

IVAN PERISIC 6.5

Un anno fa di questi tempi sembrava destinato a partire in direzione Manchester, corteggiato a lungo da Mou.

Nervosismo, niente autografi, foto in disparte…In quel periodo il più sorridente in squadra era Handanovic.

Eppure alla fine Perisic è rimasto, l’inizio di stagione è stato anche promettente, con il bellissimo gol alla Spal alla seconda giornata, e un bel rendimento fino alla tripletta del 4 dicembre, giornata in cui però passa in secondo piano, perché gli applausi sono tutti per AR13 al ritorno da titolare.
Probabilmente lì Perisic si indispettisce di nuovo per essere stato messo in secondo piano, inoltre gli vendono anche il suo amico Yuto, e inizia un periodo molto molto opaco.
Ma forse opaco non è l’aggettivo giusto, visto che Ivan per varie partite diventa invisibile.

Ancora non era scoppiato il tormentone Buffon, altrimenti il coro dedicato a Perisic sarebbe stato
OOOOOH INVISIBILE, INVISIBILE, INVISIBILE, INVISIBILEEEEEEEEEEEEE


Don’t touch my Yuto. L’addio di Nagatomo manda Perisic in crisi. L’innesto di Santon alle sue spalle fa il resto.

Alla cena di Natale Perisic si incazza. Foto di nuovo in disparte, muso lungo. “Voglio andare al Galatasaray”.

Ausilio prepara una trattativa da 10 milioni pagabili in 4 comode rate, ma dal Galatasaray la risposta è chiara “No aspettate un momento, chi cazzo è questo? Ma voi chi siete? Cosa ci fa questo signore pelato nella nostra sede? Ma lei è quello che ha comprato Felipe Melo? SICUREZZAAAAA….”

Perisic controvoglia deve rimanere all’Inter.

Il rendimento ne risente, periodo di crisi.

Pare che abbia frainteso il #InterisComing con #WinterisComing, può succedere. Mette su qualche chilo, si prepara al letargo e supera il lungo inverno.

Il 18 marzo, quando spuntano i primi raggi di sole primaverili, risorge dal suo lungo sonno andando in gol in casa della Sampdoria. Riceve una chiamata dal mister della Croazia: Oh Ivan mi raccomando, ti voglio bello carico.

Intanto Kalinic “Mah non so Ivan e se ci facessimo due settimane di mare a Ladispoli? La Russia è lontana, c’è casino….”
Ivan è tentatissimo, ma per fortuna a quel punto interviene  il suo compagno di squadra Brozovic, che come tutti sappiamo invece si è trasformato nell’HARD WORK MAN.

Brozo trasmette a Perisic un po’ di stile hard work, torna a correre in campo, a dare tutto, “però guarda quelle magliette da pirla io non me le metto eh”.

è di parola, torniamo a vedere sprazzi del vero Perisic, però ancora non si è prestato per la campagna social Hard Work.

Comunque una volta tornato a correre vive momenti magici, come l’assist per De Silvestri a Torino e la pallonata in faccia da Marusic all’Olimpico.

Quello è il momento dell’apoteosi, il resto è storia.

Mauro Icardi 8

Piccolo momento nostalgia: alzi la mano chi si ricorda quelle interminabili estati passate ad inseguire gente come Lavezzi; ogni singola sessione estiva, capitava che ci fossero questi giocatori accostati alla maglia nerazzurra che puntualmente non arrivavano mai.

Però, se in squadra hai uno come Mauro Icardi capita anche che le cose vadano all’opposto: ogni estate sembra quella in cui Icardi deciderà di andar via, invece alla fine rimane sempre.

Secondo alcuni calcoli astronomici, effettuati grazie ad alcune incisioni Maya ritrovate nel resort in Messico dove risiedevano Maurito e Wanda, il giorno in cui andrà via Icardi è il 21-12-2021, data in cui verrà effettuato il leggendario sccambio Icardi-Lavezzi. In tale occasione ci sarà la fine del calciomercato come lo conosciamo oggi, con l’apertura di un buco spaziotemporale direttamente sotto la sede di Tuttosport, che potrebbe avere dei risvolti ancora totalmente ignoti.

Probabilmente ogni estate di Icardi consiste nel sorseggiare drink a bordo piscina rivedendosi i migliori assist di Ricky Alvarez della stagione 2013/2014, un po’ come facciamo tutti insomma, mentre Wanda si destreggia tra instagram e social vari taggandosi prima a Manchester, poi a Londra, poi a Madrid sponda Bernabeu, poi a Madrid sponda Wanda. Wandaception.

In tutte le porte a cui bussa la Nara in Europa la sorte è la stessa: “Ma chi è questa?  te la conosci? ” Si chiedono i vari dirigenti ” No no” rispondono scuotendo la testa, sperando che nessuno gli controlli la cronologia con le foto zozze chiuse un attimo prima.

La grande e irreprensibile Wanda. Non sapevo che facesse anche la procuratrice.

Maurito rimpiange di non essersi trovato una normale, da scarrozare all’Ikea per farla contenta, mentre tra un selfie e l’altro arriva l’inizio del campionato, scade la clausola, e inizia a pensare alle cose serie, cioè fare gol.

Ebbene il Maurito del 2017/2018 di gol ne fa a raffica, aiutato dalla spinta martellante di Spalletti, degli assist di Perisic e dei cross di Candr… Ehm, di tanta tanta voglia di arrangiarsi.

Tanti gli rimproverano di non uscire abbastanza dall’area per cercare un dialogo, ma quando uscendo si ritrova Dalbert e Borja Valero diventa più  facile rintanarsi nella zona comfort dove le cose funzionano bene.

La svolta per Icardi arriva a gennaio. Ah cazzo, la solita crisi,

E INVECE NO.

CIOÈ SI.

MA NON SOLO.

A GENNAIO ALL’INTER ARRIVA RAFIGNA.

Il mitico Rafi Alcantara, amicone di Maurito nella Cantera del Barca, uno che parla la sua stessa lingua, che ha imparato il calcio tra i dettami del tiki taka e le milf dei compagni di squadra.

L’impatto di Rafigna è DEVASTANTE e Maurito inizia a segnare 5 goal a partita grazie alle invenzioni di questo brasiliano tutto pepe.

Ah non è andata proprio così? Boh ricordi offuscati, sticazzi, #RISCATT

Stranamente i 5 goal a partita del ViceCapitano con assist brasileirocatalani non bastano a raggiungere la qualificazione matematica in Champions.

All’ultima giornata è ancora apertissima, così come la lotta al titolo di capocannoniere.

Ma è in momenti come questi che entrano in gioco i veri eroi.

Nonostante le parole a sproposito, i gossip, tutti i discorsi che si scatenano non appena si fa il nome di questo giocatore. Settimane incandescenti con tutti a parlare di lui..

Ma tu sei un vero eroe, il nostro eroe, e in un colpo solo ci hai risolto la partita, la classifica marcatori e la Champions League.

GRAZIE DI TUTTO STEFAN DE VRIJ.

 

ANDREA PINAMONTI S.V.

Mitt a Pinamò è uno dei tormentoni dell’anno per quelli come noi innamorati della primavera, quelli cresciuti con Longo, Livaja, Manaj, Bonazzoli e Co.

Spalletti non ci accontenta MAI.

L’omonimo del Sommo deve accontentarsi di 45 minuti contro il Pordenone.

Da quel momento abbiamo capito che ne farà di strada. Verso Genova, Parma, o qualche squadra di Liga Adelante.

GRAZIE DI TUTTO PINA noi ci abbiamo provato. Certe volte una plusvalenza vale più di un MITT.

 

IL VERO MITT YK17: 10

Pochi sanno cosa significa arrivare l’ultimo giorno di mercato, un ragazzino qualsiasi dal Caen, dover raccogliere un’eredità pesante:

Sostituire nel cuore dei tifosi Gabriel Barbosa Almeida.

Non è facile per nessuno.

Tranne se ti chiami Yann Karamoh.

Yann appena arrivato all’Inter sapeva di avere un compito ai limiti dell’impossibile, ma non si è mai perso d’animo. Ha capito che per essere un degno erede del sommo Gabi, doveva imparare a conoscerlo, copiare da lui, studiare minuziosamente ogni sua giocata, ogni suo dribbling, comprendere e padroneggiare il suo incantevole stile di gioco.

Così si è chiuso in camera e ha iniziato a guardare gli highlights delle sue partite. Ben cinque minuti.

“Un gol al Bologna, e che ci vuole. Posso farlo anche io”.

Ma Yann (all’epoca lo chiamavano ancora col suo nome terrestre) era un perfezionista, non si è accontentato. E lì si è sparato 189 ore consecutive di instagram stories di Gabigol.
E HA AVUTO L’ILLUMINAZIONE. Ha raccolto il dono della Mittanza, se ne è stato buono buono in panchina a guardarsi le instagram stories mentre Candreva faceva i suoi scandali e nel cuore dei tifosi partiva un solo pensiero.

#RISCATT

OK, due pensieri: #RISCATT e #MITT

 

Quando fortunatamente è entrato in campo (CIOÈ SEMPRE TROPPO TARDI E TROPPO POCO) non ha mai deluso:

Esordio incandescente nel finale di Inter Genoa, in cui fa buttare fuori due genoani frustrati a suon di dribbling e Mittanza assoluta. E la vinciamo pure con gol di Danilone.

La superiorità della Mittanza si fa sentire ovunque su tutti i campi di serie A, o almeno sulle panchine.

Ma è soprattutto a San Siro che si raggiungono i massimi livelli.

Il principale si ha proprio in Inter-Bologna, Eder contro Palacio sono fermi sull’1-1. Si andrebbe verso un pareggio disastroso e noiosissimo se fosse per questi soliti vecchi nomi. Ma per fortuna i tempi si evolvono, ed ecco MITT che ci illumina con un TAGLIO DALLA FASCIA SINISTRA (WOW!)  scambio con Rafigna in velocità, conclusione potente e precisa  2-1 ma soprattutto KARAMASKKKK.

Avete mai sentito un MITT A EDER? un MITT A PALACIO?

IL MITT È UN DONO.

Karamoh avvera la profezia, segna al Bologna come il Fenomeno (Gabigol) e si conferma come unico nuovo MITT.

La stagione si conclude come è giusto che sia, con Mitt in campo, una qualificazione in Champions, e nel finale anche un “KARAMOH, COL GAMBONE!!” contro un giocatore della Lazio.

Insomma non abbiamo dubbi sul nostro attaccante preferito della stagione. E adesso per il futuro prepariamoci a una capigliatura molto swag ma sopratutto alla scelta della maglia numero 7.

I precedenti sono pessimi, ma con il MITT noi ci crediamo sempre, anche contro la maledizione.

Una maglia che porta sfiga, un Lautagol che contende il titolo di MITT. Ma il ragazzino che un tempo chiamavano Yann, e che oggi è sempre comunque un ragazzino, ma di nome MITT, non ha paura di nessuno.

ANTONIO CANDREVA 4

Se c’è una cosa veramente antipatica nel mondo del calcio è accanirsi contro un giocatore.
Ma accanirsi contro le schiene degli avversari, i piccioni, i tifosi del terzo anello verde e le milze degli steward non è altrettanto antipatico? Ecco.

Candreva è quel classico giocatore che nel gergo moderno si definirebbe buggato. Ma non buggato come quelli di fifa, con 99 di velocità. Buggato come un’applicazione o un programma che si bloccano SEMPRE NELLO STESSO PUNTO E NELLO STESSO MODO

Finta, controfinta, finta, controfinta, finta, controfinta

 

CROSS, CONTROCROSS, CROSS, RICROSS, CONTROCROSS

 

Andonio? Andonio?

e niente, quando crashava così sulla fascia c’era poco da fare.

Ma dopotutto Candreva ci ha regalato anche fantastici momenti, fantastici gol come quello contro….

contro….

 

contro….

FINTA, CONTROFINTA, CROSS, CONTROCROSS

Si scherza dai, questa è l’immagine simbolo del suo campionato. Sono solo sfottò, pensate che una volta ha fatto anche un bel dribbling su un giocatore del Napoli. (OK E’ L’UNICA COSA BELLA CHE MI VIENE PIU’ O MENO IN MENTE, ADESSO POSSIAMO PASSARE AL PROSSIMO GIOCATORE OK ?GRAZIE)

CITADIN MARTINS EDER 6

Ecco quello che succede a scrivere il pagellone con un mese e mezzo di ritardo.

PANZEROTTO SE NE E’ ANDATO VIA.

Ne approfitto per fare un sentitissimo ringraziamento.

Forse è un po’ da ipocriti farlo soltanto adesso, ma meglio tardi che mai.

GRAZIE

GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Alle DECINE E DECINE di voi che ci hanno scritto ovunque negli ultimi giorni per chiederci “ma il pagellone degli attaccanti?” “Quando esce???” “Quando esce il pagellone degli attaccanti?”” E così via all’infinito, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Avevamo iniziato dicendo “Lo facciamo dopo il RISCATT di Cancelo, ok dai di Rafigna, poi esami, vacanze, una cosa e l’altra…. e puff. ederinho in Cina.

In attesa di vedere le sue magie con la prestigiosa maglia nerazzurra del Jiangu Suning, anche noto come LA SECONDA SQUADRA DI MILANO, gli auguriamo ogni meglio, e già che ci siamo

Caro Eder….allora.

7 involtini primera

3 spaghetti di soia piccanti

2 riso alla cantonese

2 ravioli di gamberi

2 polli in agrodolce

una cochina bella fresca, 7 birre, facciamo per le 21.30

MI RACCOMANDO PUNTUALE, CITOFONO: RANOCCHIATE.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.