Inter – Bologna nel tempo di un caffè Karamohso

Febbraio 11, 2018

Nonostante la vittoria del Milan di ieri, la domenica sembra annunciare un minimo di speranza per i tifosi vista la vittoria del Napoli sulla Lazio e la presenza di Karamoh in campo. D’altra parte, se l’Italia ha conquistato la prima medaglia olimpica nel Biathlon, il Dio dello sport potrebbe decidere di benedire anche l’Inter oggi.

Primo tempo

2′ – Non facciamo in tempo a renderci conto di essere in campo che Karamoh fa capire ai compagni cosa vuol dire aver voglia di giocare. Palla deliziosa in profondità per Brozovic che, non essendoci Candreva, non si sente in dovere di ciccare il cross. La palla arriva perfetta in mezzo ed Eder, a cui è stato promesso un bombolone alla crema per ogni gol, ci si scaraventa come nemmeno Icardi e mette in rete l’uno a zero.

3′ – Stadio incredulo. Adesso ci tocca soffrire 88 minuti?

6′ – Karamoh crea il panico sulla fascia destra facendo tornare in mente i tempi d’oro di Oba Oba Martins. Che bello avere qualcosa in cui credere.

9′ – Cross al bacio dalla destra – avete capito bene, ancora dalla destra – di Cancelo, ma Brozovic era impegnato a cercare Wanda in tribuna e prende la palla di nuca.

14′ – La squadra saggiamente amministra il vantaggio chiudendosi nella propria area ogni volta che il Bologna ha il possesso. Per fortuna Karamoh imperversa ogni volta che ne ha l’occasione.

21′ – Mbaye > Perisic

23′ – Dopo una decina di minuti di tranquillità basta un colpo di testa di Palacio, su cui San’Handa fa il solito miracolo, per farci ripiombare nel solito panico.

24′ – Tilt totale, svirgolone di Miranda e mannaggia a tutti i santi paradiso arriva il quotatissimo gol dell’ex di Palacio. Questa squadra ha bisogno di uno psichiatra. TSO

33′ – Ci prova Perisic da una buona posizione ma una pioggia di fischi respinge il pallone.

36′ – Palacio porta a lezione di agonismo tutta la nostra squadra tornando in difesa e impedendo a Perisic di sfondare definitivamente sulla sinistra.

40′ – Nel profondo del nostro sconforto, Karamoh dona un lancio di speranza con un’imprendibile traversata.

Intervallo

Mentre ti chiedi perché Rafinha non sia ancora in campo ti rendi conto che è tempo di essere meritocratici.

Fuori Miranda dentro Ranocchia.

Secondo tempo

1′ – E invece esce Miranda per un problema muscolare ed entra Lisandro Lopez.
Vorrei spegnere la televisione, ma Karamoh è ancora in campo.

3′ – L’onnipotente ci punisce immediatamente. Prima devia la snasata di D’Ambrosio sulla traversa, poi acceca Skriniar che spara la più ghiotta delle palle in tribuna.

13′ – Rafinha entra per Brozovic, salutato con valanghe di fischi, a cui risponde con un applauso ironico. L’allegra favola nerazzurra non conosce confini.

16′ – D’altra parte in 3 minuti Rafinha mostra più spinti di quanto abbia fatto il croato in un’ora.

18′ – È subito samba Inter con Rafinha e Karamoh che se la intendono benissimo. Uno-due sulla destra, Karamoh si accentra palla al piede spara un missile che si infila nel sette mandando in pubblico ludibrio centinaia di Karamohsessuali in tutto il mondo.

20′ – Ancora Rafinha per Karamoh che non se la sente di rubare la scena all’esordiente Lisandro Lopez e decide di non segnare una doppietta. Sul contropiede rischiamo di prendere il pareggio come la squadra di polli che siamo.

22′ – Rosso per Mbaye. Ok, dai. Questa volta non mandiamo tutto all’inferno. Vi prego. Vi scongiuro.

23′ – Nel frattempo nessuno vuole prendere parte al nostro ritorno alla vittoria. Perisic, Eder, D’Ambrosio e Vecino chiedono la sostituzione a Spalletti.

28′ – Esce l’eroe di giornata Karamoh, entra Gagliardini che perde il primo pallone che tocca. Bene così.

31′ – Ci sarebbe da chiedersi come si possa prendere un contropiede in questo momento. Lisandro Lopez si fa uccellare da Dzemaili che mette un cross pericolosissimo su cui si immola Cancelo.

37′ – Momento tragico a San Siro. Presunto tocco di mano di D’Ambrosio in area. L’arbitro, diversamente a quanto fatto nel primo tempo, chiama il Var. Dopo un minuto ad altissima tensione viene decisa la non assegnazione del rigore.
Tutto bene, se non si contano i 423 Interisti morti tra il pubblico.

41′ – Ancora panico tra la difesa nerazzurra. Palacio rischia di punirci ancora una volta. Luciano, non farci mai più uno scherzo simile.

42′ – Gazzelle rossoblu corrono a destra e a manca, sono ovunque. Di quanti uomini siamo in inferiorità numerica?

45′ – Rafinha da solo contro la difesa del Bologna. Guadagna un fallo, dopo averne saltati due. Qualcuno riscatti quest’uomo.

45’+1′ – Pallaccia di Borja che innesca l’ennesimo contropiede Bologna. Muoiono altri 85 interisti in tribuna.

45′ + 5′ – Dopo due minuti di inquietante fermo ai giochi viene espulso Masina per un brutto intervento in ritardo su Lisandro Lopez. Due uomini in meno per il Bologna. Forse stavolta ce la si può fare.

45′ + 6′ – Altri tre minuti. Altri tre minuti di metafisica sofferenza.

45′ + 9′ – È finita. È FINITAAAAA. Ci sono volute 8 partite, infinite sofferenze, 9 minuti di recupero, ma siamo tornati alla vittoria.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.