Inter – Chievo nel tempo di un caffè

Maggio 13, 2019

Ci scusiamo con i lettori per la possibile poca coerenza di questo caffè.
Per la prima volta l’abbiamo preparato direttamente dallo stadio.

Primo tempo

2′ – Lancio in area interista, Handanovic esce in uscita alta.
Applausi da tutto lo stadio.
No. Non siamo per niente impauriti.

4′ – Certo che Radja con la cresta bionda sembra Brozo.
È entrato anche lui nella bratellanza.

5′ – E si aprono subito le danze con i nostri preferitissimi corner corti <3

10′ – Patrick commenta con un semi-pleonastico “ma quanto è bello il mini-bello?”

12′ – Comunque circolano voci sul fatto che la nostra fascia destra sarà protagonista nel nuovo film dei minion.

20′ – Intanto siamo riusciti a tirare un pallone verso la porta.
Deviato.

22′ – INCREDIBILE!
Corner battuto direttamente in area.
Primo palo, ovviamente.
Comunque abbastanza per far prendere un’ovazione al mini-bello.

23′ – Comunque Mazzarri sarebbe fierissimo del numero di corner che abbiamo già messo in cassaforte.

25′ – Maksim Jovanovic, intuendo la tensione nell’aria, cerca di diventare l’assist-man di giornata con un gran cross per Perisic.
Continuiamo a risultare pericolosi quanto le pedicure a cui si sottopone settimanalmente mia madre.

28′ – Gran filtrante di Asamoah per Perisic (anvedi che passare la palla in avanti ogni tanto ha anche senso?). Tiro sul primo palo, Semper in versione Sorrentino neutralizza.

32′ – Battiamo un angolo bene in mezzo. L’arbitro se ne accorge e annulla tutto per reato di angolo battuto bene.
Cedric se la prende e sulla ripetizione tenta il gol diretto da calcio d’angolo.
L’arbitro non convalida ma noi da qui abbiamo visto benissimo la palla entrare.

34′ – Ma sbaglio o oggi Borja è sceso in campo molto più Nonno del solito?

39′ – MATTEO PO-LI-TA-NO!
Azione confusissima sulla sinistra con Perisic che vince 64 rimpalli, la palla finisce a Politano che con un colpo da biliardo ci regala un palo-gol sotto la nostra tribuna..
Non vivevamo un momento così fantascientifico dal gol di froggy contro il Rapid Vienna.

Intervallo

Comunque durante questo primo tempo ci siamo convertiti tutti al verbo di MITT A DALB.

Secondo tempo

4′ – Stiamo clamorosamente giocando con troppa tranquillità per il risultato corrente.

6′ – Ora che ha detto il suo ingresso il supermitt Kiyine è davvero tempo per aver paura.
Una paura fottuta.

8′ – Politano, che evidentemente vuole essere protagonista di ogni gol, si inventa una gran palla per l’attacco del Chievo e a momenti non veniamo subito puniti da Kiyine.
Minchia ma quanto è mitt.

13′ – Telecamere su Joao.
Sorrisetto complice.
Stadio ai suoi piedi.
Ah se a tutti i giocatori bastasse così poco per essere amati.

15′ – Perisic viene a steso e rimane a terra tenendosi la testa.
Magari è la volta buona che svegliandosi ricorda di essere un calciatore.

16′ – Intanto Spalletti sorprende tutti e toglie Politano al sessantesimo.

18′ – Perisic davanti solo davanti al portiere… Palo.
E niente. Ritiro tutto quanto detto prima.

26′ – 20 minuti alla fine e continuiamo a far girare palla congelando il risultato, del tutto disinteressati al futuro gol di Pellisser.

27′ – Ecco la cosa che cosa che ci riesce meglio. L’educazione, il passaggio all’indietro quando la squadra avversaria è scoperta.

30′ – Chievo in 10.
Bene, c’è solo una cosa più brutta che pareggiare col Chievo in casa. Pareggiare in casa contro un Chievo in 10.

35’ – Ingresso di Sergio Pellisser.
E ora si che saranno 10 minuti di inferno.

40’ – Prima azione decente della stagione di Antonio Candreva.
Mette anche un bel cross in mezzo su cui non si presenta nessuno.
Ah, la nostra tipica gentilezza.

41’- Ivan Perisiiiiiiic!
Altra azione confusissima col cuore che rischia l’infarto sul missile che il mini-bello spara sul palo. Alla fine la palla arriva a Perry che stavolta (7^ occasione della partita) non può sbagliare.
2 a 0 e, forse, possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Chitarrista, amante della musica e della fotografia, smanettone informatico ma sopratutto Interista: da Adriano a Icardi per passare da Gabigol a Martins, nel bene e nel male ho sempre amato questi colori e tutti i giocatori che hanno indossato la nostra maglia. In pratica il mio ruolo è l'IT Manager del team: sono colui che non sai mai se c’è e se lo noti è solo dopo un grande errore. Un po' come Kondogbia.