Inter-Lazio nel tempo di un caffè al siamo messi male, ma quanto male? Tanto male

Gennaio 31, 2019

Prepartita

Serata decisiva, di quelle che possono salvare una stagione, forse. Ergo decidiamo di giocarla con la terza maglia portafortuna.
Scatta a questo punto la domanda d’obbligo: chi è il masochista nella dirigenza dell’Inter che prende queste decisioni?

Decisione non peggiore rispetto a quella di non far giocare Padellone nazionale, però.

Primo tempo

7′ – Giropalla lento dei nerazzurri, che, d’altra parte, devono solo gestire il vantaggio ottenuto nella gara d’andata.

15′ – Tentativo di Brozo dal limite. Palla direttamente sulla piastra del tuo paninaro preferito fuori dallo stadio.

20′ – Breve istantanea sui piani di gioco di Spalletti per la partita odierna.

28′ – Breve cronistoria della stagione interista in un’unica azione:
– Giropalla lento in difesa.
– Il telecronista sottolinea che l’Inter non forza mai la giocata (e già qui vorremmo dire che tanto perdiamo palla anche con passaggi di due metri).
– L’istante successivo Miranda lancia uno sgangheratissimo pallone in avanti che si trasforma in mezzo secondo nel contropiede laziale.
– Luis Alberto si ritrova tutto solo di fronte ad Handanovic e gliela spara in bocca.
– Siamo ancora a galla.

30′ – Altra doppia parata salva-vita di Handanovic. Il quale si rialza, alza il pollicione a Miranda e gli spiega:
“Tranquillo, finché me la tirano addosso non avremo problemi.”

35′ – Messa decisa di Spalletti per cambiare l’andamento del match: Candreva a destra e Politano a sinistra.
Ora siamo sicuro di essere innocui su entrambe le fasce.

40′ – Momento funambolico di Gagliardini che salta due uomini nella stretto e si invola verso la porta laziale prima di sbattere contro un Milinkovic-Savic fermo.
Spalletti applaude l’azione, però invoca più calma.

Intervallo

Buone nuove per l’Inter. Dopo la prestazione del primo tempo è stata firmata una partnership con Grana Padano in nome del rebranding della nota marca di formaggi italiani, concentrato sulla lunga filiera di questo prodotto gastronomico.
Il nuovo motto sarà: “Queste cose richiedono calma: la lentezza è tutto”.

Secondo tempo

48′ – Il secondo tempo si apre con un tacco telefonatissimo di Candreva.
Questi a momenti non riescono a fere un passaggio di un metro e mezzo e ora fanno i tacchi?
Di risposta mezza tribuna si alza e lascia lo stadio.

51′ – Nel frattempo è iniziato il tiro a bersaglio verso la porta di Handanovic che, vista l’occasione, decide pure di tuffarsi.
Una volta deviata la palla in calcio d’angolo, però, lo sloveno si alza e trapassa la difesa con i suoi occhi di ghiaccio: “Oh, massimo due! Poi non mi tuffo più, lo sapete.”

60′ – Muoio…
Tiro da fuori di JM10, respinta corta di Strakosha, la palla giunge sui piedi di Candreva, che da un metro allarga il piattone e piega lo spazio-tempo riuscendo a spararla direttamente verso la bandierina nell’incredulo silenzio di tutto lo stadio.

67′ – Simpatica scena a centrocampo con Wallace che abbatte un Miranda involato da solo verso la porta Laziale scegliendo di stenderlo con l’unica parte utile del corpo con cui potesse raggiungerlo: il mento.

70′ – Si prepara l’ingresso di Nainggolan.

76′ – Gran cross di Politano che PRENDE VECINO ma niente da fare. Palla di poco sopra la traversa.
Nemmeno il fato stasera ci dà ragione.

78′ – Spalletti cerca invano di trovare Nainggolan in campo. Sconsolato si gira verso la panchina e lo vede seduto tra Berni e Cedric, sorridente: “MISTER, ANCORA UNO SHOTTINO E POI ENTRO, PROMESSO!”
Esce Joao Mario ed entra Lautaro Martinez. Non sia mai che Radja non si goda l’ultimo shot.

88′ – MIRACOLO DI HANDANOVIC SU CAICEDO.
Classica azione che sembra volertelo mettere in da chiappas: contropiede Lazio costruito rimpallo su rimpallo, quando si trovano in 2 vs 3 Immobile si inventa un filtrante geniale per Caicedo che però si fa ipotizzare dagli occhi di ghiaccio di Handanovic. Miracolo e negato alla Lazio il gol vittoria.

90′ + 2′ – Primo bel cross della partita di Candreva.

90′ + 4′ – Non ci credo! Secondo gol da 3 metri sbagliato nella stessa partita. Miracolo di Strakosha su Politano, sulla respinta arriva Lauraro Martinez in scivolata, ma la spara alle stelle.
Quanto dolore.

Primo tempo supplementare

92′ – Primo tiro in porta della partita di Icardi che cerca di beffare Strakosha con un colpo di testa diretto all’angolino.
L’albanese non viene però ingannato dalla finta di Icardi che nel tentativo di distrarlo gli aveva fatto l’occhiolino indicando la moglie in tribuna.

Secondo tempo supplementare

105′ – Entrano Nainggolan (che ha finito il quattordicesimo giro di shottini) e Cedric, l’uomo del destino.

Cedric, l’uomo che in conferenza stampa ci ha tenuto subito a sottolineare il suo essere un giocatore difensivo.
Spalletti, dal canto suo, non si fa problemi e lo schiera subito ala destra.

108′ – Eccola. La classica conclusione sporca, il rimpallo, la lonfa (paese che vai, formula che trovi), che rimbalza sui piedi di D’Ambrosio e finisce oltre le spalle di un incolpevole Handanovic.
0 a 1 Lazio.

116′ – Rosso ridicolo ad Asamoah poi commutato in giallo dal VAR.
Ci mancava solo questa.

120′ – Saranno gli shottini, ma la sensazione è che Nainggolan non abbia ancora capito quale sia la sua squadra.

120′ + 2′ – RIGORE! D’Ambrosio cade dentro l’area. Abisso prima assegna calcio di punizione ma poi viene richiamato dal VAR CHE CI ASSEGNA IL RIGORE.
Sul dischetto si presenta Icardi. Rincorsa lenta, palla alla sinistra di Strakosha che intuisce ma non riesce a impedire alla palla di finire in rete.
1-1.

CALCI DI RIGORE

Partiamo noi.
Brozo – Gol
Immobile – Gol
lautaro – Uno dei peggio rigori della storia (errore)
Durmisi – PARATONA DI HANDANOVIC!
Icardi – CUCCHIAIOOOOOOOOO (gol)
Parolo – Gol
Cedric – Strakosha spiazzato, Cedric uomo del destino, campione del mondo, VRSALICO CHIII?
Acerbi – Gol
Nainggolan – IO LO SAPEVO! IO LO SAPEVO CHE LO SBAGLIAVA STAMMERDA. Il nostro boia è proprio lui.
Lucas Leiva – Gol

Finisce così.
Siamo l’unica squadra nella storia del calcio ad aver perso i rigori dopo aver pareggiato all’ultimo secondo dei supplementari.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.