Inter-Sampdoria, il pagellone della quasi-tranquillità

Febbraio 18, 2019

HANDANOVIC 6: Nuove regole del nuovo vicecapitano: basta buffonate sui social, basta risate, basta sorrisi inutili. D’ora in poi la parola d’ordine sarà: SE-RIE-TA’. 
Altro che uova e farina, al compleanno di froggy lo hanno riempito di mazzate, così per far capire come funziona adesso.
Ovviamente ci adegueremo anche noi, basta fare i giullari, proteggiamo lo spogliatoio.
Dobbiamo lavorare in silenzio con questa espressione qui 😐

D’AMBROSIO 7: Se qualcuno dovesse battervi sul tempo e scegliere Tommaso Berni  prima di voi come obiettivo per la propria reincarnazione, potete sempre considerare una metempsicosi in Danilone.
Look da modello, sorriso smagliante, alla sua cinquemilesima presenza in nerazzurro e con 6000 terzini destri sconfitti, D’Ambrosio è stato spesso tirato in mezzo come esempio della mediocrità interista.
Lui comunque se ne è sempre fregato e ha continuato a fare l’ignorante su quella fascia.
Per carità, le critiche ci possono stare, ma se tutti i mediocri passati all’Inter avessero giocato come lui, forse a quest’ora ce la passeremmo un po’ meglio.
Almeno tra tante bestemmie ogni tanto ci fa scappare anche qualche “GOOOOOOOL”.
Aveva preso le misure col Parma, ha punito oggi. 

SKRINIAR 6: Tralasciamo il casino sull’1-1 della Sampdoria, non si è ancora capito cosa sia successo, si sente solo la gioia dei #Gabbiadiners che esultano “meglio lui di Icardiiiiii  noi lo dicevamo!!!”
Per il resto la partita di Skrigno è perfetta come al solito, era riuscito anche a fare il bis di gol dell’ex contro la Sampdoria, spaccando la porta nel giorno del compleanno dell’Imperatore (AUGURI)

DE VRIJ 7: Ok, quando ai lati hai due divinità come Dambrzn e DALB diventa facile difendere, però diamo anche un po’ di merito a Stefan e Skriniar. Suning ha già in mente di tappezzare la muraglia cinese con delle sue fotografie, per la prossima campagna di marketing.
Intanto è stata bella anche la mossa di mandare il primo piano di W&M per 2 minuti sul maxischermo a beccarsi i fischi. Se è una scelta della società, allora il marketing di Suning ha appena raggiunto il livello Stasi.

DALBERTO CARLOS 6: al ritorno da titolare, DALB sfodera tutto il suo talento: sbagliare qualsiasi azione sbagliabile, anche la più semplice, sempre con quegli occhi spalancati e terrorizzati come un ricciolino che attraversa la strada nel buio.
Tuttavia DALB è in fiducia, tanto che Spalletti lo sceglie come ultimo terminale di uno schema complicatissimo, che finisce con un suo potentissimo mancino indirizzato verso la Joao-Luna.
Riesce anche nell’impresa di farsi bestemmiare dietro da tutti i compagni di squadra anche senza chiamarsi Mauro Icardi. Skriniar deve fare i salti mortali quando DALB gli butta una semplicissima rimessa laterale tra i piedi in mezzo a due attaccanti avversari. Brozovic e Perisic smettono semplicemente di guardarlo e passargli il pallone già dopo 30 minuti.
A sua discolpa bisogna dire che nei minuti finali regge bene all’assedio, ma si emoziona così tanto che ogni volta che vince un contrasto va a chiedere scusa piangendo ai giocatori della Samp.

Riuscire ad evitare un’altra tripletta di Ekdal: FATTO

BROZOVIC 6: Il fatto di usare DALB come pallina antistress / punchball aiuta molto lui e il suo compare Ivan a scaricare la tensione e giocare una partita come si deve. Una prestazione così costante da parte di entrambi non si era mai vista nemmeno nella nazionale croata.

GAGLIARDINI 6: BELLISSIMO QUELL’ASSIST PER LAUTARO. Dopodiché come al solito non ha più azzeccato molto però BELLISSIMO QUELL’ASSIST PER LAUTARO

NAINGGOLAN 7: Nella settimana mondiale dell'”EH MA ZANIOLO” il Ninja ci salva dall’esaurimento psicofisico segnando il gol della vittoria contro la Samp, che ci permette di allontanare dei brutti incubi.
Nainggolan e Joao Mario >>> Zaniolo e la mamma di Zaniolo

La benedizione del Sommo
(1)

JOAO IL BELLO 5 per la partita 10+ per la bellezza: Entra dalla panchina e grazie ai suoi glutei tonici e allo sguardo magnetico dà la svolta alla partita. In realtà non ha fatto nulla di buono, MA TANTO DI BELLO.

POLITANO 5.5: STAVA MBRIACO FRACICO PO********* a un certo punto dalla stanchezza non ci ha capito più un cazzo e ha iniziato a fare i dribbling verso la propria porta, così de botto, senza senso. Probabilmente contro il Rapid si scalda Tonino, tenetevi pronti.

TONINO 6: TIENITI PRONTO

PERISIC 7: A UN CERTO PUNTO SI #PIGL ANCHE UN BEL VOTO, MANNAGGIA A LUI.
Finisce il mercato, si libera di Icardi, gli passa il mal di pancia grazie a una nuova dieta a base di fibre consigliata da Borja Valero, insomma non si sa perché dopo aver pascolato per più di metà stagione finalmente inizia a giocare, lottare, doppiopassare.
A ogni sua giocata il pensiero oscilla tra “GRANDEEE IVANNNNN” e “MA PERCHE’ NON HAI GIOCATO COSI’ DA SUBITO PORCODALBERT”  ma alla fine non ha senso perdere tempo ad analizzare l’andamento psicologico dei croati, quindi godiamoci la prestazione e basta.

La benedizione del Sommo (2)

EL TORO 6.5: Ecco lui è uno che anche quando non trova il gol si porta a casa comunque la sufficienza, a differenza dell’ex vice che se non segnava prendeva spesso e volentieri dei votacci. El Toro si sacrifica con grande umiltà e va a fare a sportellate (fin troppo) con tutti, incitando i compagni al grido di “Dai raga che dopo devo correre a casa a vedermi la puntata di tiki-taka” 
Prima della partita Spalletti, da paraculo professionista qual è, ha iniziato ad elogiarlo dopo che per mesi interi non lo ha mai considerato, e invece adesso eccolo qui, da #MITT a titolare. Crescono così in fretta :'(((

SPALLETTI 7 (PER LA PAZIENZA) Non bastava la CRISINTER, non bastava la CRISICARDI, adesso gli mettono pure i gattini in conferenza stampa per fargli sentire la paura di Conte.
Adesso organizziamo una bella puntata di c’è posta per te e facciamo la pace. Mauro, Uanda, Beppe, Lucio, siete tutti invitati sul twitch di Ranocchiate per chiarire la situazione una volta per tutte.  Come al solito siamo a vostra disposizione.

Uno dei motivi del risveglio di Perisic

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.