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Inter-Southampton, l’inversione di tendenza data dal colpo di culo

Ottobre 22, 2016

Aggiorno freneticamente la diretta testuale della partita, sull’autobus che mi porterà a casa (spero) prima dell’inizio del secondo tempo.


L’andazzo non è niente di nuovo, si passa da:

“partita monotona” dopo 20 minuti,

“inglesi più intraprendenti” al 25′,

“doppia occasione Southampton” al 30′.

Complici un paio di semafori verdi fortunati, arrivo a casa appena in tempo per avviare SkyGo e vedere gli ultimi due minuti, tutto sommato nemmeno troppo brutti, del primo tempo e, cosa più importante, un buon 0-0 in alto a sinistra.

In cuor mio mi sento abbastanza sollevato, nonostante nei commenti all’intervallo non manchino le critiche al gioco e all’atteggiamento.

Niente di nuovo, penso, l’importante è portare i 3 punti a casa in qualche modo. Tanto ormai sono consapevole del fatto che se in una partita ho delle aspettative, esse vengono puntualmente disattese, mentre se non mi aspetto nulla di buono, la squadra è sempre pronta a sorprendermi.

Caressa, stasera mi tocca sopportare pure lui, (a quanto pare ha qualche misterioso conto in sospeso con De Boer?) inizia a raccontare la storia del nuovo subentrato del Southampton, tale Charlie Austin, che da ragazzo lavorava in una fabbrica di mattoni.

Sarà lui il miracolato di turno a trovare gloria a San Siro?

Invece, chi trova la gloria finalmente è Candreva dopo una prestazione sottotono, si inventa (su assist di Santon!) un gol bellissimo.

L’impressione è che finalmente, quando i campioni decidono di fare i campioni, le partite si portano a casa (e Candreva si trova in un momento della sua carriera in cui deve scegliere se vuole esserlo o meno).

Anche soffrendo senza fare niente per 70 minuti, basta una fiammata per mettere la partita sul binario giusto. Troppe volte, in questo avvio di stagione, avevamo pagato dazio alle prime occasioni subite, e pur creando tanto non avevamo concretizzato. Finalmente un’inversione di tendenza che fa bene alla classifica e al morale. Finalmente un po’ di culo.

La seconda rivoluzione è stata quando, sull’1-0, siamo riusciti a mantenere intatto il vantaggio. Anche dopo l’espulsione di Brozovic (rientrato con più voglia rispetto alle ultime partite, ma ancora non ci siamo. Però vorrei vedere da parte di De Boer almeno un tentativo di recupero del croato).

Ovviamente la difesa dietro ha ballato come sempre, soprattutto sui calci piazzati in difesa continuiamo a correre rischi su rischi, però dobbiamo ringraziare i soliti miracoli di Handanovic, che ci mette letteralmente la faccia, un Miranda colossale, e perfino Nagatomo per due salvataggi provvidenziali sulla linea .

La sensazione finale è quella di una squadra che si trascina dietro i suoi difetti, ma allo stesso tempo mette in mostra le sue capacità, con un organico composto da giocatori capaci, che devono ancora diventare una squadra. Quello spetterà a Frank, con buona pace di Rudi Garcia, a cui auguriamo bonne chance a Marsiglia.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.