La Rana Rosa – Il bacio è un apostrofo rosa tra le parole “Milàn l” e “è un gran INTER”

Ottobre 24, 2018

“Voglio morire in questo momento.

Non è ciò che ti viene da dire se pensi alla dura legge dell’ex e dei gol di Coutinho e di Rafi che potremmo casualmente subire, ma è la cronaca di Suma che ascolti in loop da lunedì mattina.
 
Milan l’è un gran INTER. Siamo i padroni di Milano.
 
Si era già capito dalla presentazione delle due coreografie chi comandasse, ma abbiamo voluto dimostrarlo anche sul campo, giusto per non alimentare nessuna illusione.
E la cosa bella sapete qual è? Vincere al 92′.
 
Sono stata in trance sul mio bel seggiolino in Terzo Anello Rosso praticamente per tutta la partita, cercando di capire che se Asamoah avesse preso contatti con i nostri ex terzini sinistri e fosse stato magari contagiato dalla loro spiccata perizia. Poco prima della partita, QUALCHE DISGRAZIATO (qualcuno a caso) ha sparso la voce che Dalbert fosse titolare.
Burloni, non dovevate smentire. Nella mia testa ho pensato “Ma meno male che c’è Asa, posso stare tranquilla, mica quella tavoletta può essere titolare al derby”.
E fu così che Kwadwo fece la sua prima partita di merda della stagione.
 
Si è reso, poi, nuovamente necessaria una telefonata alla redazione di “Chi l’ha visto?” per sapere che fine avesse fatto Perisic. Dicono sia ancora in ostaggio del capo di una banda croata in conflitto con la sua, ma che tornerà, magari stasera, contro il Barcellona HAHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHA.
Sono un po’ in tensione, ma non si vede mica.
 
Comunque, credo che anche la squadra dei pulcini in cui gioca mio cugino abbia un centrocampo migliore di quello del Milan. Sarà anche vero che Gagliardini non ha proprio i piedi di Rosicky, ma Bakaioko non sa neanche fare uno stop o sbaglia gli appoggi più elementari. Chissà se, magari, un giorno, la sua maglia verrà utilizzata come camicia da notte da un uomo ricoverato in ospedale per coliche renali dopo un’indigestione di cozze…(Ogni riferimento a Ciriaco Sforza è puramente casuale).
 
Anzi, ripensandoci, è proprio tutta la squadra dei Pulcini di mio cugino ad essere migliore del Milan. Arroccarsi in difesa e tentare di ripartire in contropiede credevo si usasse ancora solo all’oratorio, eppure…Eppure noi li abbiamo schiacciati nella loro trequarti e manco mezzo tiro in porta.
Calcio Champagne, credo lo chiamino così.
 
Non voglio contare tutte le maledizioni mandate a Guida, che avrebbe fischiato un provvedimento in nostro favore solo se avesse visto un milanista col bazooka. Noi e gli arbitri, come al solito, amici per la vita.
Non voglio riportare le mie parole dopo la rete annullata ad Icardi, né tantomeno le amorevoli frasi rivolte alla tifoseria del Milan al crollo di Nainggolan prima, alla rete annullata a Musacchio poi.
La Rana Rosa è per il Fair Play, bisogna avere rispetto degli avversari, anche se hanno perso malamente.
Al 92′.
 
Dopo esser stati presi a pallonate e dopo che Gattuso ha sostituito uno dei migliori in campo con il nostro talismano (GRAZIE, IGNAZIO, TE SE AMA).
Purgati sempre dallo stesso attaccante. Quello stesso attaccante che avrebbe dovuto essere umiliato dal suo connazionale.
“Al derby Higuain ne segna 4”.
Si, quattro come i capogiri che gli sono presi dopo ogni marcatura di Skriniar.
Quello che sfugge a voi cerebrolesi è che di Milan ne esiste solo uno. E non è il vostro, potete stare tranquilli.
Quanto lo amo.
 
Amo anche te Mauro (adesso spunta la Wanda che si è ingelosita), anche se per colpa tua non si vede da un po’ #CRISIINTER su ogni testata. Smetti di segnare, ci stai rendendo la vita troppo serena. Però, sai, un altro gollettino pesante dei tuoi stasera potresti anche farlo.
Giusto per perdere definitivamente le corde vocali stasera. Avrò la voce tre/quattro toni più bassa da domenica, tanto grande è stata la gioia di vederti artefice della nostra vittoria. Ho esultato come una matta stringendo sconosciuti a caso, ma non è mai stato così bello scandire la parola “ICARDI” in uno stadio infuocato, impazzito solo per te.
Sei il nostro Capitano, oggi più che mai. (Però prima di te c’è Froggy, non ti offendere).
 
#gracchiala
 

Mio padre a due anni mi mise addosso la maglia del Chino, da lì è cominciata la mia infanzia tutta pianti con l’apice nel maledetto cinque maggio, ma è bastato il gol di Van Der Meyde l’anno dopo per capire che mi aveva costretta alla scelta più bella della mia vita. Ogni anno mi riprometto di non affezionarmi a nessuno, a maggio sono pronta al matrimonio con almeno uno di loro. Mi capita di voler smettere di tifare, ma la domenica dopo sono incollata al televisore o, magari, nel nostro tempio. Unica mia colpa: aver adorato quasi allo stesso modo di Javier Steven Gerrard, anche dopo averci puniti.