La Rana Rosa – (Manuale) Per Stomaci Vigorosi

Ottobre 5, 2018

Poraccio Van Bommel, “a cui Madrid 2010 fa ancora male”

Skriniar, sposami perchè io ti amo

VITTORIAAAAAAAAAAAA (ma tanto pareggiamo domenica con goal di Paloschi al 90′)
 
Ebbene, si. Abbiamo vinto in trasferta ad Eindhoven in rimonta, in barba ai pronostici che ci davano per sfavoriti in questo girone. Siamo SECONDI, a pari punti con la squadra che tiene prigioniero il nostro #RIPIGL. Noi verremo a liberarti e vivrai la tua notte da protagonista al Wanda Metropolitano con Froggy che alza la Coppa.
O almeno, questo era il film proiettato nella mente di ogni interista prima di una sassata sotto al sette di ROSARIO.
E no, non è quello che hai ripassato (insieme al Vangelo) dopo l’1-0. Sai che la tua squadra non ha ancora sviluppato gli anticorpi contro gli eurogol più impossibili, le situazioni kafkiane, un po’ come il gol di Joao Mario su assist di Arnautovic contro il Leicester, eppure non ti ci abitui mai.
Roba che tu strabuzzi gli occhi e pensi “Oh, ma è successo per davvero?”
 
Si continua a seguire la partita e ti viene da pensare alla depressione cronica dei tifosi romanisti, che vedono un giocatore come Radja correre così, salire per poi riscendere ad attaccare la profondità, coordinarsi e creare un tiro atomico che gonfia la rete.
1-1 CHE CE FREGA D’EMRE CAN, NOI C’ABBIAMO NAINGGOLAAAAAAAAAAAAN
Questo è il vecchio che i gufi (e gli interisti disfattisti, perchè, ammettiamolo, sono in mezzo a noi) già davano con le flebo in casa di riposo. Ma non è che, invece, è Spallettone ad averci visto lungo?
 
Secondo tempo=sofferenza.
E quando mai.
Il PSV perennemente in superiorità numerica, il loro gioco verticale e continui cambi di fascia mi rendono stordita come Alan Tonetti nella cronaca di Udinese-Panathinaikos. O forse come Handanovic, che ogni tanto esce, non si sa per andare dove. Io non capirò mai quest’uomo. Ogni tanto è affetto da paralisi, non si butta, a volte esce a vuoto, ogni tanto fa i paratoni miracolosi.
Un angelo di Rosario (eh no, non è il campione di prima) mi distoglie da tutti questi pensieri.
MAUROOOOOOOOOOOOOOO
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. SE ESSERE “UN BDUN” COMPORTA SEGNARE AD OGNI PARTITA, CONTINUA COSI’.
E che goal, per giunta. My number 9 is better than yours.
 
In tutto ciò, sto Lozano è proprio bravino. Piero, ma non è che sul taccuino c’è ancora un po’ di spazio? E’ vero che noi abbiamo Politaninho (che, scherzi a parte, ha corso come un dannato e saltato Angelino come un birillo), ma, sai, vorrei averlo in squadra prima che ci segni contro. Tiro dalla distanza di poco sopra la traversa. BRIVIDO.
Giusto per non farci mancare niente, tentativo di segnare in rovesciata del subentrato Mallen. “Il grande ed irreprensibile Mallen. Non sapevo giocasse anche a calcio”. EH, NEANCHE IO.
Il patimento finisce dopo 4′ di recupero.
Come avrà dormito l’ex cugino secondo voi? Secondo me un po’ peggio rispetto a noi, che non arriveremo ai 30 anni senza cardiopatie/neuropatie/disfunzioni epatiche. Siamo così, emotivamente, sentimentalmente così coinvolti.
 
Alla prossima partita (aritmia)!
#gracchiala

Mio padre a due anni mi mise addosso la maglia del Chino, da lì è cominciata la mia infanzia tutta pianti con l’apice nel maledetto cinque maggio, ma è bastato il gol di Van Der Meyde l’anno dopo per capire che mi aveva costretta alla scelta più bella della mia vita. Ogni anno mi riprometto di non affezionarmi a nessuno, a maggio sono pronta al matrimonio con almeno uno di loro. Mi capita di voler smettere di tifare, ma la domenica dopo sono incollata al televisore o, magari, nel nostro tempio. Unica mia colpa: aver adorato quasi allo stesso modo di Javier Steven Gerrard, anche dopo averci puniti.