La Rana Rosa, Pulp Gaglia – Regia di Quentin Spalletti

Novembre 6, 2018

Giovanni Mario 25:17. “Il cammino dell’uomo interista è minacciato da ogni parte dalle iniquità dei BDUN egoisti e dalla tirannia degli Ivan malvagi. Benedetto sia Colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché Lucianone è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei Gagliardini smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei DALB. E tu saprai che il mio nome è quello di Giovanni Mario quando farò calare la mia vendetta sopra di te.”

BOOM. E non è stato il pistolero Piatek. Ragazzi, è successo.

Juric, con più esoneri dei poveri allenatori del Palermo di Zamparini, può ora scrivere sul suo CV: “Il mio team ha subito una doppietta da Robertino e gol da Joao Mario lo Splendido.” Lo ammetto. Come percepito da tutti (inutile che vi nascondete), la probabilità che invece potesse scriverci “Facciamo cagare, ma l’Inter si gode il ponte dei morti e quindi vinciamo facile” sembrava tramutarsi in realtà. Chiamatela calippone, chiamatela Thorir in tribuna+olio sul tavolo+gatto nero di venerdì 13 o, più semplicemente, ALLARME #CRISIINTER invernale.

Il turnover è come l’antibiotico: assumendone troppo, i batteri che vuoi uccidere resistono sempre di più, quindi una presunta panacea diventa un’inutile poltiglia tra l’altro disgustosa da ingerire.

Dalbert-Gagliardini-Joao Mario. Altro che antibiotico, CENTODIGIOTTOOOOOOOOOOOOOOO.

Inter-Genoa era una gara per conquistare quante più tipe possibili ad uno speed date evidentemente. Ho pensato, però, che se avessimo avuto una dose di culo grande quanto le orecchie di Roberto, avremmo potuto anche portare a casa i tre punti. Però, non credo si possa più rasentare l’abisso dei tempi di M’Vila in mediana o di Montoya in veste terzino/carpentiere, dunque mi affido a San Luciano e prego.

Dovrei essere meno diffidente verso l’uomo che, se volesse, tramuterebbe anche l’acqua in vino. Ho sempre detto che Dalbert fosse molto più simile ad un mobile Ikea, uno di quelli che non riusciresti a montare neanche se venisse Astrid Ericsson in persona a tradurti le istruzioni dallo svedese all’italiano. Eppure, oggi, PARE UN TERZINO. Ok, fase difensiva sicuramente da migliorare, ma mi si sono illuminati gli occhi nel vederlo in versione razzo missile salvare la quasi-papera di Handanovic. Generalmente il 3 novembre ci porta bene, nel 2012 espugnammo il Cess..cioè, volevo dire il Rubentu…devo smetterla di far emergere la mia verve tifosa quando scrivo. Insomma, 3-1 allo Ju***ntus Stadium, imbattibilità crollata, gol di Vidal in fuorigioco di 30 metri e Palacio esposto alla gogna per un fuorigioco millimetrico su punizione, MA OK, tanto di tempo per arrabbiarmi coi gobbi ne ho ancora.

Cinque anni dopo, un’altra impresa.

Che begli inserimenti di Gagliardini“.

Joao Mario da mezzala di centrocampo rende bene“.

Dalbert sta facendo delle buone chiusure“. Fermi tutti, è una Candid Camera? Perchè posso capire la fortuna, ma questa pare fantascienza se pensiamo ad altre prestazioni dei suddetti bronzi di Riace. E non finisce qui.

Raggiungo il Nirvana con il primo goal firmato RG5. Però, così, è effettivamente troppo, quindi un controllino VAR ci sta sempre. Evidentemente esiste qualcuno che con i piedi se la regola ancor meno di lui, Biraschi, che col suo colpo di tacco volontario (e sottolineo volontario) rende il gol di Bertino regolare. E siamo a uno.

Da oggi in poi, oltre ad un Mateo con la faccia da bravo ragazzo, che dello zingarone croato non ha proprio nulla e con più Champions League sul suo curriculum della Juventus, si aggiudica un posto nel mio cuore anche un Matteo de Roma Nord, che credevo sapesse fare il fenomeno solo contro di noi (ogni riferimento alla punizione alla Ronaldinho del 13 maggio 2018 è puramente casuale). Le giocate del Genio Kovacic erano belle, ma zitto zitto Po-po-po-po-Politano si fa rispettare. Non è che lui ricorda Messi nelle movenze, è Messi che ricorda MP16. Ricordatevelo. E siamo a due.

Il 3-0 ha dell’inverosimile. Avete fatto crollare tutte le mie certezze in una sola giornata. Gagliardini è meglio che non provi ad impostare, perchè ha due zattere, non due piedi. Eppure, il terzo goal è opera sua. TROPPE GOOD VIBES, POTREI NON REGGERLE.

Non ho ancora visto niente. Evidentemente non gli basta essere assist-man. Vuole diventare protagonista, infatti a firmare il 4-0 ci pensa lui. Ho sempre avuto un rapporto odi et amo con JM: ciò che vorrei da ogni singolo giocatore è il sudore, la voglia di onorare la nostra maglia dal primo all’ultimo minuto. Da svogliato, irrispettoso, irriverente, è diventato un nuovo giocatore, che ha voglia di riconquistarci e di dimostrare che non era proprio una stronzata, una leggenda metropolitana quella del “migliore giocatore degli Europei”. (Purtroppo il mio essere scaramantica non mi permette di spingermi oltre, partita dopo partita si vedrà se Luciano ha effettivamente compiuto il miracolo).

Il quinto goal è stato come sparare sulla Croce Rossa, ma credo sapesse tutto di una dichiarazione di supremazia. Il guerriero è rientrato dopo soli quindici giorni dall’infortunio e vuole dimostrare che anche su una gamba sola è capace di essere determinante nella squadra. Penso sia il primo uomo, dopo Cambiasso, ad assumere il ruolo di leader in campo: da quando c’è lui, l’Inter ha un’anima diversa, ha un atteggiamento diverso, non si rilassa mai. Ti vogliamo bene, Radja.

E soprattutto, ti vogliamo bene, Luciano.

#gracchiala

Mio padre a due anni mi mise addosso la maglia del Chino, da lì è cominciata la mia infanzia tutta pianti con l’apice nel maledetto cinque maggio, ma è bastato il gol di Van Der Meyde l’anno dopo per capire che mi aveva costretta alla scelta più bella della mia vita. Ogni anno mi riprometto di non affezionarmi a nessuno, a maggio sono pronta al matrimonio con almeno uno di loro. Mi capita di voler smettere di tifare, ma la domenica dopo sono incollata al televisore o, magari, nel nostro tempio. Unica mia colpa: aver adorato quasi allo stesso modo di Javier Steven Gerrard, anche dopo averci puniti.