L’alba di una nuova era

Luglio 16, 2017

Caro diario,

stamattina riflettevo sul fatto che ho tanti soldi ed è necessario che io li spenda.
Stasera riflettevo sul fatto che non so quanto mi convenga spendere quei soldi.
Oggi comunque arrivavo a una conclusione, se ci fossero gare mondiali di oculatezza, pianificazione e calma uno dei vincitori sarebbe il signor Zhang Jindong.

Il fatto

Fa caldissimo e leggo una notizia fantascientifica, “Bonucci: è derby tra Inter e Milan”.
Quasi non ci rifletto, è troppo un ossimoro. Penso piuttosto che il caldo asfissiante di queste giornate abbia dato alla testa di qualche giornalista (mi ricrederò, i raggi hanno colpito altre teste e vedremo quali).
Stiamo trattando di un giocatore che in questi anni ha incarnato la juventinità, forse #finoallafine, molto esplicitamente e senza mezzi termini. Che un giocatore del genere possa pensare ad acerrime rivali con un preliminare di Europa League o senza coppe come destinazione preferibile è fin troppo incredibile.
Tutti avevano capito che il numero 19 non sarebbe stato più bianconero perché in rotta di collisione con il coach Allegri e perché la Juventus opera annualmente cessioni importanti per rinforzarsi.

La strategia bianconera

“Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus.
Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti”
(A. Cassano)

Marotta e Paratici da due anni hanno abituato a cessioni importanti per reinvestire, ringiovanire e mantenere lo spogliatoio quanto più sereno possibile. Abbiamo avuto i casi Vidal (37 mln) e Tevez (6.5 mln a fine carriera) nella stagione 15/16 e quello Pogba (105 mln) per quella 16/17.
È importante capire che alla Juventus non importa tanto il denaro, pur non avendo il fatturato di Real Madrid o Manchester United, quanto la disciplina. Questa è sempre stata la parola chiave della storia dei bianconeri con i suoi pro e con i suoi contro. Leonardo Bonucci è diventato un giocatore disciplinato, dopo il castigo esemplare di Allegri contro il Porto, ma infelice per il “basso profilo” da mantenere. L’infelicità agli uomini mercato della vecchia Signora non sta tanto a genio perché effettivamente significa non avere le normali e giuste motivazioni.
Rimane una domanda, la Juventus perde vendendo uno dei migliori centrali al mondo al Milan? Probabilmente sì.
Il calciomercato è impazzito, è diventato una democrazia malata: prima erano solo le squadre a fare ostaggi, adesso lo sono anche i calciatori; prima solo le grandi squadre chiedevano le grosse cifre, adesso lo fanno anche le “piccole”. Così Bonucci e il manager Lucci possono permettersi, a quanto pare senza la consapevolezza della squadra di origine, di proporsi a Milan e Inter e veicolare la scelta di Marotta e Paratici (che nel frattempo festeggiava allegro il compleanno); questi rinforzeranno una futura rivale senza nemmeno ricevere molto in cambio (fino a pochi mesi fa si parlava di 60 mln da Guardiola)…o forse no? Che ci sia dietro un certo portierino?

La calma nerazzurra

Adesso noi ricorderemo queste parole del 2012:

…ci sono dei tipi di carattere: la Juventus come società ha uno stile, portato avanti anche quando è stata messa all’angolo senza vere e proprie colpe. Non ha mai detto quello che è stato detto dalla società Inter in questi due giorni” (L. Bonucci)

È difficile ricordare nella nostra società ma fare uno sforzo è importante per capire quale uomo vogliamo a tutti i costi e le parole sopracitate ne sono un fulgido esempio. Potrebbe apparire come un discorso a posteriori e allora meglio scriverti a priori che Bonucci al di là dell’uomo è uno dei tre migliori centrali al mondo e che la nostra difesa lo scorso anno è stata un colabrodo e quest’anno Skriniar rpotrebbe rischiar d’essere l’ennesimo Murillo, con le dovute differenze tra i due. Discorso questo che appare come il matematico “1+1=2” soprattutto perché per molti tifosi il sentimento non conta nulla, ma in questa tendenza al raziocinio ci stiamo dimenticando qualcosa.
Bonucci prendeva 5 mln con l’ultimo rinnovo alla Juventus, Lucci pare aver messo come condizione i 6.5 mln di base che potranno diventare 10 mln attraverso bonus*. La domanda non è sul perché il Milan possa economicamente e l’Inter no, ma sul perché il Milan possa e l’Inter no. Soluzione semplice: Icardi.
Non è sempre colpa del capitano nerazzurro ma lui rappresenta la boa, una boa che percepisce 5 mln a stagione. Inserire un giocatore dallo stipendio di Bonucci cosa avrebbe significato per una squadra che ha accordi di FPF fino al 2018? Dover rinnovare a Icardi e persino ad altri giocatori e creare fratture in uno spogliatoio che non sembra dei più uniti.

Non è sempre necessario guardare in casi d’altri e provare invidia ma guardare in casa propria e, immaginando di adattare certe scelte al nostro ambito, comprendere cosa sia preferibile razionalmente.
E magari, non per ultimo, aver amor proprio e capire che “con i soldi non si compra l’amore”.

 

*cifre ancora da confermare

Amante di ogni sport, soprattutto del calcio, ma con la voglia di Alvarez di praticarlo, meglio assistere. Mi occupo di stesura e montaggio video con l'efficacia di Cruz contro la Juventus e con l'umiltà di Balotelli.