Lo strano caso del Dottor Inter e del signor Epic

Aprile 18, 2018

Cari amici di Ranocchiate, tutto molto bello. Tutto troppo bello.

Quasi non c’era gusto a guardare la partita, che ho in effetti guardato distrattamente (fino a che Spalletti non ha tolto Karamoh e poco dopo messo Ranocchia, lì non ho più staccato gli occhi dallo schermo in preda ad un turbine di emozioni travolgenti): siamo entrati in campo ed abbiamo spazzato via una squadra decisamente inferiore alla nostra, come da copione della gente coerente.

Cioè capite?! Abbiamo fatto la figura della grande squadra!
E’ una cosa che non smetterà mai di stupirmi.

 

Devo farvi una confessione, avevo paura di questo articolo: avete presente quei casi in cui passate ore a parlare con un amico di quelle tragedie che voi per comodità chiamate vita, poi vi separate per un po’ per ritrovarvi in una combriccola di amici con tanta voglia di cazzeggiare poco dopo?
Tu guardi lui, lui guarda te: sapete entrambi che c’avete l’umore sotto i tacchi manco vi fossero morti 5 gatti di fronte in quel momento, ma senza nemmeno un cenno d’intesa comincerete entrambi a ridere e a scherzare manco foste al terzo Negroni; che disagio.

Ecco, a me l’idea di scrivere quest’articolo faceva un po’ pensare a questa cosa: sabato scorso abbiamo visto una non-partita, siamo in una fase in cui si lotta per ogni singolo punto ed io avrei dovuto comunque potenzialmente trovare un modo per scrivere altre stronzate che vi potessero tirare su il morale; la mia reazione facciale a questa considerazione si potrebbe facilmente tradurre in un ” 😀 ” che sembrerebbe un sorriso, ma sarebbe in realtà una paresi.

(Spero di non essere l’unico ad avere familiarità con questa cosa, non vorrei essere l’unico che prende il tè con i pasticcini con il disagio)

Comunque, tralasciando il mio invidiabile score in “pippe mentali ad ostacoli”, ieri è invece andato tutto bene.

Si è tornati alla difesa a 4, pochi minuti ed eravamo già in vantaggio…
… Karamoh era in campo dal primo minuto ed è entrato in partita come un iradiddio, sfiorando più volte il gol…
…il Cagliari non si è visto quasi mai: bontà loro, per farci fare una partita come si deve hanno deciso di non giocare proprio; grazie <3.

Boh, sono tutt’ora un po’ perplesso, lo ammetto: cioè sabato scorso sembravamo la squadra di 60enni che giocano a calcetto il sabato pomeriggio (con Borja Valero capitano), ieri eravamo talmente sciolti da sembrare quello che dovremmo essere, ovvero una squadra che merita l’ingresso in Champions.

Poi però ho capito, è tornato Marcelo: inizio seriamente a sospettare che sia lui in questo momento il vero trascinatore della squadra, ma non tanto per via delle sue belle prestazioni o del suo talento; è che vederlo così impegnato e disciplinato in campo fa un effetto troppo strano, quasi responsabilizza.

Bene così quindi, Ranocchia è persino entrato al posto di Miranda regalandoci quel “e vissero felici e contenti” che tutta la Redazione ha colto come un regalo da parte dei nostri, nella “Inter Social Night”.

E’ il bello di essere interisti: vinci una partita 4-0, poi non segni per le quattro partite successive e così via, coerenti nella nostra incoerenza, ma alla fine Karamoh ha giocato e quindi è comunque tutto già bello così.

Studio Psicologia, ma all'occorrenza mi improvviso scrittore o video editor: vivo la vita con lo spirito di chi si aspetta l'inaspettato per non avere sorprese ma poi rimane comunque fregato. E già questo spiega perché tifo Inter, ma se non bastasse aggiungo che uno dei miei giocatori preferiti di sempre è Buruk Okan. Costanza, serietà e determinazione sono solo 3 fra i principali pregi che non mi contraddistinguono. Penso che lasciare le cose a metà sia una cosa che