Lugano-Inter, il primo pagellone del 2019/20

Luglio 15, 2019

SAMIR HANDANOVIC s.v: Nessun problema nei 45 minuti in cui è in campo, tanto valeva mettere Berni. Nel finale Capitan Froggy è gentilissimo come al solito a fargli co-sollevare il trofeo visto che è il suo compleanno.

PADELLI s.v: Abbiamo cazzeggiato per tutta la partita e si sono alternati millemila giocatori in campo quindi sarà un pagellone un po’ alla Radja Nainggolan.
Anche per Padellone c’è poco da dire, se non che è bellissimo come sempre. Incolpevole sul gol del Lugano (nel dubbio è colpa di DALB) per il resto pochissimi rischi, a parte la classica rovesciata del neo entrato MITT del Lugano Younes Bnou Marzouk.

BERNI 10: L’unico di tutta la rosa a non entrare in campo nemmeno per un minuto. #RESPECT

D’AMBROSIO 6: Prima o poi doveva succedere e alla fine è successo. Praticamente era nell’aria già dal 30 gennaio 2014: Danilone ha avuto la fascia da Capitano.
E va bene, sarà anche onnipresente e insostituibile, ma al 62′ appena è entrato Froggy, MUTO E SI RISTABILISCONO LE GIUSTE GERARCHIE.

DE VRIJ 6.5:
“GOOOOOOOOOOOOOOL”
“No, che succede?”
“VAR?”
“Ma va, è pausa acqua. Figurati se nella Casino Lugano Cup hanno il Var”
“Oh come vi permettete, barboni, guardate che questa è una competizione seria. Ma per chi ci avevate preso? Tiè, Annullato!”

SKRINIAR 6.5: Sempre più bello, sempre più forte, e soprattutto felicissimo di riabbracciare il suo Stefan dopo tanti giorni di lontananza. Per Skriniar non esiste proprio il “solo un’amichevole” visto che disintegra ripetutamente anche i malcapitati attaccanti del Lugano.

CANDREVA 6: Esce dal campo dopo 4 minuti e mezzo per comprare i pasticcini alla moglie e non rientra più.
Ricompare davanti all’hotel a fine partita con due vassoi in mano. Nessuno comunque si è accorto della sua assenza.

NANO SENSI 8: Questo ometto ha l’aspetto di un fotomontaggio vivente anche di persona, con quella testona enorme e il corpicino minuscolo.
Sembra che debba essere spazzato via da un momento all’altro da un avversario, o da una folata di vento, ma per fortuna è un pomeriggio caldo e soleggiato in Ticino e riesce a disegnare calcio senza problemi, con quel suo piedino magico che ricorda tanto il Walter Gargano dei tempi d’oro.
Si mette in mostra in particolare in occasione del primo gol stagionale, dove realizza una parabola da fuori area che non si vedeva da chissà quanti anni.

BRATE BROZO 77: ADDIRITTURA DUE GOL DA FUORI AREAAA IN UNA SOLA PARTITA MA COSA STA SUCCEDENDOOOOO Il cielo è nerazzurro sopra Lugano, per la seconda volta di fila l’Inter si aggiudica la Casino Lugano Cup.
E C’È ANCORA GENTE CHE CI SFOTTE PERCHE’ NON VINCIAMO. MAH…

GAGLIARDINI 6: Impegna Baumann con un colpo di testa ma non sa che siamo davanti alla versione svizzera di Neuer, o di Consigli, o di Dragowski. Sparisce un po’ per volta anche lui mentre Ausilio, stregato, va dalla dirigenza svizzera per imbastire una trattativa.

PERISIC 6: Quando vedi 2 su 2 brati che si impegnano e corrono durante un’amichevole estiva significa che in questi giorni Andonio deve averli terrorizzati  motivati proprio per bene.
Questo nuovo ruolo SEMBRA calzargli proprio a pennello. Se continua così quest’anno può ripercorrere le orme di Nagatomo e Jonathan con Mazzarri e potrà arrivare anche lui a 10 gol.

SAMUELE LONGO 9: LUKAKU RESTA PURE IN AUSTRALIA O DOVE CAZZO SEI.
Che ce ne facciamo di un attaccante da 80 milioni quando ne abbiamo già uno fortissimo da trentamila lire? Lo ripetiamo da giorni, lui si sta finalmente convincendo dei propri mezzi: QUESTO È IL SUO ANNO.
#TIEN, #RILANC. Il Mitt più vecchio della storia dei Mitt, a 27 anni suonati finalmente gioca la sua terza partita con l’Inter.
E il pensiero torna subito al suo esordio a San Siro, in quella calda notte di mezza estate, con quello 0-2 ai preliminari contro l’Hajduk Split. Si vedeva già che fosse un predestinato, ora è il momento di zittire tutti gli scettici.

Sabato 20 Luglio: Manchester United-Inter: Ciccio Lukaku da una parte, Samuele Longo dall’altra. La resa dei conti.

E per favore dategli la 9 tanto ormai è libera.

ESPOSITO 6: Dopo la doppietta di Karamoh dell’anno scorso (ah a proposito, #RIPIGL) la C.L.C. si riconferma come una competizione fortunata per i MITT.
Esposito mette in mostra tutti i lati positivi della mittanza, e il suo compito è anche complicato, perché gli tocca giocare dall’inizio, quando la partita ha ancora un minimo di senso logico.

Quanto detto per Longo vale anche per lui. Il tandem dei sogni per la prossima stagione ce l’abbiamo già.

GIRANDOLA DI CAMBI AL 62′: DA QUI IN POI DIVENTA UNA PARTITA SERIA.

NTUBE 6: Esordio di una nuova generazione di Mittini in quel di Lugano. Il primo del gruppo è Michael Ntube, per gli amici You. Si perde un attaccante del Lugano in occasione del gol, ma con la pressione della 96 di Gabigol sulle spalle è comprensibile un piccolo errore.

…E poi mica potevamo sperare di andare negli spogliatoi sul 2-0 in tranquillità.

Dovevamo morire di ansia nel recupero anche per un’amichevole.
Si stava già avvicinando lo spettro dei rigori con Baumann che li parava tutti e ci soffiava la coppa da sotto al naso. Per fortuna ci ha pensato………..

….IL CAPITANO ANDREA RANOCCHIA 10: IMMENSO.
Siamo stati tutto il tempo a ignorare la partita e a guardare il suo riscaldamento, insieme al suo super team composto da un gruppo di giovanissimi Mitt, nonno Borja, DALB e il Bello. La perfezione.
Andreone ha guidato senza paura la sua armata, prima a bordo campo e poi dentro, sfiorando anche il gol di testa su calcio d’angolo.
Peccato, o forse meglio così. Ci siamo risparmiati di fare un’invasione di campo e venire schedati dalle severissime autorità svizzere.

PIROLA 6.5: Ottimo esordio anche per la fusione tra Pinamonti e Merola. #MITT prima che vada in comproprietà al Chievo.

TINO LAZARO 1+9: Aspettavamo soltanto l’annuncio del numero di maglia per ordinare una vagonata di Tiffany del nuovo Mitt dei Mitt.
Ci regala una battuta scontata quando scivola sul pallone ma poi, da bravo Lazaro, si rialza. (Scusate era pessima ma doverosa).
Questo a San Siro diventa un’idolo, se alla prima di campionato al 5′ minuto non siamo avanti 1-0 diamo il via alla rivoluzione.
Ha TUTTO quello che serve: bandana, treccine, tatuaggi, skills, corsa, personalità, simpatia, bellezza, è il giocatore PERFETTO.

NONNO BORJA 6: Fa piacere vedere che sia ancora dei nostri e stia bene dopo una settimana così tosta. Stia bene, tante belle cose, saluti a casa.

JOAO MARIO 1+5: Ultimamente Joao lo stiamo vedendo un po’ moscetto, no, non dal punto di vista fisico, lì è sempre tonico da fare invidia e lucido come un’uovo di cioccolato la mattina di pasqua, ma mentalmente lo abbiamo visto un po’ appannato. Pochi sorrisi, testa bassa, poco affetto in generale nei suoi confronti.
Ricordatevi che quella verso il bello non è ironia da due soldi della serie “ah ah sei bello, ma quand’è che te ne vai?” Dobbiamo OSANNARLO come l’anno scorso a Lecce quando Froggy chiese al pubblico di applaudire.

AGOUME’ 10: MITTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTT aggreghiamolo in prima squadra prima di subito. Questo è un altro fenomeno. Ricorda un po’ un mix tra Viera, Kondo e Gnoukouri dei tempi d’oro. È proprio il profilo di giocatore che ci serve.

VERGANI 6: Questo è proprio a rischissimo, in campo si nascondeva e cercava di non farsi notare.

Ausilio è sulle sue tracce da settimane e sta cercando di plusvalenzarlo in tutti i modi possibili.
Da un momento all’altro potrebbe finire in prestito biennale alla Triestina con diritto di riscatto che diventa obbligo dopo un tot di presenze e percentuale di guadagno del 50% sulla prossima cessione oltre a gentlemen agreement con i dirigenti friulani. Resisti, amico.

DALB 9.5: Eletto migliore in campo nel nostro sondaggio su instagram, DALB dimostra grande professionalità in campo: non snobba l’amichevole ma la tratta come tutte le altre, cagandosi sotto esattamente come in una partita vera.
Fa piacere rivederlo in campo, visto che ultimamente non si sentiva più parlare di lui e sembrava quasi che lo avessero messo fuori squadra, senza nemmeno una dichiarazione in stile Icardi-Radja.
Anzi, forse è ancora lì proprio per fare un dispetto a Icardi e Radja.
Bisognerebbe indagare.

CONTE 10: È ancora un po’ strano vederlo lì, un po’ come Longo titolare, o Candreva senza barba, ma alla fine ci si fa l’abitudine.
A bordo campo è tostissimo, urla dall’inizio alla fine, titolari o MITT non importa.
Il suo segugio Pintus segue tutti durante il riscaldamento per assicurarsi che non facciano scherzi, soprattutto Dalbert.
Ma davvero basterà un regime duro per arginare la Crisi Inter?
“Non più pazza”? Vallo a dire a Leotrim Kryeziu.


Comunque soltanto con questi 11 titolari in tutte le partite vinceremmo il Triplete a occhi chiusi.

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.