Mai in B, mai banali

Febbraio 14, 2019

Cari amici di Ranocchiate, “se non la ami quando perde, non la amare quando vince”.

Avete presente Beautiful? Gente che muore, gente che va via e poi torna, gente che…gente.

Ecco, l’Inter è più o meno la stessa cosa, solo che al posto di esserci Ridge, il Crilin della serie, da noi resuscita la crisi.

Mio dio, persino il medico più devoto al giuramento di Ippocrate si romperebbe il cazzo di starci dietro per mantenerci in vita.

Persino nella sinistra italiana ci sono meno rivolte interne: sembrava fatta dopo la vittoria con il Parma, vero?
La vittoria scaccia-crisi, dicevano.

AH SI?! E ALLORA RIVOLTA INTERNA CHE CIVIL WAR SPOSTATI SIA.

Il lato negativo? Per quello che filtra, nello spogliatoio si respira la stessa magica atmosfera tipica delle esotiche atmosfere di Baghdad.

Il lato positivo? Non ci si annoia mai. Nulla è scontato.

Lo sa bene Marotta, che ha capito che fare il dirigente nelle nostre fila non è tanto una questione di bravura, ma di carattere.

E, come ciliegina sulla torta del disagio, oggi celebriamo il ritorno nella più #mitt fra le coppe contro una squadra sconosciuta.

In pratica “Le regole del delitto perfetto”.

Ebbene si: terremoto in casa Inter, la fascia di capitano passa a Samir, Icardi non convocato.
Ah no, era stato convocato ma non ha voluto accettare la convocazione.
Ah no, lui sarebbe andato ma Wanda richiedeva un bonus per la trasferta internazionale perché Mauro è più bello degli altri.

Ah, Wanda.


Da First Lady a First Fottiti è un attimo.

Che poi, come se non bastasse, proprio nelle ultime ore è anche filtrata la notizia di uno scontro a muso duro fra Perisic e Icardi.

“Dici a tua moglie di smetterla di parlare di me in televisione”.

Ecco, Wanda, una cosa: ci sono un paio di giocatori con cui eviterei di avere problemi.
Skriniar non merita motivazioni.
D’Ambrosio perché ha le giuste conoscenze.
E Perisic.

Perchè?

Voi lo provochereste uno così? Io no.
Perchè “sò testardo, ma mica ‘so un cojone”, come direbbe Daniele Silvestri.

Si vis pace para bellum, o almeno speriamo: la guerra c’è, speriamo arrivi la professionalità e la conseguente pace.

Perché qui siamo all’Inter, non a Uomini e donne.

Mauro, un timido appello da un tuo estimatore fin dai tempi della Samp: qui qualcuno ti sta facendo pesare un aut aut fra gli amori della tua vita. Un Capitano, saprebbe capirlo. Dovrebbe capirlo.
E no, non siamo noi ad averti dato questo ultimatum.

Un saggio uomo definì la fascia di capitano “un pezzo di stoffa”: non si diventa capi di nulla con quella fascia, ma simbolo ed espressione della forza d’animo di quella squadra. Leader, non capi.

Il nome, il cognome e la derivante religione a cui ha dato inizio, li conoscete già.

Il resto è Rapid Vienna – Inter. E speriamo sia quello che conta.

 

 

Aspirante psicologo, inguaribile romantico, di fede interista (Javier Zanetti: ora pro nobis). In questo strano mondo dove tutti si prendono troppo sul serio, mi piace raccontare le cose e le persone osservandole con l’occhio di chi, troppo sul serio, non ci si è preso mai. Se mi dici “si vede dalla faccia che sei interista”, ti sorrido e ti offro anche un caffè.