IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: CENTROCAMPISTI

Giugno 13, 2018

VECINO 6: Il suo arrivo estivo nasce in seguito a una sbronza colossale sulla terrazza del 109° piano del Quartier Generale Suning, in un’afosa sera d’estate a Nanchino. Ci sono Piero, Sabatini e Zhang che tra una birra cinese e l’altra fanno a gara a chi la spara più grossa. A un certo punto Sabatini, annebbiato (nel vero senso della parola) da un letale mix di marlboro e smog cinese se ne esce con un “Vuoi vedere che ti porto in Champions con il centrocampo della Fiorentina?”    “Ahahahahahaahahah”
E così con buona pace di Di Maria, Pastore, Nainggolan e Lavezzi che avevano già il biglietto pronto per Milano, andiamo a fare gli sbruffoni dai Della Valle della serie “weeeeeee ciao poveriiiiii” e paghiamo di strafottenza la clausola da 25 MILIONI.

Svanito l’iniziale momento di euforia e sballo Sabatini  si rende conto di quel che ha fatto e si chiede “Ma non l’avrò combinata un po’ troppo grossa?”

“Naaah tranquillo, una volta ho pagato Kondogbia 40 milioni” risponde Ausilio.

La stagione di Mati inizia con i migliori auspici, quelli della GARRA CHARRUA.

Dopo le magie di Carini, Pacheco, Sorondo, el Cacha Forlan e Palito Pereira non vediamo l’ora di ammirarla ancora una volta.

L’andamento è a dir poco altalenante: Pippa. Nuovo Gerrad. Bidone. Nuovo Viera. Pacco. E così via…

Un giorno Matias passeggiando per le vie del centro di Milano viene adescato da uno strano signore in felpa verde. Intonando Va’ Pensiero e baciando strane ampolle di acqua del Po viene catechizzato all’insegna del ROMA LADRONA.

Vecino è un ragazzo completamente trasformato, appena vede giallorosso si infiamma, segna alla Roma sia all’andata che al ritorno. Ma la parte migliore arriva quando scopre che anche la Lazio è una squadra romana. Ultimo cross decisivo, LA PRENDE VECINOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO e il resto è storia.

Il suo gol ci porta in Europa, per la gioia in primis di Adani e  poi anche di tutti i tifosi interisti.
Matias non la prende affatto bene.
“IN EUROPA? MA CHE CAZZO STATE DICENDO?”  #VecinExit.

BORJA VALERO 6:  Arrivato per sbaglio nella trattativa tra Sabatini e Corvino, quando Ausilio fattissimo lo vede e ridacchia “ahahah guarda che bel pelatinoooo”, Borja batte lo scetticismo iniziale e si fa subito consegnare le chiavi del centrocampo. Anche perché a Joao Mario, Brozo e Kondogbia Spalletti non avrebbe affidato nemmeno le chiavi del bagno della pinetina.

Borja stupisce subito per la sua velocità di pensiero e anche fisica, che è molto meno peggio di quel che ci si potesse aspettare.
Purtroppo con il proseguimento della stagione Borja sembra rallentare, o forse sono quelli intorno a lui che finalmente iniziano a correre, e anche mentalmente non sembra più freschissimo come a inizio stagione, o forse anche qui sono i suoi compagni che iniziano finalmente a far girare la ruota da criceto che hanno dentro la testa. (Ogni riferimento è puramente casuale)

Insomma il povero Borja da vero uomo vissuto è sempre stato al 100% se stesso, è il mondo intorno a lui che è cambiato così in fretta.


GAGLIARDINI 6:
Quello arrivato a gennaio dello scorso anno sembrava un giocatore completamente diverso, piedi buoni, visione di gioco, discreta propositività offensiva. Infatti se non ho le allucinazioni mi pare che nella sua partita di esordio contro il Chievo abbia sfiorato il gol in almeno 3 occasioni, e che  nel corso delle restanti partite un altro paio li abbia segnati.

L’incontro con Spalletti gli cambia completamente volto, lo ingabbia nella linea a 2 davanti alla difesa a fare legna. Tanta sostanza e pochi fronzoli. Un po’ come un Felipe Melo per Mancini.

Basta incursioni nell’area di rigore, ma solo tante tante tante botte

E SARAIIIII POTENTE COME UN VULCANO ATTIVOOOOOOO
QUELL’UOMO SARAI CHE ADESSO NON SEI TUUUUUUUUUUU

Gaglia inizialmente patisce un po’ questa trasformazione ma quando la squadra viene amalgamata per bene, con Brozovic e Rafinha, inizia a far vedere delle buone cose.

Insomma questa stagione si può considerare come un anno zero per Gagliardini, sperando che non sia uno degli 8 “anni zero” consecutivi come nel caso del progetto dell’Inter.
È un giocatore ancora in fase di evoluzione e non c’è niente di meglio di un bel Inter-Qarabag agli ottavi di Champions League per vedere di che pasta è fatto.

JOAO MARIO 2:

C’è altro da scrivere su uno che è riuscito a far PASSARE ALLA STORIA ANTONIO DONNARUMMA?
Dobbiamo aggiungere altro, davvero?

Joao Paccao, il classico bello ma stupido, non smentisce lo stereotipo. Gioca in campo con un’intensità pari a quella del sonnellino pomeridiano di Borja Valero sul divano davanti a Forum. Trotterella in campo e passeggia cercando le margherite e specchiandosi.

TUTTO QUESTO CON LA NUMERO DIECI SULLE SPALLE.

OH GUARDA CHE E’ STATA DI JO-JO JOVETIC, UN PO’ DI RISPETTO EH GRAZIE.

A gennaio viene giustamente spedito in Inghilterra, dove lo sfruttano un po’ per la sua bellezza prima di rispedirlo al mittente.

Nel mezzo un’infinità di occasioni per stare zitto sprecate, che hanno definitivamente fatto chiudere i rapporti, facendo restare solo rancore e odio.

E pensare che avremmo potuto anche organizzarti una campagna per il #RIPIGL.
Ingrato.
È questo il problema con voi bellissimi ma impossibili.

Ora vedi solo di fare qualche gol ai mondiali così ti vendiamo per bene e tanti saluti.
L’acquisto più costoso nella storia dell’Inter…

BROZOVIC 8:
Con l’avvicinarsi degli esami in milioni di studenti stiamo pensando la stessa cosa: “VOGLIAMO QUELLO CHE HA PRESO BROZOVIC”.

Inspiegabile un finale così glorioso dopo mesi e mesi di cazzeggio assoluto.
Ma cosa gli è successo? Ti prego Brozo svela il segreto.

Devo sposarmi? Oppure trovare un social media manager? Oppure devo iniziare a vendere maglie? BROZO PARLA. COSA TI HANNO FATTO. COSA È SUCCESSO?

Rapimento alieno? Scambio di persona?

A gennaio sembrava quasi in partenza direzione Siviglia, i fischi assordanti contro il Bologna sono stati il momento peggiore in cui tutto sembrava perso.
E invece da lì in poi finalmente Brozo ha iniziato a fare il Brozo, quello che intravedevamo solo a sprazzi in lui, e proprio per questo motivo ci faceva incazzare e accanire sempre di più. Perché i colpi li aveva e si vedeva benissimo. Era uno di cui non si poteva proprio dire che fosse scarso, mancava solo una cosa: la testa.

È un sogno che diventa realtà. Uno dei miei giocatori preferiti dell’Inter, avevo anche la sua figurina attaccata in camera, che faceva di tutto per farsi odiare. E invece alla fine finalmente le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto.

Ma visto che non si spiega cosa sia successo, facciamo come ogni volta in cui succede qualcosa di bello: VOGLIAMO CREDERE CHE SIA MERITO NOSTRO.

ANCORA UNA VOLTA QUI SU RANOCCHIATE ABBIAMO SALVATO TUTTO.

DOPO #RANOCCHIATITOLARE, DOPO #MITT ECCO ANCHE #HARDWORKBROZO.

Fieri di aver collaborato con le pubblicità del suo SUPER EPICO INNOVATIVO BRAND HARD WORK BROZOVIC 

Il patto era semplice. Noi ti pubblicizziamo le maglie, tu ci porti in Champions. COINCIDENZA? IO NON CREDO.

DA QUANDO ABBIAMO MESSO I LINK NEL PAGELLONE, PER MAGIA LE SUE PRESTAZIONI SI SONO IMPENNATE. Promessa mantenuta.

E il tag per @Ranocchiate su Instagram direttamente dalla festa Champions all’Olimpico? Non possono essere solo coincidenze.


Sì ok adesso arriverà Spalletti che dirà “gli ho cambiato ruolo, sistema tattico e bla bla bla…”

Non ascoltatelo.

RICORDATEVI: HARD WORK EPIC BROZO 77.

RAFIGNA 10: “VOGLIAMO PASTORE” “PRENDIAMO PASTORE” “DAIII PASTORE”
Facendo un tuffo nel passato, tra dicembre e gennaio l’argentino del PSG sembrava il regalo perfetto. E invece all’improvviso Pierino nella calza della befana ci ha portato la sorpresa Rafigna.
Sorpresa in prestito con diritto di riscatto a cifre altissime, ma vabbé, sono dettagli. Sempre meglio del carbone no??

“Non gioca da una vita, viene da un brutto infortunio, non potrà aiutarci più di tanto” e invece pur con una condizione fisica ancora precaria si inserisce subito alla perfezione e diventa un elemento imprescindibile della squadra.
Purtroppo qualche volta Spalletti lo fa riposare un po’ troppo, non fidandosi dei 90 minuti nelle sue gambe. Beh senza di lui la squadra non riesce proprio a girare.

Rafigna porta la ventata di freschezza che serviva in una squadra ormai praticamente in apnea. Debutta giocando UN MINUTO contro la SPAL, buttato in campo per disperazione dopo l’1-1 di Paloschi. Probabilmente uno dei momenti più bassi della stagione.
Un po’ per volta (ma non troppo) si carica la squadra sulle spalle dimostrando personalità da leader e intelligenza. Dopotutto crescere nelle giovanili del Barcellona a qualcosa serve.

In campo dà indicazioni ai compagni, li incoraggia, tiene il gruppo unito come se ne facesse parte da sempre. In campo è sempre l’ultimo a mollare, lo dimostra anche il gol al Sassuolo in quella serata nerissima.

La qualificazione in Champions era la condizione sine qua non per il #RISCATT. Beh, è arrivata. ORA CARI SUNING E BARCELLONA NON FATE SCHERZI SE NO VI PIANTIAMO UN CASINO CHE NON FINISCE PIU’.

È stata un’esperienza meravigliosa in cui è sbocciato IL VERO AMORE. Facciamo sì che continui.

NON  POTETE SPEZZARE IL NOSTRO AMORE.

NON CI FERMERETE MAI.

Vogliamo il #RISCATT. Niente scuse. Niente alibi.

QUESTA È UNA MINACCIA.

NON SOTTOVALUTATE MAI IL POTERE DI RANOCCHIATE.

“DELIRI DI ONNIPOTENZA?” AHAHAHA STAREMO A VEDERE.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.