Ricardo Quaresma: Un uomo chiamato Trivela.

Dicembre 10, 2018

Ricardo Andrade Quaresma Bernardo era potenzialmente il MITT definitivo. Ripercorrendo il solco tracciato anni prima dal Cecchino Andy, l’ala portoghese aveva tutto, ma davvero tutto, per entrare prepotentemente nei nostri cuori.

Con l’olandese condivideva il ruolo, la passione per la maglia numero 7, la sobrietà, e la tendenza a fare numeri inutili in momenti decisamente poco opportuni. Tuttavia, possiamo considerare Quaresma una digievoluzione rispetto al suo predecessore. Egli è infatti il primo, e unico, giocatore nella storia del calcio ad avere una propria mossa finale. Dopo l’idropompa di Blasotise, l’RKO di Randy Orton e l’Onda Energetica di Goku, il mondo nerazzurro è stato testimone della Trivela di Quaresma.

La Trivela è un colpo potentissimo, bellissimo esteticamente, ma soprattutto inutile come uno scolapasta durante un’alluvione. Nelle poche occasioni in cui il pallone non finisce nella schiantosfera però, il risultato è veramente incredibile. E’ lo stesso Quaresma a spiegare come gli sia venuto in mente di iniziare a calciare in quel modo e, incredibilmente, l’uso di oppiacei persiani non fa parte di questa spiegazione:

“Avevo i piedi storti verso l’interno e mi veniva da toccare il pallone così: sempre d’esterno e sempre con il destro […]. L’allenatore non ne poteva più e un giorno mi fa: ‘Se calci un’altra volta in quel modo, ti mando fuori’. Un’azione dopo ero già nello spogliatoio, tristissimo. Lui voleva solo che migliorassi, ma poi si è rassegnato: quel colpo mi “usciva” e tuttora mi “esce” così, naturale”

Ma non finisce qui. Il portoghese non rivoluzionò il calcio solo grazie alla sua mossa finale, ma anche grazie al fatto di essere stato il primo vero calciatore da video su Youtube. Nel 2007 chiunque avesse la fortuna di essere in età puberale e di possedere un Nokia marcissimo da 250 mega di memoria poteva godere di 4 cose: immagini glitterate della A-Style, video porno in 2 pixel, Goku_ Super.Sayan_InTheEnd.vid e ovviamente Ricardo Quaresma Best Skills con in sottofondo Satisfaction di Benny Benassi.
A distanza di anni su Youtube si possono trovare talmente tanti video di Quaresma che fa tamarrate da poter ricreare l’istituto Luce appositamente per divulgarli nelle scuole calcio per ore.

Nel 2003 ci sono due giovani giocatori che stanno facendo impazzire i tifosi dello Sporting Lisbona, uno è Ricardo Quaresma, l’altro un certo Cristiano Ronaldo. Nell’estate di quell’anno il Barcellona si fa avanti con l’agente dei due giocatori, Jorge Mendes, dicendo di essere interessata a uno dei due. Dopo varie elucubrazioni il club decise di virare deciso sul Trivela. Insomma, è un po’ come se Neo in Matrix tra la pillola rossa e la pillola blu avesse scelto il cianuro. Dopo un anno a dir poco deludente il Trivela viene rispedito in Portogallo dove ritroverà serenità e dove tornerà a deliziarci con grandi numeri, favorito anche dal fatto che le strategie difensive delle squadre portoghesi non fossero propriamente ispirate al Vallo di Adriano.

Ricapitolando: arrivati all’estate del 2007 ci trovavamo davanti a un giocatore coi piedi storti, capace di giocate tanto belle quanto inutili, con una sua mossa finale, pieno di video su YouTube, con un clamoroso fallimento alle spalle e con tutta l’aria di voler continuare a fare schifo a lungo. Potevamo forse lasciarci scappare uno così? L’unica ala al mondo che gioca a destra per rientrare sul destro? Ovviamente no. Sotto indicazione del neo-allenatore Mourinho decidiamo di investire un rene per completare il reparto d’attacco atomico insieme a Ibrahimovic e Diamantino Mancini.

Già dalla presentazione si poteva intuire il disastro a cui stavamo andando incontro. Il ragazzo si presenta con capelli laccati stile Fabrizio Corona, due diamanti come orecchini talmente grossi da impallare le luci dei cameramen, maglia numero 77 e promesse di vincere il pallone d’oro entro 3 anni. Ma come si dice, l’amore è cieco e tutto il popolo nerazzurro, specialmente i più giovani, lo amavano .Chi dice il contrario mente.

All’esordio a San Siro contro il Catania lo stadio è pieno quasi esclusivamente per vedere uno dei suoi colpi. A ogni tocco si alzano ululati entusasti, e a fine primo tempo, con la squadra in vantaggio, ecco la sua mossa finale. Palla sulla destra, stop di destro, rientro col destro, trivela di destro, GOOOOOOOL. Apoteosi, delirio, transumanza, sono solo alcune delle parole in grado di descrivere quel momento. Certo alcuni haters potranno sottolinare la presenza di una deviazione e che senza di essa la palla sarebbe finita a Busto Garolfo, ma le immagini parlano chiaro e queste sono solo fake news.

Ecco, si può dire che l’esperienza di Quaresma in nerazzurro finisca qui.

Dopo diverse prestazioni oscene viene spedito in vacanza studio in Inghilterra, che comunque sapere le lingue è importante. Rientra nell’anno d’oro del Triplete, prendendo la maglia numero 7. A una certa imbrocca pure una partita decente contro la Fiorentina ma viene falciato da Cristiano Zanetti (TU SIA MALEDETTO OVUNQUE TU SIA!) e non riuscirà più a riprendersi.

Alla fine, la maledizione del 7 colpisce ancora e il portoghese viene venduto in Turchia al Besiktas per 4 soldi. Da qui in poi inizierà uno strano giro che lo porterà a giocare in Turchia, Emirati Arabi, di nuovo Portogallo e di nuovo Turchia. Incredibilmente riesce in tutti questi anni a rimanere pure un punto fermo della nazionale riuscendo anche a portare a casa uno storico Europeo diventando il MITT del Portogallo. All’ultimo mondiale della sua carriera, quest’anno, decide di lasciare la nazionale regalandoci per un’ultima volta, nella competizione più importante del mondo, il colpo più bello del mondo.

Ci lasciamo così, riammirando quello che forse è uno dei colpi più belli e improbabili della storia del calcio, Creato da uno dei calciatori più belli e improbabili di sempre. Avrai fatto anche schifo, davvero schifo, ma ti ho amato e ti amo ancora come un insegnante ama segretamente l’alunno bravo, ma che non si applica.

Obrigado Ricky,

#TeamTrivela

Twittatore amatoriale, tennista mediocre, musicista scarso e tante altre cose che mi rendono un vero Dalbert. Vivo la mia vita un quarto di Trivela alla volta e sono sessualmente attratto da AK87. Per info e collaborazioni cercate quello con la maglia di Jonathan a San Siro.