Ridere o piangere? Sassuolo-Inter, il prepartita di Ranocchiate

Dicembre 17, 2016

A cura di Federico Viafora

Nella settimana in cui l’Inter ha mostrato la sua faccia felice (sì, anche Handanovic ha fatto finta di sorridere) tra cene ufficiali e lustrini delle Wags, tra proclami di grandeur di Zhang jr ed un Pioli che dimostra di avere la pazienza di un santo per rispondere alle ennesime domande su Gabigol, il calendario porta in dote, come penultima gara di questo sciagurato 2016, la trasferta di Sassuolo, anticipo domenicale della 17esima giornata di Serie A. Nei 17 incontri disputati alle 12.30, l’Inter ha raccolto 9 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, di cui, guarda caso, due arrivate proprio contro la squadra romagnola ( Inter-Sassuolo 0-1 del 10/01/16 e Sassuolo-Inter 3-1 dell’1/02/2015), mentre l’ultimo ha portato solo un punto in quel di Verona, contro il poi retrocesso Hellas, con il pirotecnico 3-3 dello scorso febbraio.
Nei 6 precedenti regna l’assoluta parità, con tre vittorie a testa: quella che infatti sembrava essere una squadra portafortuna per i nostri colori, con due 7-0 subiti (uno a domicilio ed uno a San Siro) inframezzati da un 1-0 nelle prime tre sfide, ha invertito il trend negativo vincendo per tre volte di fila, l’ultima nel maggio scorso, con la doppietta di Politano e le reti di Pellegrini e Palacio, a chiudere un campionato da psicosi per l’Inter di Mancini.

QUI INTER – I nostri arrivano a Sassuolo per cercare una vittoria esterna che manca dalla trasferta di Empoli (0-2 firmato Icardi), cui sono seguite 7 sconfitte ed un pari (nel derby), di cui l’ultima, umiliante, a Napoli. Vincere significherebbe dare continuità alla prestazione contro il Genoa, che pur poco convincente nel primo tempo, ha finalmente restituito ai nostri occhi un gruppo in grado di vincere soffrendo, bollino delle grandi squadre… Ma noi lo siamo? Al Mapei Stadium l’ardua sentenza.

QUI SASSUOLO – La squadra di Di Francesco sta pagando un prezzo altissimo per la cavalcata della scorsa stagione e per aver iniziato prestissimo quella in corso: nella sfida del Franchi, infatti, ha perso Magnanelli, Gazzola e Cannavaro, che si aggiungono ai vari lungodegenti come Biondini, Duncan, Politano e Berardi. La situazione non migliora passando dall’infermieria al campo: il 15esimo posto, frutto dei 17 punti conquistati, è figlio di una flessione clamorosa che ha portato appena 7 punti nelle ultime 12. Sarà ancora una volta l’Inter a risvegliare istinti barcelloneschi nell’avversario di turno?

PIOLI E MERCATO – Nel frattempo, Pioli si è raccontato ai microfoni di Mediaset Premium, dove ha parlato del dualismo fra Banega e Joao Mario, descritti come giocatori più portati alla fase offensiva che non a quella difensiva (davvero Evèr non difende? Non ce n’eravamo accorti!), delle potenzialità di Gabigol, che sicuramente non sono racchiuse nel prezzo del suo cartellino come vorrebbe far credere il suo agente Wagner Ribeiro, e di come la partita col Genoa abbia dimostrato, ancora una volta, la necessità di crescere difensivamente.
Sul fronte mercato, l’Inter ha pronta una piccola rivoluzione: almeno in 10 sono a rischio, tra chi avrà l’occasione di mettersi in luce in prestito (si parla di Miangue e dello stesso Barbosa vicini al Cagliari) e chi, in casa nerazzurra, ormai è di troppo: da Jovetic a Biabiany, da Melo a Kondogbia, la necessità è far cassa, da reinvestire immediatamente su un centrocampista di rottura: Rincon e Badelj, ma anche Lassana Diarra e Obi Mikel, i nomi più caldi.

LEONARDO BIS – Nel frattempo, in società, ci si sta muovendo per rafforzare anche l’organico fuori dal campo: confermato come CEO Liu Jun fino a giugno, sembrano avviati i contatti con Leonardo, che tornerebbe volentieri a difendere i colori nerazzurri, non più come allenatore ma come Direttore Generale.

PROBABILI 22 – Pioli orientato verso la conferma della difesa a 3, che vedrebbe ancora D’Ambrosio al fianco di Miranda e Murillo, con Ranocchia ancora da valutare; possibile chance per Biabiany e Nagatomo da tornanti, con #EpicBrozo e Joao Mario a completare la linea a 4, e davanti ritorno al tridente pesante con Perisic e Candreva ai lati del capitano; al contrario, un ritorno ai 4 in difesa scalzerebbe dal campo Biabiany, con possibile inserimento di uno fra Banega ed Eder in trequarti. Occhio, però, alle quotazioni di Felipe Melo, sempre più in salita con Pioli, come dimostrato dal buon secondo tempo di domenica sera.
Dall’altra parte, il Sassuolo non ha alternative, con Acerbi stakanovista ancora in campo, il tentativo di recuperare Mazzitelli e il tridente formato da Ricci, Ragusa ed il capocannoniere Defrel (6 gol in stagione), cui si aggrappa Di Francesco, visto che ha già punito l’Inter in passato con la maglia del Cesena.

 

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.