Spal-Inter il pagellone di Banksy Luciano

Ottobre 8, 2018

HANDANOVIC 10: il nostro batman continua a mantenere livelli che noi comuni mortali possiamo solo invidiare e sognare. Non solo tutte le parate contro gli scatenatissimi spallini (Il gol di Paloschi non conta, LUI ci deve fare gol per forza) ma anche il rigore PARATO ad Antenucci.
L’attaccante l’ha tirata fuori, certo, ma è stato bravissimo Handa ad ipnotizzarlo con la sua mossa della statua greca, e a battezzare il pallone oltre il palo con freddezza olimpica (livello olimpiadi invernali in siberia)

VERSALICO 6: Lo mandiamo finalmente in campo dopo due mesi di attesa, facendoci il segno della croce e mettendogli al posto dello sponsor Pirelli la classica scritta FRAGILE.
Manco per sogno. Ce lo prendono a calci e spintoni peggio di un film di Bud e Terence Hill, con Fares e un altro tizio di cui non ricordo il nome nei panni dei due eroi.
Spalletti gli urla “SIMEEE CERCA DI ADOTTARE UN APPROCCIO LEGGERMENTE PIÙ DIPLOMATICOOOO” ma in quanto a psicopatia Vrsaljko è secondo solo a Lautaro, e potete immaginare quanto sia stato inutile il tutto.
C’è da dire che, a parte i mini attacchi di panico a cui ci ha costretto, ha dato dei primi segnali positivi, perlomeno abbiamo visto battere un corner lungo e forte al posto dei soliti passaggini di merda

SKRINIAR 7: Partita tranquillissima per Skriniar che vedeva correre avversari indemoniati da una parte e dall’altra ma li gestiva con semplicità come se fossero dei pupazzetti di animal crossing. Un paio di volte ci ha provato PetagnAHHAHA ma l’unica cosa che lo mette in difficoltà è l’assenza della sua OTP ufficiale De Vrij.
Sembra pronto per la sfida contro i suoi omonimi scarsi

MIRANDA 5: Accusateci pure di essere di parte, ma il fatto di chiamarti Joao ed essere capitano del Brasile non ti assicura automaticamente il posto da titolare.
Chiamarsi Andrea ed essere il capitano dell’Inter potrebbe invece assicurarti almeno una maglia.
Cosa manca a Froggy rispetto al Miranda di inizio stagione è una domanda a per cui siamo troppo affezionati per poter rispondere obiettivamente, ma siccome la matematica non mente possiamo dire che nello stesso numero di presenze di Miranda di questa stagione, il vero proprietario della 23 anziché provocare due rigori aveva segnato due gol.
Insomma il #RANOCCHIATITOLARE dovrebbe essere solo questione di tempo in un mondo meritocratico.

ASAMOAH 6.5: Con anni e anni di karma negativo in sponda rube da scontare, al buon Asamoah per la legge del contrappasso capita sempre l’avversario rompicoglioni di turno. Non bastano Chiesa il simulatore e Chucky la bambola assassina, a questo giro arriva pure Lazzari, soprannominato da Kwadwo “Alzati e cammina”.
Abbiamo paura solo ad immaginare cosa sarebbe potuto accadere in queste partite se al posto di Asa avessimo avuto un terzino a caso degli ultimi 7 anni.

VECINO 6: Partita in cui è visibilmente ostacolato dalla tensione. Contro la Spal??
Macché, con Trevisani e Adani in tribuna!
Deve guardarsi dalle avances di Adani e dall’artiglio di Trevisani per cui gioca un po’ con il freno a mano tirato.

NONNO 7: Ottimo vice Brozovic, gli anziani sono un elemento chiave della nostra società e spesso sbagliamo ad emarginarli, accantonarli e sottovalutarli senza motivo, se non i soliti pregiudizi come quello per cui a 78 anni non puoi più correre come un Epic Brozo.
Serve più rispetto in questa società. Noi di Ranocchiate per il sociale ci teniamo.
Tornate a casa, date una carezza a un anziano, e ditegli che è la carezza di Ranocchiate.

NAINGGOLAN 7: Non trova il bis del gol dopo Eindhoven ma è l’unica cosa che gli manca della partita di ieri. La corsa, la tecnica e gli insulti alla terna arbitrale sono quelli da Radja al top.
Nel finale si sente un suo “Oh Matte’ ma sta cosa della birra dagli spalti com’è che funziona?”

GAGLIARDINI 6: Entra e prova a imitare Nainggolan nonostante il “non provateci a casa” gigante in sovraimpressione

PERISIC 6: Una partita abbastanza sottotono, ma non per gli standard recenti di Perisic. Si limita a corrichiare e ad alzare il pollice per complimentarsi con i compagni per i palloni su cui non riesce ad arrivare. Ma la palla per il 2-1 di Icardi è una vera delizia

KEITA 6: Non è proprio la sua serata, perde un duello psicologico con Gomis ma abbiamo capito che il piano mentale non è il suo forte.
Serve una svegliata prima di trasformarsi in un Mauro Zarate senegalese.
E nel frattempo MITT incanta in Francia…

ICARDI 9: Partita da 9 vero per Maurito, che dopo Vicari aggiunge Djourou alla lista degli “autogol contro la Spal”.
Mette subito le cose in chiaro con Felipe dal Bello, prima di tutto perché in quanto ex non dovrebbe rompere così le balle, e in secondo luogo perché di Bello c’è solo Joao Mario e basta.

POLITANO 6: Entra, tiene palla, perde tempo e aspetta invano che qualcuno dagli spalti del Mazza gli lanci una birra.

LAUTARO 8: Entra e si sa che seppure in pochi minuti e in un momento difficoltoso aiuterà alla rimonta.
Non segna, ok, ma dopotutto non si chiama mica Paloschi. Però aiuta a impensierire la difesa e propizia l’azione del gol

SPAL LETTI: Semplici lo impegna dal punto di vista del gioco e di chi riesce a battere calci d’angolo peggiori dei suoi, ma Lucianone è indomabile e libera il suo urlo finale da leone per la sesta volta consecutiva.
Sesta?!?!?!? Ho perso il conto? Ma non eravamo in #CRISINTER?

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.