tre motivi

Tre motivi per guardare Inter-Southampton

Ottobre 20, 2016

Tre motivi per giocare. Ebbene sì, tra una polemica e l’altra, esiste anche una cosa chiamata “campo”, un concetto in questi giorni trascurato, ancor di più se si tratta della fantomatica “Europa League”.

Ancora intontito dall’incubo di Inter-Cagliari (il punto più basso toccato dall’Inter da molti anni per me) mi chiedo se la partita di giovedì possa essere un bene o un male. Sarà il definitivo colpo di grazia a una squadra intontita oppure un’opportunità di riscatto?  Cercando di essere ottimista, provo a credere in questa opzione.

L’ultima volta in cui prima di una partita pronosticavo una sconfitta al 99,9 % (periodico) era la vigilia di Inter-Juventus.

Non per scaramanzia, bensì per scarsa fiducia. Sono stato piacevolissimamente smentito nei 90 minuti successivi. La speranza è che questa situazione si ripeta anche oggi.

Il mio rapporto con l’Europa League, in questa stagione, è stato più o meno quello avuto dal resto della società.

Arrivo al mercoledì, col weekend che è ancora un sogno lontano e penso “Ah, ma domani si gioca!

Al che, senza troppa convinzione, abbozzo una formazione, poi mi ricordo delle limitazioni Uefa e tolgo mestamente l’uno e l’altro di quelli che ho inserito (per uno strano scherzo del destino questa competizione sarebbe stata un toccasana per quelli che non possono giocarla: Jovetic, Gabigol e Kondogbia).

Allora provo strategicamente a inserire qualche giovane, come Gnoukouri o Miangue, almeno da avere una curiosità in più per guardarla.

La maledizione è questa: essere sempre costretti a guardarla (o a seguirla per radio). Anche perché, diciamocelo, la competizione non è molta. Dopotutto, comparati a Un Medico in Famiglia, Colorado, Fazio col Rischiatutto e Il Segreto, alla fine pure i numeri del Lúcio Maranhão di turno sulla fascia tanto male non sono.

Tre motivi per cui Inter-Southampton è importante

 

A questo punto è necessario risvegliarsi dalla passività e dal torpore generale in cui versa l’ambiente nerazzurro in questi giorni, e focalizzarsi su Tre motivi per cui Inter-Southampton è importante:

1- Perché è la classica gara in cui hai tutto da perdere:

Una mancata vittoria oggi significherebbe avere un piede e mezzo fuori dal girone. In caso di eliminazione dall’Europa League, si parlerebbe di disastro totale dell’Inter, esonero di De Boer, con Gazzetta&co che da giorni si stanno preparando a organizzare i titoli peggiori per le prime pagine, con un CRISI INTER che probabilmente occuperebbe l’intera pagina.

In caso contrario, una vittoria, magari giochicchiando anche un discreto calcio, passerebbe totalmente inosservata dalla stampa, perché “eh ma tanto è l’Europa League”, “il Southampton non è mica chissà che cosa” e “cazzo festeggi che hai gli stessi punti del Bologna”.

Ma noi cerchiamo di vincere e fregarcene della stampa, che i motivi per festeggiare dopo la vittoria li troviamo volentieri.

2- Perché è inutile continuare a parlare di Champions se alla prima apparizione in campo europeo fai figuracce:

Riuscirebbe una squadra in cui l’esperienza in Champions è pressoché nulla, a superare un girone, o peggio ancora un preliminare?

Va bene che l’importante è esserci, va bene che coi diritti TV la Suning ci compra Ronaldo (quale dei due non si sa ancora), ma l’esperienza in campo internazionale va costruita, giocando di squadra e sudando anche contro gli israeliani, i sumeri e i visigoti di turno.

Collezionare figuracce e faticare per un terzo posto, a questo punto lontano da raggiungere, non è il biglietto da visita migliore per un progetto che da anni afferma in loop la volontà di “tornare in Champions”.

Ok, torniamoci, ma per fare cosa?

3- Perchè il Southampton è un avversario di livello:

Proseguendo quanto detto nel punto precedente l’Europa League è un banco di prova.

Nelle scorse giornate, per tutta una serie di motivi, non si è dato il 100%, ma oggi giocheranno i titolari, contro un Southampton che è ottavo in Premier League, dietro a squadre da capogiro, e sarà un avversario veramente di alto livello.

(Ricordo quest’estate con i sorteggi, gli stessi che “ah ma noi siamo l’Inter, davvero avete paura del Southampton?” che adesso ci danno già per vinti!)

Le scorse partite hanno obbligato Frank a un turnover più o meno forzato in vista delle sfide con Juve e Roma (attenzione comunque, io mi sbilancio e lo scrivo già adesso che la partita con l’Atalanta sarà la più difficile affrontata finora) ma stasera non c’è scampo, giocheranno probabilmente tutti i titolari, e sarà una partita vera.

Inter-Southampton forse non sarà una svolta, ma è prima di tutto fondamentale vincere per scoprirlo.

Amo i giocatori capaci di illudermi nel profondo. Da bimbo ero follemente innamorato di Sérgio Conceição, e quando uno vive un amore tanto folle e intenso non si riprende mai del tutto. Ho tentato di colmare il vuoto lasciato dal portoghese con nomi del calibro di Georgatos e Dalmat finché non ho trovato pace quando è arrivato Froggy. Al momento sono l’unico possessore mondiale della maglia speciale del derby “Dalbert 29”.