Verso Inter-Empoli e oltre

Maggio 21, 2019

Gli interisti si possono classificare in due categorie in base alla loro reazione quando sentono la parola Empoli.

La prima cosa che vi viene in mente è questo:

oppure questo?

si, perché tra le varie note indimenticabili della nostra storia ricordiamoci che siamo riusciti a perdere una partita anche così.

Un gesto da vero fuoriclasse che ripeterà qualche anno dopo anche Geoffrey Kondogbia..
Quindi se il karma esiste significa che domenica sera Candreva lo dovrà fare uguale.

NELLA PORTA GIUSTA, SIA CHIARO.

Comunque a me personalmente vengono in mente entrambe le due cose contemporaneamente, con le due parabole dei palloni che si salutano cordialmente a centrocampo e poi vanno a infilarsi nelle rispettive porte.

Questo perché ormai l’Inter è una fusione di ODDIO CHE MERAVIGLIA e PORCA TROIA CHE SCEMPIO.
Senza vie di mezzo. O disastro o apoteosi. O forse siamo noi che trasformiamo tutto come un disastro o un’apoteosi, o forse succede così a tutte le squadre ma semplicemente amplifichiamo tutto, ma alla fine è giusto così altrimenti cosa scriveremmo sul blog?

Vogliamo parlare del campionato, e di come sapevamo TUTTI che sarebbe stata decisiva, però man mano che trascorrono i minuti ce ne stiamo pentendo tutti e vorremmo che le cose fossero andate diversamente. Magari senza Abisso, o senza il gol di Pellissier.
Io ci tenevo anche a prendere altri impegni in modo da non essere lì. “Tanto saremo già qualificati questa volta dai”.
Potevo andare a votare. Avevo proposto anche a mia mamma di andare all’Ikea.

Sarà anche che l’Empoli è una squadra che mi mette paurissima.
Magari non una bestia nera ai livelli del Sassuolo, però è imprevedibile.

Per esempio come quella volta in cui perdemmo 0-1 in casa e ci fu una contestazione abbastanza pesante.
il mitico Emre Belozoglu espulso per proteste da Paparesta, Ciccio Tavano che si beve quello sfigato di Brechet e serve l’assist decisivo a TOMMASINO ROCCHI

che all’epoca aveva i capelli ed era IDENTICO a Giacomino in Chiedimi se sono felice.

Però ci sono anche tanti precedenti positivi, come l’ultima giornata del 2014-2015, anche in quel caso vestivamo la maglia nuova (che però era più bella) e ci aggiudicammo l’ottavo posto in una complicatissima lotta per non fare i preliminari di Europa League, con un 4-3 e due gol di Icardi, che diventò capocannoniere.

Tanta nostalgia con il penultimo assist in verticale che abbiamo visto all’Inter, di Kovacic (#RIPIGL), e un giovanissimo Brozo che addirittura sorrideva.

L’anno successivo invece la giocammo alla penultima giornata, ancora l’ultima in casa, per aggiudicarci un inutile quarto posto con un 2-1 firmato Icardi e Perisic.

Ci siamo rincontrati alla quinta giornata della stagione successiva, e l’abbiamo sfangata con Franchino De Boer in panchina, grazie a questo super assist del Bello.
Ecco perché quello di prima di Kovacic era il penultimo assist.

L’ultimo precedente a San Siro risale al febbraio 2017: Con Icardi in tribuna per uno dei suoi infiniti motivi (forse quella volta era un infortunio vero) schieriamo il tandem Palacio-Eder e vinciamo.

Apre le marcature il Panzerotto con un gol di trippa (davvero) e poi un assist magico per TONINO CANDREVA.
RICORDIAMOCI QUESTO NOME PERCHE’ C’E’ QUALCOSA NELL’ARIA.

NEL FINALE ANCHE L’INGRESSO IN CAMPO DEL #MITTAPINAMO’

Speriamo che questi episodi del passato possano portarci un po’ di fortuna, perché ne avremo bisogno.

Nelle ultime giornate l’Empoli ha mostrato una bella forma e di sicuro avrà fatto di sicuro più punti di noi, e nonostante tutto bisogna ammettere che negli ultimi anni hanno sempre espresso un bel gioco, e giocano sempre con due attaccanti anche se Spalletti dice che noi non possiamo farlo perché non c’è equilibrio.
Di Lorenzo come terzino farebbe invidia a vari dei nostri e quel Traoré a centrocampo è molto MITT.

Proprio nell’ultima partita contro di loro abbiamo sofferto come dei dannati, tanto per cambiare, e siamo passati solo grazie a un gol di Keita. Ma che fine ha fatto nel frattempo? (C’era anche Vrsaljko!!!) Sembrano passati secoli.

NEL DUBBIO #RIAGGIUST E #MITT, c’è bisogno di tutti.

Ancora 90 minuti più recupero di totale esaurimento nervoso. Mannaggia a voi. A quest’ora potevo avere una JÄRVSTA nuova in camera.

 

Appartengo alla categoria di tifoso: “avvocato delle cause perse”. Tra i miei assistiti più famosi spiccano il grande Van der Meyde, Stramaccioni e soprattutto Marko Arnautović. Affetto da “interismo” da quando ho memoria, la malattia si è acutizzata irreversibilmente durante un anonimo campionato sotto la guida di Alberto Zaccheroni.